fragno

Alberi Latifolie

Fragno

Una piccola quercia semisempreverde di grande valore ornamentale, che ormai vegeta solo in aree ristrette e in nicchie ecologiche relitte della nostra Penisola, ma che meriterebbe ben altra diffusione.

di Redazione

15 luglio 2011

Generalità

Il Fragno (Quercus trojana) è una piccola quercia semisempreverde appartenente alla famiglia delle Fagaceae, con il tronco dritto e ramoso fino alla base, che assume spesso un portamento di tipo arbustivo. La chioma è arrotondata e espansa. A maturità raggiunge appena i 10-15 m di altezza, quindi pur essendo simile al Leccio ha dimensioni molto inferiori. La corteccia è di colore grigio cenere nelle fasi iniziali di sviluppo, poi grazie alla presenza di cristalli minerali si forma un un ritidoma scuro e fessurato, rugoso, e molto duro. I rametti dell’anno sono grigiastri e finemente pubescenti all’inizio, poi nel corso della stagione vegetativa diventano glabri. Le gemme sono piccole e ovoidali, pluriperulate e glabre. Le foglie sono semplici, ad inserzione alterna, di forma ovale lanceolata, simili a quelle del castagno ma molto più piccole, con un picciolo molto corto (5-6 mm) e con stipole che cadono nel giro di breve tempo. Le loro dimensioni si aggirano sui 6-10 cm di lunghezza e 1-3 cm di larghezza, e sono coriacee e lucide, con i margini seghettati e 8-14 coppie di denti ottusi e mucronati. Entrambe le pagine fogliari sono glabre, quella inferiore appare più chiara della superiore che è verde scuro a causa della presenza di sostanze cerose che la ricoprono, gli stomi sono ellittici o sub orbicolari, mentre la rima stomatica è decisamente ellittica. Quando le foglie seccano rimangono attaccate all'albero fino alla primavera successiva, quando la nuova emissione fogliare ne provoca la caduta, sostituendole. La fioritura avviene tra maggio e giugno. Le infiorescenze maschili sono amenti penduli, lunghi 5-6 cm, con elementi che portano ciascuno 4-5 stami, mentre i fiori femminili sono singoli o riuniti a gruppi di 2-4 elementi e sono sub sessili, con 4-5 stili allungati. I frutti sono ghiande ovali e mucronate che arrivano anche a 4 cm di lunghezza, racchiuse per metà o addirittura per i due terzi come nel Cerro da una cupola legnosa e spessa con peli setosi appressati al loro interno. Sono glabre ma sericee all’apice. La ghianda matura nel giro di due anni, cioè è biennale, quindi esaminando la pianta in primavera-estate sarà possibile rinvenire contemporaneamente sia le ghiande che matureranno nel corso dell’anno e precisamente nell’autunno seguente, sia quelle che matureranno l’autunno dell’anno successivo, ancora molto piccole. Questa caratteristica, essendo le ghiande molto appetite dagli animali e usate dagli allevatori per alimentarli, è utilissima per prevedere con largo anticipo di quanto alimento si disporrà nel giro di un anno-un anno e mezzo all’incirca. L’apparato radicale è di tipo fittonante, che si approfondisce e ramifica nel tempo.

Clima e terreno

Il Fragno è originario della penisola Balcanica, il suo areale si estende a oriente fino alla Turchia e al Mar Nero. In Italia è presente solo in Puglia e Basilicata, nel Salento e Lucania per essere precisi, come estremo lembo occidentale del suo areale. Il suo habitat ideale si situa tra i 200 e i 400 metri sul livello del mare (ma può arrivare sino a 600 m), su suolo calcareo anche se può vegetare bene anche su terre rosse umificate, profonde e fresche, a pH sub acido e discreto contenuto di fosforo e potassio (come accade in certi terrotori pugliesi). Forma boschi puri o più spesso misti con Roverella, Leccio, Vallonea, e altri alberi. Il Fragno è eliofilo e termofilo, ma non eccessivamente xerofilo, infatti apprezza un clima mediterraneo ma con una certa piovosità e ambienti non troppo aridi. Nelle Murge pugliesi e della Basilicata sono presenti popolamenti puri e misti di Fragno, governati a ceduo, che manifestano una certa sofferenza per il taglio troppo ravvicinato nel tempo e il pascolo soprattutto di bovini.

Impianto e tecniche di coltivazione

Il Fragno come tutte le querce si propaga per seme subito dopo la raccolta. La germinazione avviene immediatamente e la plantula che ne deriva ha le foglie primarie profondamente lobate. I lobi sono triangolari, molto diversi dalle foglie definitive. Il Fragno viene raramente coltivato a scopo ornamentale, il che è un peccato poiché non solo è adatta a contesti di piccole dimensioni che non potrebbero ospitare altre querce di prima o seconda grandezza, ma è anche una pianta molto bella, come portamento e per il contrasto che la chioma scura offre sulla corteccia rugosa. Nelle zone in cui il clima lo consente varrebbe davvero la pena tentarne l’impianto in giardino. Di recente la sua coltivazione è stata tentata in alcuni vivai in altre regioni italiane.

