ginestra dell'etna

Alberi Latifolie

Ginestra dell'Etna

Una pianta pioniera dalla straordinaria bellezza che fiorisce con straordinaria generosità e richiede pochissime cure.

di Redazione

09 settembre 2011

Generalità

La Ginestra dell’Etna (Genista aetnensis) è una leguminosa appartenente alla famiglia delle Fabaceae endemica della regione del monte Etna, in Sicilia, e della Sardegna. A differenza di tutte le altre ginestre a portamento arbustivo, la Ginestra dell’Etna è un vero e proprio albero che raggiunge a maturità gli 8-10 m di altezza per 8 di ampiezza. Il tronco può essere più o meno lungo e sviluppato, e come i rami principali presenta corteccia bruno rossastra. I rami più giovani sono verdi ma legnosi, flessibili e striati, pubescenti tanto da risultare vellutati al tatto. Le piccole foglie sono caduche, con la lamina sottile, biancastra e lanosa, lunga 1 cm e larga 2 mm circa. Cadono a aprile, prima della fioritura, e spuntano nuovamente a ottobre. La fioritura odorosa di miele e molto abbondante avviene tra maggio e giugno. I fiori papilionacei sono gialli, ermafroditi, riuniti in racemi allungati e molto densi. Il calice fiorale è glabro, lungo 1,5 mm, la corolla ha il vessillo di 7x9 mm, con l’unghia breve e il lembo di forma rotondeggiante che supera la carena. Il frutto è un legume glabro di colore bruno, largo 5 mm e lungo 10-15 mm, dalla forma curva a falce, contenente 2-4 piccoli semi scuri di forma lenticolare, lunghi 3-4 mm e contenenti l’8,5% di oli e il 36,9% di proteine.

Clima e terreno

La Ginestra dell’Etna ha la straordinaria capacità di adattarsi e prosperare in condizioni davvero estreme del substrato. Un suolo tipico sul quale si sviluppa è quello vulcanico dei campi di lava appena formati, quando non si può ancora parlare di terreno in quanto tale , bensì di pietre e sassi neri. In quanto specie endemica il suo areale di diffusione è estremamente limitato geograficamente, il che non impedisce di “esportarla” altrove. Attualmente è rinvenibile, oltre che in Sicilia e Sardegna, anche in Calabria, Campania e Molise dove in alcuni casi è stata introdotta nel corso di operazioni di rimboschimento. A questo proposito sembra che l’utilizzo della Ginestra dell’Etna su Vesuvio e monti Peloritani a scopo forestale non sia stata coronata dal successo che ci si attendeva. Dal punto di vista altimetrico vegeta tra i 100 e i 2000 metri sul livello del mare, e pare prediligere i versanti orientali dei pendii su cui si sviluppa. Il suo habitat tipico è quello dei cespuglieti e delle boscaglie su suoli calcarei o cristallini come in Sardegna, oppure lavici come in Sicilia. Vuole un’esposizione in pieno sole ed è una pianta pienamente rustica. Non tollera la salinità.

Impianto e tecniche di coltivazione

La propagazione della Ginestra dell’Etna avviene per seme. La semente viene raccolta alla fine dell’autunno (novembre-dicembre) a partire da piante già completamente sviluppate e in ottime condizioni vegetative. I legumi già secchi vengono raccolti dalla pianta e se ne estraggono i due (o quattro) semi che vengono conservati all’asciutto per tutta la stagione invernale. La semina in aprile va preceduta dalla scarificatura meccanica con carta vetrata oppure, ma di solito viene sconsigliata, da quella chimica (30 minuti in acido solforico). In ogni caso dopo la scarificatura il seme viene posto in pieno campo o in contenitore, curando l’umidità del substrato per tutta la prima stagione vegetativa pena il disseccamento delle giovani piantine. In alternativa si può procedere per talea o innesto. Nel giro di 10-20 anni (a seconda dell’ambiente in cui vive) raggiunge la sua dimensione definitiva. Per quanto riguarda la potatura le specie botaniche e endemiche andrebbero lasciate sviluppare in autonomia dato che così raggiungono e sviluppano la loro naturale bellezza (per le quali di solito vengono coltivate come piante ornamentali), ma in fase giovanile eventualmente può essere potata con molta parsimonia, dato che non sopporta potature drastiche, per mantenere un portamento cespuglioso più fitto o ordinato. Del resto non richiede manutenzioni o cure particolari. La Ginestra dell’Etna è una pianta estremamente bella, dalla fioritura molto abbondante, profumata e vistosa, adatta a giardini di piccole e medie dimensioni come esemplari isolati o sul fondo di bordure all’inglese. Dà il suo meglio in contesti non formali né moderni. Dato che attira api e insetti impollinatori è ideale nei giardini naturali dove contribuisce a mantenere elevata la biodiversità della microfauna con conseguente miglioramento dell’equilibrio ecologico complessivo.

