Alberi Latifolie

Fiore di Cornus sanguinea

Come coltivare il Cornus sanguinea

La Cornus sanguinea, chiamata anche Corniello sanguinello, è una pianta robusta: bastano poche attenzioni per farla crescere sana e rigogliosa.

Albero bagolaro

Bagolaro

Le piante a foglia caduca di Bagolaro non temono le stagioni estive calde, sono molto apprezzate per la crescita veloce e le fitte ramificazioni.

Faggio tricolor

Faggio tricolor

Il faggio tricolor é un albero dai colori splendidi, molto scenografico e che produce frutti che tostati e macinati sostituiscono il caffè.

Ontano

Ontano

L'Ontano può raggiungere anche i 20 metri di altezza e cresce in zone paludose o dove scorre l'acqua. I suoi frutti sono come dei coni con i semi.

Pianta robinia

Robinia

La Robinia non denota particolari esigenze in fatto di cure, tuttavia è consigliabile dotarla di suolo drenato e ripararla da brusche correnti d'aria.

Bosco betulle

Betulla bianca

In Italia la betulla bianca è poco diffusa, si trova soprattutto sull'arco alpino, in Piemonte, in Lombardia e in alcune zone dell'Appennino.

Sorbo uccellatori

Sorbo degli uccellatori

Il Sorbo degli uccellatori non è affatto esigente, tuttavia è raccomandabile massima cura nella sua sistemazione e nel dosaggio del fertilizzante.

Carpino nero

Carpino nero

Il carpino nero, o Ostrya carpinifolia, è un albero con foglie dal margine seghettato, radici robuste e corteccia brunastra.

Esemplari liquidambar

Liquidambar

Il liquidambar produce foglie verdi che in autunno diventano rosse o gialle; può raggiungere anche i 25-30 metri di altezza.

Albero frassino

Frassino

Il genere di piante denominato Frassino comprende numerose specie e varietà di piante decidue, in autunno il fogliame cambia colore prima di cadere.

Orniello

Orniello

L'orniello, o Fraxinus ornus, è un albero piuttosto piccolo a foglie caduche, con corteccia grigiastra, radici robuste e fiori bianchi.

Ippocastano

Ippocastano

L'ippocastano, o Aesculus hippocastanum, possiede una chioma ampia, fiori bianchi, piuttosto grandi, e frutti non commestibili.

Olmo americano

Olmo

L'olmo non necessita di grandi apporti d'acqua perché la specie è rustica: infatti vive allo stato spontaneo sui monti fino a 1000 metri d'altitudine.

Fioritura tilia tomentosa

Tilia tomentosa

Gli alberi di Tilia tomentosa sono resistenti alle intemperie e richiedono poche cure. Modalità e tecniche colturali per piante sempre sane e forti.

Fagus Sylvatica (Faggio)

Faggio

Il faggio ama vivere immerso nei boschi, ma qualora si desideri farlo crescere in boschi privati, è necessario seguire alcune semplici indicazioni.

I frutti dell'olivo

Olivo

L'Olea europaea, o olivo, della famiglia delle Oleaceae, è un piccolo albero sempreverde; produce fiori bianchi e frutti ovoidali.

L'olmo

Olmo albero

L'olmo albero è conosciuto anche come "Ulmus" e in Italia si trovano maggiormente le specie montano e campestre. La sua chioma tocca i 10 metri di ...

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Un esemplare di castagno

Alberi vendita

Numerose sono le varietà di alberi di latifoglie presenti sul mercato e che dunque possono essere collocati all'interno del vostro giardino ...

Semi di ippocastano

Semi di alberi

Anche gli alberi, come le altre piante, producono semi; ma la coltivazione di un albero a partire dal seme è cosa abbastanza laboriosa, e soprattutto ...

Thuja occidentalis Rheingold

Thuja occidentalis

La specie denominata Thuja occidentalis non richiede eccessive attenzioni colturali e si adatta facilmente a diversi contesti climatici e ambientali. ...

Esemplare di Sorbus aucuparia

Alberi a crescita rapida

Il genere longevo e resistente conosciuto con il nome di Celtis e le specie arboree di Acacia dal fogliame caduco oppure sempreverde. I lunghi rami ...

Ulivo secolare

Alberi monumentali

Maestosi e altissimi oppure contorti dal vento e ultracentenari: sono gli alberi monumentali, i grandi patriarchi verdi che nella nostra penisola e ...

Quercia secolare

Alberi secolari

Gi alberi arricchiscono il nostro paesaggio agrario e urbano fatto di parchi, viali e giardini. Tra le specie più longeve di alberi secolari abbiamo ...

