cipresso di monterey

Alberi Conifere

Cipresso di Monterey

Una conifera affascinante dalle molte varietà e dalle molte facce, adatta a siti spazzati dai veti salmastri, su suoli anche molto poveri, in climi caldi.

di Redazione

29 dicembre 2011

Generalità

Il Cipresso di Monterey (Cupressus macrocarpa anche se alcuni oggi lo classificano come membro del genere Callitropsis) è una conifera sempreverde della famiglia delle Cupressaceae che ha habitus stretto e piramidale da giovane e tende a allargarsi con l’età, diventando tanto più pittoresco e attraente quanto le condizioni di vita sono esposte, soprattutto ai venti forti, con ramificazioni orizzontali a palchi che nell’insieme danno vita a una chioma a ombrello. Raggiunge un massimo di 40 m di altezza anche se di solito si assesta sui 27, il tronco da dritto si fa inclinato e nodoso nel tempo, con un diametro massimo di 2,5 m. La corteccia è chiara, solcata in verticale. Le foglie sono ridotte a scaglie che circondano i rametti, hanno colore verde brillante e quando vengono strofinate emanano un gradevole odore di limone. La fioritura avviene ala fine dell’inverno, con microsporofilli maschili che formano coni gialli e terminali, lunghi 3-5 mm e macrosporofilli femminili che formano coni globosi lunghi 2-4 cm formati da 6-14 scaglie verdi. I coni fecondati maturano nel giro di due anni circa formando galbuli marrone scuro singoli o a coppie che restano chiusi per anni sull’albero. Spesso si aprono solo in seguito all’irraggiamento di calore dovuto a un forte incendio, disperdendo allora i semi che germinano velocemente sul letto di cenere fertile e in condizioni di irraggiamento solare ottimali. Cresce abbastanza velocemente, un metri all’anno all’inizio e anche in tarda età si alza di 5 cm all’anno.

Clima e terreno

Il Cipresso di Monterey è stato introdotto nella nostra Penisola a scopo ornamentale e come essenza da legno, ma si è naturalizzato in Umbria. Nel suo ambiente naturale vive in ambienti costieri e in condizioni esposte a venti forti e aria salmastra, con estati fresche e umide a causa delle nebbie provenienti dal mare, oppure in ambienti più lontani dal mare e riparati, dove assume forma eretta. Si adatta a una grande varietà di pH e condizioni granulometriche del suolo, richiedendo solo che questo sia ben drenato e tollerando anche substrati molto poveri. Sopporta molto bene il caldo intenso e l’aridità e richiede il pieno sole, anche se l’eccessiva carenza idrica protratta per troppe stagioni consecutive lo espone agli attacchi degli insetti. E’ resistente ai venti ma per sopportarli ha bisogno di terreni non troppo superficiali altrimenti non riesce ad ancorarsi quanto serve. Come tutte le specie che sopportano il caldo e l’aridità non è una specie pienamente rustica, soprattutto quando è giovane, arrivando solo quando ben attecchita a sopportare inverni con temperature di -10°C.

Impianto e tecniche di coltivazione

Il Cipresso di Monterey si propaga per seme nel tardo inverno, ricoprendo appena il letto di semina e magari sottoponendo preventivamente i semi a una stratificazione fredda di tre settimane. E’ necessario fare attenzione con le annaffiature perché i semi marciscono molto facilmente. La germinazione richiede circa 1 o 2 mesi a 20°C. Appena è possibile maneggiare i semenzali va effettuato il ripicchettamento, seguito da una intera stagione vegetativa più tutto l’inverno successivo in serra fredda. L’impianto può avvenire nella tarda primavera o all’inizio dell’estate. Va tenuto presente che il Cipresso di Monterey non sopporta bene i trapianti perché il suo apparato radicale si risente parecchio di eventuali disturbi. In alternativa si possono prendere talee di legno quasi maturo in settembre, tenute poi al riparo dal gelo, oppure in aprile-maggio. Per le sue caratteristiche il Cipresso di Monterey si adatta a una certa varietà di utilizzi. In posizioni riparate può essere un elemento di spicco che dà slancio verticale ad ampi giardini, magari come sfondo sempreverde di bordure o lungo viali, o per sottolineare le geometrie di spazi formali. Potato secondo l’arte topiaria si adatta a piccoli giardini moderni e di design, accanto a bossi oppure in contenitori su terrazzi dal sapore mediterraneo. Può addirittura essere allevato a semi-arco di modo che due alberi della stessa età ne vadano a formare uno completo, anche se ben altri alberi o arbusti servirebbero meglio allo scopo. Per chi invece ha la grande fortuna di possedere un giardino in zone costiere, meglio se spazzate da venti forti, il cipresso di Monterey può essere lasciato libero di svilupparsi come crede, fino a diventare una vera e propria scultura vivente, reso contorto dai venti e piegato dal sole, affascinante soprattutto quando si staglia solitario sullo sfondo di un panorama a picco sul mare.

