laburnum alpinum

Alberi Latifolie

Maggiociondolo alpino

Un albero dalla meravigliosa fioritura primaverile, adatti ai climi freschi di montagna e collina, frugale, resistente a malattie e aversità, che migliora i terreni in cui cresce.

di Redazione

30 giugno 2011

Generalità

Il Maggiociondolo alpino (Laburnum alpinum) appartiene alla famiglia delle Fabaceae, dette anche Leguminose, e è una pianta legnosa a portamento arboreo o arbustivo, alta fino a 6 m. Il tronco ha la corteccia bruno-verdastra, liscia, con numerose lenticelle, che si macchia di bianco a causa dei licheni con il passare del tempo. I rami sono ascendenti e flessibili, color verde scuro o verde oliva se giovani, glabri o con pochi peli di consistenza sericea. Il legno odora nettamente di legume. Le gemme sono sparse, appressate, prima piccole e acuminate, poi ogivali e brune. Le radici sono forti, sottili, pollonifere, e formano la classica simbiosi tipica delle Leguminose con batteri azotofissatori. Le foglie sono composte, trifogliate, portate da brachiblasti, con lunghi piccioli. Gli elementi che le costituiscono sono ellittici, acuminati, con la pagina superiore verde lucido e quella inferiore più chiara e opaca, ma entrambe glabre tranne che inferiormente sulla nervatura principale (a differenza del Laburnum anagyroides, il comune Maggiociondolo). Il margine fogliare è intero e sovente ondulato. I fiori ermafroditi che compaiono da maggio a luglio sono molto profumati, abbondanti, riuniti in racemi densi e penduli lunghi fino a 30 cm. Di colore giallo dorato, sono portati su singoli peduncoli pelosi, hanno corolla di 13-15 mm senza maculature rossastre al centro del vessillo (ma a volte se ne vede una leggera traccia). L’impollinazione è entomofila. I frutti sono legumi piatti, glabri, lunghi 30-50 mm e larghi 8-10 mm, con un’ala di 1-2 mm al margine dorsale. Contengono 1-5 semi bruni ciascuno. Dato che la pianta contiene un alcaloide velenoso (la citisina ad azione paralizzante e in certi casi mortale), in tutte le sue parti ma soprattutto nei semi, la sua coltivazione è sconsigliata in luoghi pubblici frequentati da bambini. Nonostante questo i cervi possono cibarsi tranquillamente delle sue foglie, mentre conigli e lepri ne mangiano la corteccia senza problemi.

Clima e terreno

Il Maggiociondolo alpino è presente in tutte le regioni tranne Puglia, Sicilia e Sardegna. In Lazio la sua presenza è incerta. E’ una pianta rara sugli Appennini, che vegeta su qualunque substrato da 500 a 1800-2000 m sul livello del mare. Resiste a temperature più basse del comune Maggiociondolo, predilige boschi freschi e umidi della zona montana, e si accompagna sovente al Faggio. E’ una specie eliofila, che però in climi molto caldi è bene esporre in mezzombra. La media annua di precipitazioni richieste dalla pianta non deve essere inferiore a 800/900 mm.

Impianto e tecniche di coltivazione

Il Maggiociondolo alpino è una pianta frugale, che vegeta con successo anche lungo canaloni percorsi da valanghe. In questo è aiutato dalla sua forte capacità pollonifera, e di conseguenza viene utilizzato per rinsaldare scarpate e pendici franose. La sua presenza arricchisce d’azoto i terreni poveri. Predilige i terreni umidi e freschi, se possibile leggermente calcarei, ma si adatta moltissimo in questo senso. La propagazione avviene per seme in primavera o autunno, le cultivar o gli ibridi invece vengono propagati per talea o innesto (l’innesto viene effettuato nel tardo inverno). Viene a sua volta utilizzato come portainnesto per altre specie di Leguminose. La messa a dimora avviene con semenzali o trapianti indifferentemente, dato che l’apparato radicale non è fittonante. La coltivazione è di norma molto facile. Non è necessaria nemmeno la potatura, salvo in presenza di rami danneggiati o incrociati e quindi antiestetici. I fioristi lo allevano in serra per forzarlo a fiorire alla fine dell’inverno. In giardini di medie o piccole dimensioni risalta bene su uno sfondo scuro e sempreverde di conifere, fatto crescere a ridosso di una parete, oppure usato come tutore vivo per un glicine che fiorisca nello stesso periodo. Può essere allevato ad arco per creare pergolati o viali coperti, oppure in contenitore, soprattutto nella varietà “Pendula” di dimensioni più contenute.