Cosa sono

Gli alberi Latifoglie appartengono alle Angiosperme, o come si preferisce dire recentemente in ambito scientifico, alla divisione Magnoliophyta, apparsa sulla terra 130 milioni di anni fa, nel periodo Cretaceo. Le latifoglie vengono impropriamente chiamate così per metterle in contrapposizione alle aghifoglie o conifere, sottolineando il fatto che hanno foglie espanse invece che aghiformi. Le Angiosperme a differenza delle gimnosperme hanno i semi avvolti da un vero frutto che li protegge (il loro nome significa infatti “seme protetto”) e ne facilita la dispersione a opera di animali, vento, acqua. Si suddividono in monocotiledoni e dicotiledoni, a seconda di quanti cotiledoni sono presenti all’interno del seme. Tutti gli alberi conosciuti che non rientrano nel gruppo tassonomico delle Gimnosperme fanno parte delle Latifoglie. Più in generale le Angiosperme comprendono piante erbacee, arbustive e arboree, a foglie caduche o persistenti, con fiori ermafroditi oppure a sessi separati. In quest’ultimo caso possono essere presenti o sulla stessa pianta che viene quindi detta monoica, o su piante diverse dette quindi dioiche come nel caso dell’alloro che esiste come pianta maschile e femminile. Gli alberi latifoglie hanno colonizzato vari ambienti, da quello pluviale (foreste pluviali equatoriali dette anche tropicali) a quello alluvionale e a galleria su corsi fluviali, passando per le classiche foreste a latifoglie della fascia climatica temperata, le mediterranee decidue e le foreste pluviali temperate.

Caratteristiche

Il fiore della Latifoglie può essere ermafrodito quando presenta sia l’androceo che il gineceo, oppure unisessuato e in questo caso ha solo l’androceo (fiore maschile o staminifero) o il gineceo (fiore femminile o pistillifero). I pezzi fiorali derivano da foglie modificate, e in genere sono, dall’esterno all’interno, calice, corolla, androceo e gineceo. La corolla e/o il calice, detti nell’insieme perianzio, possono avere oltre alla funzione protettiva dell’androceo o del gineceo, anche una funzione vessillifera per attirare insetti o altri animali impollinatori. Il nettare viene prodotto dai nettari alla base dei petali. L’androceo è costituito dagli stami, a loro volta composti da filamenti che sorreggono le antere, costituite da due teche contenenti le sacche polliniche. Il pistillo è invece la parte femminile del fiore composta dall’ovario che continua nello stilo che termina nello stimma. Il polline si deposita sullo stimma. La classificazione delle Angiosperme si basa molto sulla morfologia fiorale. Macroscopicamente in base alla forma e il grado di simmetria della corolla possiamo parlare di fiori irregolari, senza alcuna simmetria, fiori attinomorfi a simmetria raggiata come nel caso delle Rosaceae quali Pesco o Ciliegio, fiori zigomorfi a corolla bilabiata cioè a simmetria bilaterale come nel caso di molte piante aromatiche tra cui il Rosmarino, e fiori zigomorfi a corolla papilionacea come nel caso della Sophora japonica, della Robinia o del semplice trifoglio dei prati. Il frutto delle latifoglie può essere un vero frutto carnoso (bacche come per il Sambuco, esperidi come per tutti gli agrumi, drupe come per Ciliegio, Palma da Cocco, Noce e Olivo, balaustrio come nel caso del Melograno) o secco (i legumi come nel caso dell’Albero di Giuda, le samare tipiche degli aceri o le nucule di nocciolo e castagno). Esistono anche i falsi frutti come nel caso del pomo di Biancospino, Sorbo o Melo, il cui vero frutto è comunemente noto come torsolo, contenente appunto i semi della pianta. Il legno delle Latifoglie è più evoluto rispetto a quello delle Conifere, che presentano le sole Tracheidi all’interno dei loro fusti. Le Latifoglie infatti hanno vere e proprie trachee, cioè vasi aperti entro i quali i liquidi possono scorrere molto più rapidamente, che hanno la caratteristica di essere prodotte in diametri differenti a seconda della disponibilità stagionale di acqua. In primavera quando l’acqua è abbondate le trachee prodotte hanno diametro maggiore, mentre in estate ne crescono altre con un lume più piccolo.

Specie più diffuse

In Italia le categorie forestali più diffuse sono i querceti di Rovere, Roverella e Farnia seguiti dalle faggete e dai boschi di Cerro, Farnetto (Quercus frainetto), Fragno (Quercus trojana)e Quercia vallonea. Nei parchi, giardini pubblici e privati, nelle campagne e lungo le strade le specie di Latifoglie che si incontrano più spesso sono Tiglio, Pioppi, Aceri, Castagno, Betulla, Carpini, Faggio, Frassino, Ontani, Robinia. Questo elenco è ovviamente di massima, soprattutto considerando che a secondo degli habitat alcune specie saranno più o meno diffuse, e che per il verde pubblico e nei giardini privati l’impiego di cultivar di pregio e grande bellezza è ampiamente diffuso. Anche in contesti di ridotte dimensioni o addirittura in vaso è possibile coltivare Latifoglie scelte con cura per le loro caratteristiche, in particolare specie a portamento arbustivo oppure nane o a crescita lenta (Per esempio Cornus, Salix, Laurus, Prunus da fiore, Agrumi, Aceri giapponesi)