giovani frassini meridionali

Alberi Latifolie

Frassino meridionale

Un frassino dalla crescita veloce, elegante e versatile, con molte varietà e cultivar interessanti tra cui scegliere, adatto all'arredo urbano o come specie ornamentale in giardino.

di Redazione

28 settembre 2011

Generalità

Il Frassino meridionale (Fraxinus angustifolia) è un albero appartenente alla famiglia delle Oleaceae che arriva al massimo a 25 metri di altezza (spesso si ferma attorno ai 15 m) con la chioma espansa fino a 12 m circa, molto elegante e veloce nell’accrescimento. La corteccia è chiara, grigia, prima liscia poi fessurata a formare placche rettangolari. I giovani rami sono lucidi e lisci, con gemme color verde-bruno. La chioma è densa, sviluppata più in altezza che in ampiezza nelle fasi giovanili, poi con l’andare del tempo questa tendenza si inverte compatibilmente con lo spazio disponibile attorno alla pianta. Le foglie lunghe fino a 15-25 cm sono composte, imparipennate, con 7-13 segmenti opposti e lanceolati lunghi circa 7,5 cm e di color verde scuro che vira al giallo o rosso porpora in autunno. Il margine fogliare è seghettato. La fioritura avviene tra novembre e gennaio. I fiori possono essere sia maschili che ermafroditi. Quelli ermafroditi lunghi circa 5-6 mm sono privi di perianzio, poco appariscenti, con quattro petali bianchi, due stami e un ovario supero formato da due carpelli. Si riuniscono in numero di 10-30 a formare racemi apicali lunghi 15-20 cm, penduli e dalla sfumatura porporina. L’impollinazione è anemofila. Il frutto delle dimensioni di circa 4 x 25 mm è una samara ellittica provvista di ala, che resta sulla pianta anche dopo la caduta delle foglie. L’apparato radicale è di tipo superficiale, resistente e robusto, e rende la pianta capace di tollerare venti forti e insistenti.

Clima e terreno

Il Frassino meridionale è presente in tutta la penisola italiana a eccezione di Sicilia, Valle d’Aosta, Liguria, Piemonte e Trentino Alto Adige, da 0 a 1000 metri sul livello del mare. E’ una specie eliofila, che vegeta su terreni più acidi dei congeneri ma comunque amante di pH vicini alla neutralità o addirittura basici. Resiste meglio alla siccità rispetto a altri frassini, ma non ama l’aridità nel suolo. Teme la competizione in giovane età, alla quale reagisce diramandosi e biforcandosi, il che può causare problemi di stabilità col passare degli anni. Il suo habitat in natura è quello del bosco misto e del frassineto termofilo.

Impianto e tecniche di coltivazione

Il Frassino meridionale tipico viene propagato per seme in autunno, direttamente dopo la raccolta oppure in primavera dopo una stratificazione a freddo di 2-8 settimane (c’è chi sostiene che questa seconda modalità dia i migliori risultati). L’impianto definitivo avviene dopo 2-4 anni. Le cultivar invece vengono innestate sulla specie tipica oppure propagate per talea. Il Frassino meridionale è utilizzato in parchi e giardini, a gruppi o isolato, e nelle alberature stradali dove se ne sfruttano la resistenza all’inquinamento e ai venti forti e l’accrescimento rapido per arrivare a ottenere viali alberati di bell’aspetto in tempi relativamente brevi. In meridione viene utilizzato per produrre la cosiddetta manna tramite l’incisione del fusto in estate. Il liquido che ne esce si rapprende lungo il tronco formando dei cannoli o la cosiddetta “manna in sorte”, utilizzata poi come blando lassativo utilizzabile in pediatria e negli anziani debilitati, come collirio e decongestionante bronchiale. Le cultivar più appariscenti come la Raywood trovano ampio utilizzo come sfondo per mixed border o in piccoli giardini. Dato che tollera gli ambienti costieri può essere impiegato anche in località marittime, anche se non direttamente sul litorale.

Parassiti e malattie

Tra i parassiti tipici del Frassino meridionale ricordiamo Aegeria apiformis che danneggia legno e radici portando anche alla morte della pianta in caso di infestazioni massicce, Cerambyx cerdo e Zeuzera pyrina che scavano gallerie nel legno, Cicadella viridis che però in genere non è particolarmente dannosa, Dasineura fraxini, Gossiparia spuria cocciniglia tipica dell’olmo che però attacca anche il Frassino, Gracilaria syringiella che danneggia le foglie di solito non in modo rilevante, Lytta vesicatoria e Tomostethus melanopygus le cui larve danneggiano pesantemente le foglie, e la cocciniglia a virgola dei pioppi.

Caratteristiche del legno

Il legno di Frassino meridionale non è pregiato quanto quello di Frassino maggiore, ma utilizzabile più o meno per gli stessi scopi (manici di attrezzi e utensili, combustibile, falegnameria varia).

