ippocastano in autunno

Alberi Latifolie

Ippocastano

Un albero bellissimo e maestoso, rustico, dalla fioritura appariscente e molto profumata.

di Redazione

12 settembre 2011

Generalità

L’Ippocastano (Aesculus hippocastanum) è un albero appartenente alla famiglia delle Sapindaceae, che può arrivare a 30 m di altezza, anche se di solito si aggira sui 10-15 m, con una chioma compatta e piramidale, molto ampia, larga anche 10 m. I rami inferiori hanno andamento orizzontale, gli altri andamento a candelabro, e sono cosparsi di lenticelle. Quelli giovani sono pubescenti, prima bruni e poi marroni. Il tronco è robusto e diventa nodoso nel tempo, con una corteccia che da liscia e grigia diventa regolarmente squamata e bruna. Le gemme affusolate e appuntite, ad andamento opposto, sono ben visibili, di colore rossastro, e quella apicale è vischiosa. Le foglie lunghe circa 20 cm sono decidue, con la lamina palmata composta da 5-7 segmenti dal margine dentato e apice acuminato, e di forma obovata con la base cuneata e la pagina superiore verde e lucente mentre quella inferiore è chiara e opaca e alla fogliazione tormentosa sulle nervature e alla base. Le nervature secondarie sono parallele. La fioritura avviene tra aprile e maggio. I fiori sono ermafroditi riuniti in numero di 50 circa in pannocchie coniche e erette, lunghe fino a 20-30 cm. Ogni fiore ha un calice diviso in 5 lobi, e la corolla da cui spuntano i 7 lunghi stami è a simmetria bilaterale, composta da 4-5 petali pubescenti bianchi, con macchie gialle o rosa e con il bordo ondulato. I frutti sono capsule sferiche verdastre con aculei radi e tozzi, non molto pungenti, che una volta aperte lungo le tre valve che le compongono lasciano fuoriuscire l’achenio (detto castagna matta) di forma tondeggiante e lucido, con un ilo grigio alla base, che volendo può essere usato in modica quantità per alimentare i cavalli (da qui il nome della pianta). L’apparato radicale è abbastanza superficiale e molto esteso, tanto da causare danni al manto stradale o agli edifici in alcuni casi. La fioritura è molto profumata e attira gli insetti e il suo polline non è allergenico.

Clima e terreno

L’ippocastano è presente in tutta Italia tranne che in Valle d’Aosta, Lombardia, Puglia, Molise e Campania. Il suo areale si estende da 0 a 1300 metri sul livello del mare, in parchi, viali e giardini. Anche se è stato introdotto nel nostro paese a scopo ornamentale già da più di 400 anni non si è naturalizzato. E’ un albero pienamente rustico che si adatta a qualunque terreno ma predilige quelli ricchi e profondi, umidi. Non è in grado di sopportare la salinità, compresa quella conseguente allo spargimento del sale in seguito a nevicate. Mal sopporta l’inquinamento atmosferico e non tollera l’aridità soprattutto atmosferica.

Impianto e tecniche di coltivazione

La propagazione dell’ippocastano avviene per seme nel caso della specie tipica, tenendo conto che non appena le castagne matte si disidratano perdono subito la loro vitalità. Si possono quindi mettere a dimora subito anche se si deve attendere la primavera successiva per vedere la germinazione. Se la semina deve essere rimandata è necessario conservare le castagne matte stratificandole a freddo. La semina poi può avvenire quando le temperature esterne raggiungono circa i 20°C. La messa a dimora invece va eseguita l’autunno seguente, dopo aver coltivato i semenzali in mezzombra per tutta l’estate, curando che la superficie permeabile a aria e acqua tutto attorno alla pianta sia sufficiente e si mantenga tale anche nel tempo, a accrescimento completato. Le cultivar invece vengono propagate per innesto a gemma o a corona su un giovane Aesculus hippocastanum. Sia la specie tipica che le sue cultivar o ibridi sono specie ornamentali ideali in contesti più o meno ampi. Lungo strade e viali si deve fare attenzione alla caduta dei semi che può risultare dolorosa per chi ne venisse colpito. Per questo motivo in tali contesti di solito si impiega la varietà Baumannii che non produce frutti.

Parassiti e malattie

Tra le malattie cui va soggetto l’ippocastano ricordiamo l’antracnosi, causata dall’ascomicete Guignardia aesculi, che causa disseccamento delle foglie. Tra i parassiti segnaliamo il rodilegno giallo Zeuzera pyrina che può causare la rottura dei fusti delle giovani piante data l’estensione delle gallerie che scava nel legno, e il rodilegno rosso Cossus cossus, oltre a varie specie di cocciniglie. I coleotteri Melolontha melolontha (il maggiolino) e Melolontha ippocastani nella fase larvale ipogea che dura più anni possono causare la morte delle piante più giovani dato che si cibano delle loro radici. Inoltre si sta diffondendo in Italia un lepidottero Gracillariide, la Cameraria ohridella, che in caso di ingenti infestazioni causa notevoli danni all’apparato fogliare della pinta, dato che le sue larve scavano gallerie nel parenchima di cui si cibano.

