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Alberi Conifere

Pino silvestre

Una conifera estremamente versatile, adatta a giardini zen, naturali, formali, rocciosi, a contenitori e per creare magnifici bonsai.

di Redazione

15 dicembre 2011

Generalità

Il Pino Silvestre (Pinus sylvestris) è una conifera sempreverde appartenente alla famiglia delle pinaceae che può raggiungere un’altezza di 20-40 m e un metro di diametro del tronco. La chioma inizialmente piramidale diventa nel tempo ovale o appiattita a seconda di quanto spazio c’è attorno alla pianta. La ramificazione tende a essere molto regolare, verticillata per quanto riguarda le branche principali. Il tronco è scanalato profondamente e longitudinalmente nella parte bassa, in alto invece è sfaldato a scagli dal caratteristico colore tra l’ocra e l’arancio e in condizioni boschive resta libero da rami e chioma per tutti e due i terzi inferiori. Gli aghi rigidi sono lunghi da 3 a 10 cm, ad andamento contorto, con diverse bande stomatali sia continue che discontinue, e persistono sulla pianta da 3 a 7 anni. La fioritura avviene tra maggio e giugno con microsporofilli maschili giallo-rosa lunghi circa 6 mm e macrosporofilli femminili lunghi circa 1 cm. I coni fecondati sono prima verdi poi grigio-bruni, a volte curvi, lunghi fino a 8 cm, conici, maturano nel giro di due anni e disperdono i semi tra la fine dell’inverno seguente e l’inizio della primavera. I semi molto scuri, lunghi mezzo centimetri all’incirca, sono provvisti di una lunga ala. L’apparato radicale è sempre fittonante all’inizio, poi può diventare più superficiale con radici superficiali e robuste oppure continuare ad approfondirsi negli anni, tutto dipende dal tipo di terreno in cui vive. Abbastanza longevo, cresce velocemente in condizioni ottimali (anche un metro all’anno nei primi anni, poi quando arriva a 18 metri circa inizia a rallentare).

Clima e terreno

Il Pino silvestre è naturalizzato al nord nella nostra Penisola, in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli, Trentino, Liguria e Emilia Romagna, tra 100 e 1800 metri sul livello del mare. Eliofilo, si insedia sui versanti meridionali in ambiente aperto, eventualmente anche degradato, comportandosi da specie pioniera. Forma boschi puri oppure si associa a Larice, Pino rosso e Pino nero, oppure a ginepri, roverella o ancora può essere presente in boscaglie di ginestra e citiso. Vegeta al meglio in terreni leggeri, sabbiosi, molto ben drenati, a pH debolmente acido (non troppo altrimenti diventa clorotico) in pieno sole o al massimo in leggera ombra. Terreni troppo pesanti possono abbreviarne considerevolmente la vita, e quelli umidi ne rallentano moltissimo la crescita altrimenti piuttosto veloce, del resto si adatta abbastanza a condizioni non ottimali del substrato. Tollera esposizioni marittime, venti forti, inquinamento atmosferico, e anche l’aridità quando è ben attecchito.

Impianto e tecniche di coltivazione

Il Pino silvestre si propaga per seme subito dopo la raccolta o nel tardo inverno, in vasetti individuali per evitare il ripicchettamento. I contenitori vanno esposti alla luce perché la luminosità è fondamentale alla germinazione. L’impianto può avvenire nel giro di un paio d’anni, avendo cura di fornire una pacciamatura per evitare la competizione del giovane Pinus sylvestris con le infestanti e di proteggere dal freddo la pianta almeno per i primi due inverni. Vanno evitati il più possibile i trapianti, soprattutto per piante più alte di 90 cm, pena l’arresto dell’accrescimento e la minore resistenza ai venti. I migliori risultati si ottengono con impianti di semenzali alti 5-10 cm. E’ possibile tentare la propagazione vegetativa anche se di solito la crescita delle talee tende a essere piuttosto lenta. Come in molti altri pini anche gli aghi del Pino silvestre producono sostanze inibenti la germinazione dei semi, che dilavate dalla pioggia cadono a terra rendendo difficoltoso l’attecchimento delle piante sotto la sua chioma. Questo fatto unito alla caduta degli aghi che acidificano il terreno circostante rendono spesso consigliabile coltivare piante acidofile e ombrofile (come azalee, ortensie, hosta, aceri giapponesi di piccole dimensioni), piuttosto che darsi da fare a lungo per riuscire a far attecchire il prato (operazione comunque non impossibile). Il pino silvestre è adatto come esemplare isolato, in gruppi, affiancato ad altre conifere oppure a latifoglie. Può essere potato secondo l’arte topiaria e affiancato a bossi o cipressi in giardini formali. Potature meno drastiche, ma comunque sapientemente effettuate per rendere ordinata la sua chioma, possono renderlo idoneo a far parte di giardini di stile orientale. Oppure può essere lasciato libero di crescere come vuole, in giardini a vocazione naturale in cui attirerà la fauna selvatica. E’ altresì possibile coltivarlo in contenitori oppure ridurlo a bonsai (questi ultimi due utilizzi a partire da varietà opportunamente selezionate). In tutti questi casi il Pino silvestre darà buona prova di sé.