Malattie e parassiti

Tra le malattie del Maggiociondolo, che resta una pianta comunque molto resistente, segnaliamo la virosi del mosaico, con le foglie che presentano macchie clorotiche, seguite dalla comparsa di bande giallastre sulle nervature, e la muffa bianca. Alcuni esemplari vengono colpiti da marciume radicale soprattutto in terreni troppo umidi. Nonostante sia una pianta velenosa può essere attaccata dai parassiti tra cui gli afidi, e ci sono larve di lepidotteri, tra cui la Phalera bucephala, che possono cibarsi delle sue foglie.

Caratteristiche del legno

Il legno, che ha un odore di legume molto spiccato, è duro, resistente. Viene usato per creare palizzate in montagna, o per lavori al tornio o in ebanisteria, e per l’intarsio. Il legno delle piante vecchie è il più pregiato e viene detto “falso ebano” a causa del colore scuro e delle sue caratteristiche.

Varietà

Segnaliamo Laburnum alpinum “Pendulum” a portamento piangente, alto solo 2 m e largo altrettanto, adatto a piccoli giardini, e il popolare Laburnum anagyroides vossii, l’ibrido tra il Maggiociondolo alpino e il Maggiociondolo, che ha i racemi lunghi quanto quelli di L. alpinum ma con la densità di fiori del L. anagyroides, molto ornamentali.

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Domande frequenti

  • Il Maggiociondolo alpino è velenoso? Posso coltivarlo in giardino con bambini?
    Sì, il Maggiociondolo alpino è altamente tossico. Tutte le sue parti, ma specialmente i semi contenuti nei legumi, contengono citisina, un alcaloide paralizzante potenzialmente letale. Per questa ragione, la coltivazione è fortemente sconsigliata in parchi pubblici, scuole o giardini privati dove circolano spesso bambini piccoli o animali domestici curiosi. Il contatto con la linfa o l'ingestione accidentale richiede immediato intervento medico.
  • Come si differenzia dal comune Maggiociondolo (Laburnum anagyroides)?
    Le differenze principali sono botaniche e climatiche. Il Maggiociondolo alpino (L. alpinum) predilige climi freddi di montagna (fino a 2000m), ha foglie glabre (tranne sulla nervatura inferiore) e fiori gialli privi di macchie rosse. Il comune Maggiociondolo (L. anagyroides) vive a quote inferiori, ha foglie pubescenti (pelose) sotto e fiori con tipiche macchie rossastre al centro del vessillo. Inoltre, L. alpinum è geneticamente distinto e meno adattabile al caldo estremo rispetto all'anagyroides.
  • Qual è il periodo migliore per piantare il Maggiociondolo alpino?
    La messa a dimora è ideale in primavera o in autunno, quando le temperature sono miti. Se si propaga da seme, la semina va fatta subito dopo la raccolta o in primavera, previa stratificazione fredda per favorire la germinazione. Per le cultivar selezionate, la propagazione avviene per talea o innesto nel tardo inverno. Poiché l'apparato radicale non è fittonante, i trapianti attecchiscono facilmente se eseguiti con cura alle radici.
  • Serve potare il Maggiociondolo alpino annualmente?
    No, generalmente non necessita di potature regolari. Essendo una pianta frugale e robusta, cresce bene senza interventi drastici. È sufficiente una pulizia leggera per asportare i rami secchi, malati, spezzati o quelli che crescono incrociandosi in modo antiestetico. Evitare tagli pesanti che potrebbero stimolare una crescita disordinata o indebolire la pianta, a meno che non si stia formando un alberello giovane per correggerne la struttura.
  • Può essere coltivato in vaso?
    Sì, soprattutto la varietà 'Pendula', che mantiene dimensioni contenute (circa 2 metri), è adatta alla coltivazione in contenitori grandi. Richiede un terriccio fresco, ricco di sostanza organica e ben drenato, poiché la pianta teme i ristagni idrici. In vaso, l'irrigazione dovrà essere più frequente rispetto alla messa a dimora in piena terra, monitorando attentamente l'umidità del substrato durante i mesi estivi.

Scheda Tecnica

Laburnum alpinum

Nome scientificoLaburnum alpinum
FamigliaFabaceae (Leguminose)
Tipo di piantaAlbero o arbusto deciduo
OrigineEuropa centrale e meridionale (Appennini, Alpi)
EsposizionePieno sole o mezz'ombra (climi caldi)
TerrenoFresco, umido, ben drenato, preferibilmente calcareo
IrrigazioneRegolare in estate, evitare ristagni idrici
FiorituraMaggio-Luglio
AltezzaFino a 6 metri
ConcimazioneNon necessaria, la pianta fissa l'azoto
PotaturaMinima, rimuovere solo rami secchi o danneggiati
MoltiplicazioneSeme (primavera/autunno), talea o innesto per cultivar
Malattie e parassitiAfidi, mosca bianca, virosi del mosaico, marciume radicale
Difficoltà di coltivazioneFacile

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