Caratteristiche del legno

L’ippocastano non ha un legno di pregio, quindi viene utilizzato per produrre cassette da frutta e come combustibile.

Varietà

Oltre all’ippocastano comune a fiori bianchi segnaliamo la varietà sterile "Bumannii" detto anche “flore-pleno” a fiori doppi, color bianco crema, e "Briotii" a fiori rossi-rosa, molto richiesta. Aesculus carnea, invece, anch’essa a fiori rosso-rosa è il risultato dell’ibridazione tra A. hippocastanum e A. pavia, di minori dimensioni (6-8 m), stabile e riproducibile per seme nonostante sia un ibrido.

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Domande frequenti

  • Perché l'ippocastano è considerato pericoloso nei viali cittadini?
    L'ippocastano presenta due principali criticità in ambito urbano. In primo luogo, il suo apparato radicale è superficiale ed estremamente esteso, capace di sollevare marciapiedi e danneggiare le fondamenta degli edifici vicini. In secondo luogo, la caduta dei frutti, le cosiddette 'castagne matte', durante l'autunno rappresenta un serio rischio per pedoni e ciclisti: queste capsule spinose cadono con forza e possono causare lividi o ferite gravi. Per questi motivi, nelle aree ad alto traffico pedonale si preferisce spesso la varietà sterile 'Baumannii', che non produce frutti.
  • Le foglie dell'ippocastano possono essere usate per il compostaggio domestico?
    No, le foglie dell'ippocastano non sono adatte al compostaggio diretto a causa della presenza di esculina, una sostanza tossica e antifecondante che inibisce la decomposizione e può danneggiare la microflora utile del compost. È fondamentale separarle dagli scarti organici comuni. Se si desidera riciclarle, bisogna farle essiccare completamente per almeno un anno prima di incorporarle nel compost maturo, oppure smaltirle con la raccolta differenziata specifica per il verde, dove verranno trattate industrialmente a alte temperature.
  • Qual è la differenza tra Ippocastano comune e Castagno?
    Sono piante distinte: l'Ippocastano (Aesculus hippocastanum) appartiene alle Sapindaceae, ha foglie composte da 5-7 foglioline palmate e frutti a capsula spinosa contenente una singola 'castagna matta'. Il Castagno (Castanea sativa) è delle Fagaceae, ha foglie semplici lanceolate e frutti dentro ricci pieni di spine acute che racchiudono più castagne commestibili. Inoltre, l'ippocastano fiorisce in primavera (aprile-maggio) con pannocchie erette, mentre il castagno fiorisce più tardi (giugno-luglio). Solo le castagne vere sono commestibili; quelle dell'ippocastano sono tossiche se ingerite in quantità significative.
  • Come si combatte efficacemente la Cameraria ohridella?
    La Cameraria ohridella è una tignola le cui larve scavano gallerie nelle foglie, causando il precoce imbrunimento e la caduta del fogliame. Gli interventi consigliati includono: 1) Rimozione e smaltimento accurato delle foglie cadute a terra (che ospitano le pupe), evitando di usarle come pacciamatura viva sotto l'albero. 2) Applicazione di prodotti a base di Bacillus thuringiensis var. kurstaki contro le larve giovanili. 3) Nei casi gravi, trattamenti insetticidi specifici in primavera. La resistenza naturale varia tra gli individui, ma la pulizia autunnale è la misura preventiva più efficace.
  • Posso piantare un Ippocastano vicino a una piscina?
    Non è consigliato. L'ippocastano ha un apparato radicale vigoroso e superficiale che potrebbe interferire con le strutture della piscina. Inoltre, la sua fioritura primaverile genera una notevole quantità di detriti: petali, foglie e soprattutto le capsule spinose dei frutti in autunno. Questi residui cadono abbondantemente nell'acqua, intasando i filtri e richiedendo una pulizia costante. Infine, l'ippocastano teme l'inquinamento e la salsedine; se la piscina è in zona marina o soggetta a spruzzi salini, la pianta soffrirebbe rapidamente.

Scheda Tecnica

Aesculus hippocastanum

Nome scientificoAesculus hippocastanum
FamigliaSapindaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineIntrodotto in Italia oltre 400 anni fa, non nativo
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoRicco, profondo, umido, drenante; mal sopporta aridità e salinità
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni e siccità atmosferica
FiorituraAprile-Maggio
AltezzaFino a 30 m (solitamente 10-15 m)
MoltiplicazioneSemina (specie) o innesto (cultivar)
Malattie e parassitiAntracnosi, rodilegno giallo/rosso, cocciniglie, maggiolino, Cameraria ohridella
Difficoltà di coltivazioneFacile (pianto rustico e adattabile)

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