Parassiti e malattie

Segnaliamo la Thaumetopoea pityocampa, il Cryptocephalus pini, la Rhyacionia buoliana, gli afidi del genere Cinara, e inoltre ruggine della corteccia e non, e arrossamenti causati da Lophodermium.

Caratteristiche del legno

Le caratteristiche del legno di Pino silvestre variano a seconda della sua provenienza, in genere a nord delle alpi è di qualità tale da poter essere impiegato in edilizia e per produrre mobilio, altrimenti lo si utilizza per produrre carbone e cellulosa.

Varietà

Tra le varietà di Pino silvestre ricordiamo: “Repens” per rock garden, contenitori, bonsai o come coprisuolo, “Gold medal” dal colore dorato, “Lodge hill”, “Cakmaklar bolu”, “Chantry blue”, “Watereri” ad aghi grigio blu crescita lenta portamento piramidale e eretto adatta a potature in forma, “Moseri” compatta e conica con aghi lunghi che diventano dorati in inverno, “Beuvrenensis” minuscola dato che cresce 60 cm in 10 anni, globosa a aghi corti, adatta a bonsai.

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Domande frequenti

  • Quali sono le condizioni ideali di terreno ed esposizione per il Pino silvestre?
    Il Pino silvestre richiede assolutamente il pieno sole per svilupparsi correttamente, tollerando solo una leggera ombra. Predilige terreni leggeri, sabbiosi e soprattutto molto ben drenati, con un pH debolmente acido. È fondamentale evitare terreni pesanti e umidi, poiché questi possono abbreviare notevolmente la vita della pianta e rallentarne la crescita. Nonostante sia sensibile ai ristagni idrici, una volta ben attecchito mostra una discreta tolleranza all'aridità e alle condizioni ambientali difficili.
  • È possibile coltivare il Pino silvestre in vaso o come bonsai?
    Sì, il Pino silvestre è eccellente per la coltivazione in contenitori e per la creazione di bonsai, grazie alla sua adattabilità. Esistono varietà specifiche selezionate per questi scopi, come 'Repens', ideale per rock garden e bonsai, o 'Beuvrenensis', una varietà minuscola e globosa perfetta per questa pratica. Coltivandolo in vaso, bisogna prestare particolare attenzione al drenaggio del substrato e alle annaffiature, garantendo che l'apparato radicale non rimanga mai zuppo d'acqua per evitare marciumi radicali.
  • Come si propaga correttamente il Pino silvestre?
    La propagazione principale avviene tramite seme, che va seminato immediatamente dopo la raccolta o nel tardo inverno. È consigliato utilizzare vasetti individuali per evitare il fastidioso ripicchettamento, operazione che danneggia le radici delicate. I vasetti devono essere esposti alla luce, poiché la luminosità è cruciale per la germinazione. La propagazione vegetativa mediante talee è tecnicamente possibile ma sconsigliata per principianti, poiché le radici tendono a formarsi molto lentamente rispetto alla semina.
  • Si possono piantare fiori o erba direttamente sotto la chioma del Pino silvestre?
    Generalmente no, non è consigliabile. Gli aghi del Pino silvestre rilasciano sostanze chimiche che inibiscono la germinazione di altri semi e, decomponendosi, acidificano ulteriormente il suolo circostante. Questo rende difficile l'attecchimento del prato tradizionale. Tuttavia, sotto la sua chioma prosperano bene piante acidofile e ombrofile, come azalee, ortensie, hosta e piccoli aceri giapponesi, che si adattano perfettamente a queste condizioni di pH basso e luce filtrata.
  • Quali sono i principali parassiti e malattie che colpiscono questa conifera?
    Il Pino silvestre può essere attaccato da diversi insetti e patogeni. Tra i parassiti animali spiccano la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa), il coleottero Cryptocephalus pini, la tignola Rhyacionia buoliana e gli afidi del genere Cinara. Tra le patologie fungine, sono comuni le ruggini della corteccia e del fogliame, nonché infezioni causate dal fungo Lophodermium, che provoca arrossamenti e danni agli aghi. Un monitoraggio regolare aiuta a intervenire tempestivamente.
  • Quanto velocemente cresce il Pino silvestre e quanto vive?
    In condizioni ottimali, il Pino silvestre ha una crescita rapida nei primi anni, arrivando a incrementare anche un metro di altezza annualmente. Quando la pianta supera i 18 metri, il tasso di accrescimento rallenta significativamente. È considerata una specie abbastanza longeva. La struttura radicale, inizialmente fittonante, può diventare più superficiale con il tempo, adattandosi al tipo di terreno, il che contribuisce alla sua stabilità e durata nel tempo.

Scheda Tecnica

Pinus sylvestris

Nome scientificoPinus sylvestris
FamigliaPinaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineEuropa e Asia settentrionale
EsposizionePieno sole
TerrenoLeggero, sabbioso, ben drenato, pH debolmente acido
IrrigazioneModerata, tollera l'aridità una volta attecchito
FiorituraMaggio-giugno
Altezza20-40 metri
PotaturaTopiaria o per mantenere la forma, preferibilmente leggera
MoltiplicazioneSeme (subito dopo la raccolta o tardo inverno)
Malattie e parassitiThaumetopoea pityocampa, afidi Cinara, ruggine, Lophodermium
Difficoltà di coltivazioneFacile

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