pino cembro

Alberi Conifere

Pino cembro

Una conifera longeva, adatta a climi freschi, rustica e resistente

di Redazione

18 gennaio 2012

Generalità

Il Pino cembro (Pinus cembra) è una conifera sempreverde appartenente alla famiglia delle Pinaceae. Di norma è alto circa 15 metri, anche se può arrivare a 25, e ha una chioma dalla tessitura fine, conica e stretta, quasi cilindrica che si allarga con l’età, e un tronco che da dritto si fa contorto nel tempo e in certi casi davvero pittoresco, rivestito da una corteccia grigia che da sottile, liscia e rivestita di resina diventa fessurata di rosso e corrugata a placche nel corso degli anni. I rametti dell’anno sono coperti da una pubescenza bruno-aranciata, le ramificazioni più vecchie sono scure. Le foglie aghiformi lunghe 5-8 cm sono riunite in fascicoli di cinque elementi, e sono scure sopra e più chiare sotto, da qui il colore caratteristico del Pino cembro, scuro sfumato di glauco. Hanno sezione triangolare e sono inaspettatamente morbide al tocco anche se sono rigide, hanno un andamento ritorte e i margini serrati. Persistono circa cinque anni sull’albero. La fioritura avviene tra giugno e agosto con macrosporofilli femminili che si riuniscono a formare coni eretti color rosa o violetto e microsporofilli maschili che formano ruppi di coni rossicci terminali sui rami dell’anno. La maturazione richiede due anni, dopodiché si formano le pigne che cadono intere dalla pianta a primavera e vengono aperte da vari animali tra cui le nocciolaie che provvedono a disperdere i semi. Longevo (arriva a 1000 anni circa).

Clima e terreno

Il Pino cembro è naturalizzato in Italia in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto e Friuli a un’altitudine compresa tra 1400 e 2300 metri sul livello del mare. Il suo areale copre anche il limite superiore dei boschi subalpini di conifere, può formare cembrete pure oppure associarsi a Larice e Peccio. Preferisce terreni sciolti, ricchi e assolutamente ben drenati, profondi, prosperando in particolare sui versanti a nord. Completamente rustico, resiste senza problemi ai tipici sbalzi termici degli ambienti montani, e può tollerare anche l’aridità quando è ben attecchito. Può tollerare una leggera ombreggiatura che simuli condizioni di vita forestali. Resiste bene ai venti ma non alle esposizioni marittime. Preferisce terreni a reazione neutra o acida, oppure leggermente calcarei, ma magari dilavati in superficie dalle piogge.

Impianto e tecniche di coltivazione

Il Pino cembro si propaga per seme appena raccolto o nel tardo inverno. Per sementi conservate è meglio far precedere la semina da 6 settimane di vernalizzazione con stratificazione a una temperatura di 4°C. In seguito è sufficiente lasciare che la plantula si sviluppi e metterla a dimora appena possibile, avendo cura di fornire una protezione dal freddo dell’inverno per i primi due anni dall’impianto. Comunque il Pino cembro non è refrattario ai trapianto quanto altri congeneri, anche se come per tutti gli alberi un trapianto non va effettuato con leggerezza né bisogna abusare di questa possibilità laddove non ci siano degli impedimenti a realizzarla. Come per molte altre conifere la propagazione vegetativa è possibile ma non consigliabile. Si effettua partendo dal singolo fascicolo di aghi col suo brachiblasto, ma la crescita successiva non sarà mai veloce. In ogni caso il Pino cembro non è una conifera dall’accrescimento veloce. Per le sue caratteristiche il Pino cembro è un albero ideale in spazi medio grandi, singolo o a gruppi, in climi freschi lontano dall’arsura cittadina. Ideale in giardini a vocazione naturale e per attirare la fauna selvatica aumentando la biodiversità locale e quindi la salute dell’ecosistema. Ideale affiancato a Pino mugo e altri bassi cespugli quali azalee sempreverdi e rododendri. Come per molti altri pini, infatti, anche nel suo caso la secrezione fogliare che inibisce la germinazione dei semi viene dilavata dalla pioggia e va a imbibire il terreno sottostante la chioma, scoraggiando l’attecchimento del prato. Meglio quindi optare per un tappeto di perenni tappezzanti come l’Ajuga, e/o per i già citati cespugli o altre conifere in collezione, magari giocando sulle diverse tessiture e colorazioni, che intestardirsi a volere un prato rigoglioso e fitto laddove sia troppo complicato averne uno degno di questo nome.

Parassiti e malattie

Se localizzato adeguatamente il Pino cembro è abbastanza refrattario alle malattie, in caso contrario sviluppa tutta una serie di malattie e diventa soggetto a attacchi parassitari di vario genere. Ricordiamo marciumi radicali, cancri, ruggine, nematodi, cocciniglie.