Varietà

Tra le molte varietà e sottospecie botaniche descritte per il Frassino meridionale segnaliamo “Lentiscifolia” con la ramificazione leggermente pendente e spazi maggiori tra I segmenti fogliari. “Australis” con le foglie leggermente pelose sulla pagina inferiore, a somiglianza della sottospecie Oxycarpa che presenta pubescenza sul fondo delle foglie. La sottospecie “Syriaca” ha le foglie molto eleganti, slanciate e leggiadre, ma non è molto facile da trovare in commercio. La famosa cultivar “Raywood” dalla chioma leggera presenta un bellissimo fogliame purpureo, quasi color prugna, in autunno, ma ha ramificazioni fragili. “Elegantissima” è una cultivar di piccole dimensioni, dato che arriva solo a 6 metri di altezza circa, con foglie piccole, dal colore pallido. “Monophyla” è una forma aberrante dato che ha foglie semplici o lobate e non composte. “Pendula”è una cultivar che ha habitus piangente. “Aureafolia” piccola cultivar con vistose foglie color oro e portamento compatto.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali del Frassino meridionale?
    Il Frassino meridionale (Fraxinus angustifolia) è un albero deciduo della famiglia delle Oleaceae, capace di raggiungere i 25 metri di altezza, anche se spesso si ferma a 15 m. Presenta una chioma espansa ed elegante, corteccia chiara che diventa fessurata in placche rettangolari, e foglie composte imparipennate verdi che virano al giallo o porpora in autunno. È noto per la sua rapida crescita, la resistenza ai venti forti grazie alle radici superficiali robuste e la capacità di tollerare ambienti costieri e inquinamento.
  • Come si coltiva il Frassino meridionale e quali sono le esigenze di terreno?
    Questa specie predilige esposizioni soleggiate e terreni che vanno dall'acido al basico, preferendo valori vicini alla neutralità. Richiede irrigazione regolare poiché teme l'aridità nel suolo, pur resistendo meglio alla siccità rispetto ad altri frassini. La moltiplicazione avviene per seme in autunno o in primavera dopo una stratificazione fredda, mentre le cultivar si propagano per talea o innesto. È fondamentale evitare la competizione con altre piante in giovane età per prevenire biforcazioni del fusto che compromettono la stabilità futura.
  • Quando fiorisce il Frassino meridionale e quali frutti produce?
    La fioritura del Frassino meridionale avviene in inverno, tra novembre e gennaio. Produce fiori poco appariscenti, riuniti in racemi apicali penduli lunghi 15-20 cm, di colore porporino. L'impollinazione è anemofila, ovvero affidata al vento. Il frutto è una samara ellittica lunga circa 25 mm, dotata di un'ala che permette la dispersione dei semi. Questi frutti rimangono attaccati alla pianta anche dopo la caduta delle foglie, persistendo durante l'inverno.
  • Quali sono le varietà e cultivar più comuni del Frassino meridionale?
    Esistono numerose varietà, tra cui 'Raywood', celebre per il fogliame purpureo-autunnale ma con ramificazioni fragili; 'Elegantissima', una forma nana alta solo 6 metri con foglie pallide; 'Pendula', caratterizzata da un portamento piangente; e 'Aureafolia', compatta con foglie color oro. Altre forme includono 'Lentiscifolia' e 'Australis'. La cultivar 'Raywood' è particolarmente indicata come sfondo nei giardini o nei mixed border grazie alla sua bellezza ornamentale.
  • Il Frassino meridionale è soggetto a particolari parassiti o malattie?
    Sì, il Frassino meridionale può essere colpito da diversi insetti. Tra i più pericolosi vi sono Aegeria apiformis, che danneggia legno e radici portando talvolta alla morte della pianta, e Cerambyx cerdo e Zeuzera pyrina, che scavano gallerie nel tronco. Altri ospiti includono Cicadella viridis (poco dannosa), Dasineura fraxini, Gossiparia spuria (cocciniglia dell'olmo) e larve di Lytta vesicatoria e Tomostethus melanopygus, che possono danneggiare pesantemente il fogliame.

Scheda Tecnica

Fraxinus angustifolia

Nome scientificoFraxinus angustifolia
FamigliaOleaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OriginePenisola italiana (escluse alcune regioni nord-occidentali)
EsposizionePieno sole (eliofila)
TerrenoAcidi, neutri o basici; ben drenato
IrrigazioneModerata; teme l'aridità nel suolo
FiorituraNovembre - Gennaio
AltezzaMax 25 m (spesso 15 m)
MoltiplicazioneSeme (autunno/primavera con stratificazione), talea, innesto
Malattie e parassitiAegeria apiformis, Cerambyx cerdo, Zeuzera pyrina, Dasineura fraxini, Gossiparia spuria, Lytta vesicatoria
Difficoltà di coltivazioneMedia

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