Parassiti e malattie

Come tutte le querce, anche il Fragno è soggetto agli attacchi dell’oidio o mal bianco, degli afidi, dei cerambicidi e delle processionarie, oltre che ai marciumi radicali e alla carie del legno.

Caratteristiche del legno

il legno del Fragno è semiporoso, duro e di lunga durata, sia all'aperto sia a contatto con l'acqua dato l’elevato contenuto di tannini. Viene usato per l'ossatura di imbarcazioni, come traverse ferroviarie, per fare doghe di botti e palerie per i vigneti. E’ un ottimo combustibile e produce buon carbone.

Varietà

Vengono segnalate la varietà “Yaltirikii” (a foglie più piccole della specie tipica con peli stellati su entrambe le pagine fogliari e sui rami. E’ presente nel sud della Turchia) e la varietà “Euboica” (un cespuglio considerato sottospecie nana di Q. trojana, proveniente dalla Grecia).

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il Fragno e il Leccio?
    Sebbene entrambi siano querce semisempreverdi della stessa famiglia, il Fragno (Quercus trojana) mantiene dimensioni nettamente inferiori rispetto al Leccio. Mentre il Leccio può superare i 20 metri, il Fragno raramente supera i 10-15 metri, assumendo spesso un portamento arbustivo o di piccolo alberello. Inoltre, le foglie del Fragno sono più piccole (6-10 cm), hanno margine seghettato e ricordano quelle del castagno, a differenza delle foglie intere e più grandi del Leccio. Questo lo rende ideale per giardini di piccole dimensioni dove il Leccio sarebbe troppo ingombrante.
  • Dove si trova naturalmente il Fragno in Italia?
    In Italia, il Fragno è presente esclusivamente come reliquia nei territori della Puglia (in particolare Salento e Murge) e della Basilicata (Lucania). Queste aree rappresentano l'estremo lembo occidentale del suo areale naturale, che si estende principalmente verso est attraverso la penisola balcanica fino alla Turchia e al Mar Nero. Non è diffuso altrove nella penisola allo stato spontaneo, rendendolo una specie di interesse conservazionistico locale.
  • Come si propagano le piante di Fragno?
    La moltiplicazione del Fragno avviene esclusivamente per seme, come tutte le querce. È fondamentale seminare i semi immediatamente dopo la raccolta, poiché la germinazione è rapida e i semi perdono rapidamente vitalità se conservati. Le piantine appena nate presentano foglie primarie profondamente lobate e triangolari, molto diverse dall'aspetto delle foglie definitive a margine seghettato che appariranno successivamente. La riproduzione per talea o innesto non è descritta come pratica comune per questa specie.
  • Che caratteristiche ha il legno del Fragno e quali sono i suoi utilizzi?
    Il legno del Fragno è semiporoso, estremamente duro, resistente e durevole sia all'aperto che sott'acqua, grazie all'elevato contenuto di tannini. Storicamente è stato utilizzato per l'ossatura delle imbarcazioni, come traverse ferroviarie, per la produzione di doghe per botti e paleria per i vigneti. Attualmente è apprezzato anche come eccellente combustibile per produrre buon carbone. La sua resistenza lo rende un materiale prezioso per impiegni strutturali e marini.
  • Perché il Fragno è considerato utile per la previsione del foraggio animale?
    Le ghiande del Fragno impiegano due anni per maturare completamente, creando una sovrapposizione temporale unica: in primavera ed estate si trovano sull'albero contemporaneamente le ghiande dell'anno corrente (piccole) e quelle dell'anno precedente (mature). Poiché le ghiande sono molto appetite dal bestiame e utilizzate dagli allevatori come integratore alimentare, questa caratteristica biologica permette di stimare con largo anticipo (fino a un anno e mezzo) la quantità di cibo disponibile per gli animali nei mesi successivi.

Scheda Tecnica

Quercus trojana

Nome scientificoQuercus trojana
FamigliaFagaceae
Tipo di piantaPiccola quercia semisempreverde, arbusto o alberello
OriginePenisola balcanica, Turchia, Mar Nero; relitto in Italia (Puglia, Basilicata)
EsposizionePieno sole (eliofila), climi miti e non eccessivamente aridi
TerrenoCalcereo, terre rosse umificate, profondi, freschi, pH sub-acido
IrrigazioneModerata, tollera periodi secchi ma preferisce ambienti non troppo aridi
FiorituraMaggio-Giugno
Altezza10-15 metri
ConcimazioneNon specifica nel testo
PotaturaNon specifica nel testo
MoltiplicazioneSeme (semina immediata post-raccolta)
Malattie e parassitiOidio, afidi, cerambicidi, processionarie, marciumi radicali, carie del legno
Difficoltà di coltivazioneMedia (difficile da reperire, sensibile a tagli ravvicinati e pascolo intensivo)

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