Margotta

Tecniche di riproduzione vegetativa: la margotta

Quante volte avete desiderato realizzare nuove piantine da un esemplare particolarmente apprezzato? Poterne mantenere inalterata la bellezza, i colori spesso suggestivi dei suoi fiori? Alcune tecniche di riproduzione vegetativa permettono di ottenere nuove piante partendo da quella originaria, che presentino le stesse caratteristiche. Tra queste tecniche quella maggiormente utilizzata è la margotta. Con questa tecnica il ramo prescelto per dare vita alla nuova piantina viene dapprima inciso con un coltello affilato, per poi venire avvolto in una miscela di torba e sabbia inumidite e racchiuso all'interno di un manicotto, ovvero una sacca di plastica. Il manicotto ha il doppio compito di trattenere la miscela intorno al ramo intagliato e di garantire il mantenimento dell'umidità all'interno. Il ramo verrà definitivamente tagliato solo quando presenterà un numero sufficiente di radici.
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La margotta passo per passo

Pianta agrumi Per realizzare la riproduzione di una pianta per margotta occorre innanzitutto individuare il ramo da utilizzare. Quest'ultimo dovrà essere sano e lignificato. Iniziare togliendo le foglie che si trovano sulla punta del ramo, nonché eventuali rametti laterali. A questo punto praticate un'incisione sul tronco, aiutandovi con un coltellino ben affilato e sterilizzato. Il taglio dovrà essere lungo circa 6 cm ed avere una profondità che corrisponda ad 1/3 del diametro del fusto. Inserire un distanziatore in legno per tenere aperta l'incisione appena fatta. La parte interessata dal taglio dovrà adesso essere avvolta con un composto inumidito di sabbia e torba. Pressare il composto affinché penetri all'interno del taglio, poi rimuovere il distanziatore. Chiudere la parte con un manicotto in plastica, che legherete con la rafia alle due estremità. Praticare una piccola incisione sul manicotto, in modo da favorire l'areazione e facilitare le operazioni di umidificazione del substrato.

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Margotta: messa a dimora della nuova piantina

Pianta frutto All'interno del manicotto si formeranno con il tempo nuove radici, provenienti dal rametto che avrete scelto per la riproduzione della pianta. Il periodo di tempo necessario alla formazione delle radici varia da pianta a pianta, anche in funzione dello stato di salute, della legnosità del ramo e della zona climatica. In genere, per avere radici sufficienti alla nuova piantina per crescere autonomamente, occorrono tra i due ed i sei mesi. Per accelerare i tempi è possibile servirsi di prodotti radicanti specifici, da spruzzare o spandere alla base del ramo utilizzato per la margotta prima di chiuderlo all'interno del manicotto. Appena la nuova piantina sarà pronta per essere messa a dimora, tagliate il ramo aiutandovi con delle cesoie ben affilate, prelevate la nuova piantina e ponetela a dimora in vaso oppure in piena terra. Il taglio dovrà avvenire gradualmente nell'arco di una decina di giorni, attraverso piccole incisioni giornaliere.


piante indicate e periodo migliore

Pianta bonsai Benché quasi ogni specie vegetativa possa essere riprodotta attraverso la tecnica della margotta, vi sono alcune specie che si prestano più delle altre a questa operazione. La margotta viene utilizzata per tutte le specie che presentano rami difficili da piegare e rivolti verso l'alto, per le quali la riproduzione attraverso propaggine risulterebbe particolarmente complessa. Acero, ficus, azalea, cedro, gelso, ulivo e agrumi sono alcune delle specie che vengono solitamente riprodotte per margotta. Le conifere invece non radicano con questa tecnica. Un grande utilizzo della riproduzione per margotta è in campo bonsaistico. Per la maggior parte delle specie il periodo migliore per intervenire è la primavera (aprile e maggio). Per alcune specie è possibile intervenire fino alla fine dell'estate.



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