ginkgo

Alberi Conifere

Ginkgo biloba

Una fosile vivente di rara bellezza, con numerose cultivar adatte anche a contenitori e spazi di piccole dimensioni, bello in tutte le stagioni.

di Redazione

23 dicembre 2011

Generalità

Il Gingko biloba è uno splendido albero deciduo, un vero e proprio fossile vivente, essendo l’unico sopravvissuto tra tutte le Ginkgoaceae. Viene classificato tra le conifere, dato che i suoi semi non sono protetti da un ovario e quello che sembra essere un frutto simile a un’albicocca in realtà è solo un involucro carnoso che circonda il seme. Cresce fino a 40 metri con un’ampiezza che arriva anche a 12 metri e il tronco che può arrivare a 8 metri di circonferenza. La chioma è piramidale e disordinata all’inizio, poi diventa ovale e più fitta, con i rami ascendenti che formano angoli di 45° con il tronco. La corteccia prima è grigio chiara, poi scurisce e si fessura assumendo una colorazione bruna. Le foglie dalla forma a ventaglio riconoscibilissima sono bilobate, alterne e semplici oppure riunite a mazzetti di 3-5 elementi (sui brachiblasti), lunghe 5-10 cm, verdi chiare prima e giallo dorate in autunno, con un lungo picciolo e nervature parallele. La fioritura avviene in primavera su alberi a sessi separati, negli individui maschili vengono prodotti microsporofilli riuniti a spirale a formare strutture allungate. La dispersione del polline è anemofila. La pianta femminile invece produce macrosporofilli con ovuli singoli portati da peduncoli. Dopo l’impollinazione l’ovulo continua a maturare e quando cade a terra in autunno, già rivestito da un involucro giallo maleodorante (il cui odore ricorda molto da vicino quello degli escrementi di cane), avviene la fecondazione a patire dai gameti maschili provvisti di ciglia che unendosi agli ovuli danno vita al seme lungo 1,5-2 cm. I semi maturi, liberati dall’involucro maleodorante, aperti, e cotti, sono commestibili e a detta di chi li ha gustati, anche molto buoni. Cresce lentamente, da maggio a agosto soltanto, 30 cm all’anno in media (a volte la pianta non cresce affatto, mentre altri anni può alzarsi di 1 metro).

Clima e terreno

Il Ginkgo è coltivato nella nostra Penisola come probabilmente in tutto il resto del mondo solo a scopo ornamentale. Non è infatti chiaro se l’albero senza l’aiuto dell’uomo (in questo caso dei monaci cinesi) sarebbe riuscito a giungere fino a noi. Non sono note a tutt’oggi stazioni spontanee di Ginkgo riconosciute da tutti i botanici. La pianta è rustica, poco esigente in fatto di terreno, anche se prospera al meglio su suoli leggermene acidi, areati e ben drenati. Richiede pieno sole e riparo dai venti forti che la danneggiano. Quando è attecchita resiste molto bene all’aridità, è completamente rustica, sopporta le esposizioni marittime, e tollera l’inquinamento atmosferico.

Impianto e tecniche di coltivazione

La propagazione del Gikgo boloba avviene per seme in un letto riparato e ombreggiato, all’aperto, subito dopo la raccolta oppure in primavera (ma i semi non devono aver perso troppa umidità). La percentuale di germinazione è buona e una volta che sia possibile maneggiarli i semenzali vanno ripicchettati in vasetti singoli che trascorreranno, al riparo e in ombra leggera in una serra fredda, tutta la loro prima stagione vegetativa e l’inverno seguente. In seguito possono essere messi a dimora in primavera, ma protetti comunque per il loro primo inverno all’aperto. In alternativa è possibile procedere con la riproduzione vegetativa tramite talea non legnosa in primavera, semilegnosa in luglio-agosto, legnosa a dicembre, il che permette di sapere in anticipo il sesso della pianta ma ha lo svantaggio che per tutto il primo anno la talea non cresce. E’ inoltre possibile innestare rami maschili su individui femminili per ottenere fruttificazione. Per le sue caratteristiche il Gikgo è uno di quegli alberi che si possono considerare dei must have in climi miti e aree ampie, perché non solo è una pianta di una bellezza incredibile tutto l’anno, soprattutto in autunno quando le foglie dorate contrastano con la corteccia scura, ma è anche unica al mondo per la forma particolare delle sue foglie che tremando con grazia al vento hanno ispirato poeti e artisti per millenni. Dato l’odore sgradevole dei suoi frutti è meglio piantare la pianta maschile (ma attenzione: i giovani ginkgo non fruttificano quindi non sempre è possibile sapere di che sesso è l’esemplare che si ha davanti finché la pianta non arriva a 30 anni circa e comincia a fiorire. In questi casi è forse meglio affidarsi a vivai di fiducia o a riproduzioni vegetative). L’albero più invecchia e più diventa bello, mentre da giovane può apparire un poco disordinato e asimmetrico, Ma anche se in effetti la pianta può essere potata alcuni segnalano che tende a risentirne molto, quindi è bene non rischiare. Può essere coltivato in contenitori di ampie dimensioni e associato a perenni come Alchemilla mollis, le cui fronde leggere creano una bellissima sintonia con le foglie di Ginkgo, e Heuchera in varietà.