Caratteristiche del legno

Il legno di Pino cembro è tenero e leggero, facilmente lavorabile, piacevolmente aromatico anche a distanza di tempo, e mediamente resistente. Dato che la transizione tra il legno primaverile e quello estivo non è brusca è un legno ideale per lavori di intaglio quali le stufe tirolesi rivestite in legno (le cosiddette stube), vassoi, taglieri, piatti e piccolo artigianato artistico. Essicca facilmente, e si dice che allontani tarme e scarafaggi. Oltre a impieghi più rustici e da esterni come casette in legno, portoni, scale, balconi, porte, viene utilizzato per fabbricare oggetti da interno quali mobili, pannelli, rivestimenti e impiallacciature.

Varietà

Tra le varietà di Pino cembro ricordiamo “Aureovariegata”, “Pygmaea”, “Chalet”, “Silver sheen”, “Glauca nana”, “Compacta glauca” e “Nana”.

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Domande frequenti

  • Qual è la velocità di crescita del Pino cembro?
    Il Pino cembro (Pinus cembra) è considerato un albero a crescita molto lenta. Non raggiunge dimensioni notevoli rapidamente, richiedendo pazienza per vederlo svilupparsi pienamente. Questa caratteristica lo rende adatto a giardini dove si cerca un elemento strutturale duraturo ma non invasivo nei primi decenni. La sua lentezza di accrescimento è tipica di molte conifere alpine e deve essere considerata nella pianificazione del paesaggio, soprattutto se si desidera mantenere spazi ampi intorno alla chioma adulta.
  • Come si propaga correttamente il Pino cembro?
    La propagazione principale avviene tramite seme, idealmente appena raccolto o dopo un periodo di vernalizzazione (stratificazione fredda a 4°C per 6 settimane) se i semi sono conservati. È fondamentale piantare le plantule il prima possibile per evitare shock radicamento. La moltiplicazione vegetativa tramite talea di brachiblasto è tecnicamente possibile ma fortemente sconsigliata perché la radicazione è difficile e la crescita successiva rimane estremamente lenta, rendendo il metodo inefficiente rispetto alla semina diretta.
  • Si può coltivare il Pino cembro in vaso?
    Non è raccomandato coltivare esemplari adulti di Pino cembro in vaso a lungo termine, data la sua natura arborea che può raggiungere i 25 metri e sviluppare un apparato radicale profondo. Esistono varietà nane come 'Nana' o 'Compacta glauca' che potrebbero adattarsi a contenitori di grandi dimensioni per periodi limitati, ma richiedono rinvasi frequenti e cure specifiche. Per la maggior parte degli appassionati, la coltivazione in piena terra è l'unica opzione realistica per apprezzarne la forma e la longevità, specialmente in climi adatti.
  • Che tipo di suolo necessita il Pino cembro?
    Il Pino cembro predilige terreni sciolti, profondi e assolutamente ben drenati. Tollerare bene sia substrati acidi che neutri, purché il calcare sia presente in forma dilavata e non causi ristagni. Prospera particolarmente sui versanti esposti a nord. Un drenaggio carente è la causa principale di fallimento, portando a marciumi radicali. Evitare terreni pesanti, argillosi e compatti che trattengono l'acqua stagnante, fondamentali per la salute delle radici di questa conifera alpina.
  • Cosa piantare sotto la chioma del Pino cembro?
    Sotto la chioma del Pino cembro non cresce erba a causa della sostanza rilasciata dagli aghi che inibisce la germinazione. È ideale creare un tappeto di piante tappezzanti resistenti come Ajuga (bugiola), o associare cespugli come Azalee e Rododendri sempreverdi. Queste piante amano l'ambiente fresco e acidificato creato dal pino. L'obiettivo è mimetizzare il sottobosco naturale, evitando il prato tradizionale che risulterà rado e malato in quella zona specifica.

Scheda Tecnica

Pinus cembra

Nome scientificoPinus cembra
FamigliaPinaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineEuropa centrale e meridionale (Alpi)
EsposizionePieno sole, tollera leggera ombra; preferisce climi freschi
TerrenoSciolti, ricchi, ben drenati, pH neutro-acido o calcareo dilavato
IrrigazioneModerata, tollerante all'aridità dopo l'attecchimento
FiorituraGiugno-agosto (coni rosa/violetto femmina, rossi maschio)
Altezza15-25 metri
MoltiplicazioneSeme (con vernalizzazione) o talea di brachiblasto (sconsigliata)
Malattie e parassitiMarciumi radicali, cancri, ruggine, nematodi, cocciniglie (se stressato)
Difficoltà di coltivazioneMedia (crescita lenta, esigenze di drenaggio)

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