Parassiti e malattie

Allevato in condizioni non ideali diventa sensibile al Seridium cardinale che causa il cancro del cipresso.

Caratteristiche del legno

Il legno del Cipresso di Monterey è pesante, duro, resistente, durevole anche per 10 o 15 anni senza bisogno di trattamenti, aromatico, a grana fine, utilizzato per fabbricare targhe, barche, in falegnameria, per pannelli da interno, cornici e modanature, e come ottimo combustibile (anche se produce molte scintille quindi è meglio utilizzarlo per fuochi protetti e non in caminetti aperti).

Varietà

Tra le numerose varietà di Cipresso di Monterey ricordiamo: “Saligna Aurea” a habitus piramidale con lunghe fronde eleganti e piangenti, di colore verde-bronzo, adatta a collezioni di conifere. “Goldcrest” rappresentativa delle moltissime varietà a fogliame dorato di questo cipresso “Greenstead magnificent” varietà nana che si espande più che alzarsi, a fogliame blu-verde, adatta a contenitori.

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Domande frequenti

  • Qual è la temperatura minima sopportabile dal Cipresso di Monterey?
    Questa conifera non è pienamente rustica, specialmente nelle fasi giovanili. Solo dopo aver completamente attecchito e sviluppato un robusto apparato radicale, riesce a sopportare temperature invernali fino a -10°C. È fondamentale proteggerlo dal freddo intenso nei primi anni di vita per garantire la sua sopravvivenza.
  • Come si comporta il Cipresso di Monterey rispetto al vento e alla salsedine?
    È eccellente per i giardini costieri grazie alla sua resistenza ai venti forti e all'aria salmastra. Tuttavia, per resistere efficacemente alle brezze marine, necessita di un terreno profondo e non superficiale, che permetta alle radici di ancorarsi saldamente al suolo. In posizioni riparate, mantiene invece un portamento eretto e compatto.
  • Quali sono le principali cure necessarie durante l'impianto?
    La fase critica è l'evitare i trapianti tardivi, poiché questa specie soffre molto le perturbazioni radicali. Si consiglia di piantare direttamente in sede definitiva o in grandi vasi, preferibilmente in tarda primavera o inizio estate. Durante la crescita iniziale, bisogna monitorare attentamente l'umidità del terreno per prevenire il marciume dei semi o delle radici giovani.
  • Si può usare il legno del Cipresso di Monterey in giardino?
    Sì, il legno è pesante, duro, aromatico e durevole senza trattamenti. Viene spesso impiegato per pali da giardino, recinzioni, bordure o elementi strutturali esterni. Attenzione però: bruciandolo produce molte scintille, quindi è adatto solo per fuochi protetti o camini chiusi, mai per falò all'aperto o caminetti aperti.

Scheda Tecnica

Cupressus macrocarpa (Callitropsis macrocarpa)

Nome scientificoCupressus macrocarpa (Callitropsis macrocarpa)
FamigliaCupressaceae
Tipo di piantaConifera sempreverde
OrigineCalifornia (ambiente costiero)
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, tollera suoli poveri e vari pH
IrrigazioneModerata, evitare ristagni; teme la siccità protratta
FiorituraFine inverno (coni maschili gialli e femminili verdi)
AltezzaFino a 40 m (solitamente 27 m)
PotaturaTopiaria o libera; attenzione ai danni da vento su giovani piante
MoltiplicazioneSeme (stratificazione fredda) o talee di legno quasi maturo
Malattie e parassitiSeridium cardinale (cancro del cipresso) in condizioni non ideali
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibile ai trapianti e ai primi anni di vita)

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