Varietà

Tra le numerosissime varietà di Ginkgo biloba segnaliamo “Autumn gold” clone maschile a chioma simmetrica arrotondata che raggiunge 15 metri al massimo, “Fastigiata”, “Variegata” a foglie striate di giallo, “Mariken” varietà nana a crescita così compatta da formare una sfera di foglie, ideale per contenitori, “Saratoga” habitus eretto e stretto arriva a 12 metri, “Troll” varietà compatta e cespugliosa, ideale per contenitori o piccoli spazi, “Tubifolia” varietà cespugliosa con foglie del legno maturo che assomigliano a trombette, “Tit”, “Compacta”, “Pixie”, “Horizontalis” con chioma appiattita a ombrello, più larga che alta, “Jade butterfly” forma nana.

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Domande frequenti

  • È necessario piantare solo esemplari maschi di Ginkgo biloba?
    Sì, è fortemente consigliato scegliere piante maschili per evitare i problemi legati ai frutti femminili. I semi delle piante femmina sono circondati da un involucro carnoso che, cadendo a terra in autunno, emana un odore sgradevole simile agli escrementi di cane. Poiché i giovani ginkgo non fruttificano e il sesso si manifesta solo verso i 30 anni, è fondamentale acquistare piante da vivai affidabili o tramite propagazione vegetativa (talee) per conoscere con certezza il sesso dell'esemplare prima della messa a dimora.
  • Come posso distinguere le foglie del Ginkgo da quelle di altre piante?
    Le foglie di Ginkgo biloba sono uniche nel regno vegetale e facilmente riconoscibili per la loro forma a ventaglio bilobato. Sono alterne, semplici o raggruppate in ciuffi di 3-5 elementi sui brachiblasti, lunghe 5-10 cm e dotate di un lungo picciolo con nervature parallele. In primavera ed estate sono verde chiaro, mentre in autunno virano magnificamente verso il giallo dorato, creando un contrasto spettacolare con la corteccia scura e fessurata del tronco.
  • Quali sono le migliori cultivar di Ginkgo per piccoli giardini o vasi?
    Esistono numerose varietà nane e compatte ideali per spazi ridotti. 'Mariken' è una scelta eccellente per i contenitori, formando una sfera compatta di foglie. 'Troll' è cespugliosa e adatta a piccoli spazi. 'Autumn Gold' offre una chioma simmetrica arrotondata (fino a 15m), mentre 'Horizontalis' presenta una chioma appiattita a ombrello, più larga che alta. 'Jade Butterfly' è un'altra forma nana interessante. Queste varietà mantengono dimensioni gestibili pur conservando la bellezza tipica della specie.
  • Quanto velocemente cresce il Ginkgo biloba e quanto vive?
    Il Ginkgo è considerato una pianta a crescita lenta. In condizioni normali, cresce principalmente da maggio ad agosto, aggiungendo circa 30 cm di altezza all'anno, anche se in alcuni anni la crescita può essere nulla o raggiungere il metro. È un albero longevo che migliora con l'età: da giovane può apparire disordinato, ma maturando sviluppa una chioma elegante e fitta. Essendo un 'fossile vivente', è l'unica specie superstite della sua famiglia, capace di resistere per secoli.
  • Posso coltivare il Ginkgo in zone soggette a inquinamento o salinità?
    Assolutamente sì. Il Ginkgo biloba è estremamente tollerante e versatile. Sopporta bene le esposizioni marittime grazie alla sua resistenza alla salinità e tollera discretamente l'inquinamento atmosferico urbano. Una volta attecchito, mostra una notevole resistenza all'aridità e richiede poca manutenzione. Pensa solo a garantire pieno sole e un riparo dai venti forti, che potrebbero danneggiare i rami, specialmente nelle piante giovani.

Scheda Tecnica

Ginkgo biloba L.

Nome scientificoGinkgo biloba L.
FamigliaGinkgoaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo, fossile vivente
OrigineCina (coltivato globalmente)
EsposizionePieno sole, riparo dai venti forti
TerrenoLeggermente acido, areato, ben drenato, tollerante aridità
IrrigazioneModerata, resistente alla siccità una volta attecchita
FiorituraPrimavera (piante dioiche, fiori non decorativi)
AltezzaFino a 40 metri (cultivar nane disponibili)
PotaturaMinima, la pianta ne risente spesso
MoltiplicazioneSeme, talea (non/semilegnosa/legnosa), innesto
Difficoltà di coltivazioneFacile (poco esigente, rustico)

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