Parassiti e malattie

Alcuni riportano una certa sensibilità agli attacchi degli afidi come avviene per altre ginestre, ma in genere è una pianta piuttosto resistente a malattie e parassiti.

Caratteristiche del legno

La Ginestra dell’Etna un tempo veniva governata a ceduo per la produzione di carbone.

Varietà

Essendo una specie endemica non presenta varietà, ma dato che all’occorrenza può essere propagata anche per innesto, a seconda delle caratteristiche del portainnesto potrà presentare una vigoria più o meno accentuata, modificando quindi il proprio habitus complessivo.

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Domande frequenti

  • Come si preparano i semi di Genista aetnensis per la semina?
    I semi di Ginestra dell'Etna presentano un tegumento duro che ostacola l'assorbimento idrico, rendendo necessaria la scarificazione. Il metodo più consigliato e sicuro è quello meccanico: strofinare delicatamente i semi con carta vetrata fine fino a renderne la superficie opaca. Questo processo crea micro-fessure che permettono all'acqua di penetrare durante l'imbibizione. Evitare la scarificazione chimica con acido solforico se non si è esperti, poiché un errore di tempi o concentrazioni può uccidere l'embrione. Dopo la scarificazione, conservare i semi in luogo fresco e asciutto fino alla primavera successiva.
  • Qual è il periodo migliore per seminare la Ginestra dell'Etna?
    Il momento ottimale per la semina in piena terra o in vaso è l'inizio della primavera, generalmente ad aprile. A questo punto, le temperature iniziano ad alzarsi gradualmente, favorendo la germinazione dopo il periodo di freddo invernale subito dai semi. È fondamentale garantire un'umidità costante del substrato durante la prima stagione vegetativa, poiché le giovani piantine sono sensibili alla disidratazione. La semina autunnale è possibile ma meno comune e comporta rischi maggiori legati alle gelate precoci che potrebbero compromettere lo sviluppo delle radici prima dell'estate.
  • Questa pianta tollera il clima marittimo e la salsedine?
    No, la Ginestra dell'Etna non tollera bene la salinità. Sebbene sia originaria di zone costiere siciliane e sarde, la sua fisiologia è sensiva ai sali marini trasportati dal vento. Pertanto, non è consigliata come pianta per giardini direttamente affacciati sul mare o in aree fortemente ventose di costa. Predilige invece esposizioni soleggiate ma protette dai venti salmastri intensi. Cresce meglio in interni zona o in colline interne dove l'aria è meno carica di sale, garantendo comunque pieno sole e buona ventilazione.
  • È necessario potare la Ginestra dell'Etna per mantenerla sana?
    Generalmente no, questa specie endemica non richiede potature di mantenimento e beneficia dello sviluppo libero, che ne esalta la bellezza naturale e il portamento arboreo. Eventuali interventi dovrebbero essere limitati alla fase giovanile, eseguiti con parsimonia per diradare i rami o contenere l'ampiezza se lo spazio è ridotto. Sono assolutamente sconsigliate le potature drastiche o di ringiovimento, poiché la pianta non le tollera e potrebbe soffrire eccessivamente, rallentando la ripresa vegetativa. L'intervento principale è la rimozione eventuale di rami secchi o danneggiati dal vento.
  • In che tipo di terreno cresce meglio la Genista aetnensis?
    La Ginestra dell'Etna è una specie pioniera che prospera in terreni poveri, sassosi e ben drenati, tipici delle sue origini vulcaniche. Tollera e preferisce substrati calcarei o cristallini, ma mostra una forte adattabilità anche a terreni lavici recenti composti da pietre nere. Non ama i terreni ricchi di sostanza organica o troppo fertili, che possono favorire uno sviluppo vegetativo eccessivo a discapito della fioritura. Un drenaggio eccellente è fondamentale: il ristagno idrico è il nemico principale di questa pianta, causando rapidamente marciumi radicali fatali.

Scheda Tecnica

Genista aetnensis

Nome scientificoGenista aetnensis
FamigliaFabaceae
Tipo di piantaAlbero/Arbusto
OrigineSicilia (Etna), Sardegna
EsposizionePieno sole
TerrenoVulcanico, calcareo, drenante, povero
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraMaggio-Giugno
Altezza8-10 m
ConcimazioneNon necessaria, terreni poveri
PotaturaLeggera, solo in fase giovanile
MoltiplicazioneSeme (scarificato), talea, innesto
Malattie e parassitiAfidi, generalmente resistente
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede scarificazione semi)

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