laburnum anagyroides

Alberi Latifolie

Maggiociondolo

Scopriamo insieme questo albero dal grande fascino, adattabile e generoso, adatto sia a grandi spazi che a giardini medio piccoli.

di Redazione

20 maggio 2011

Generalità

Il Maggiociondolo (Laburnum anagyroides) è un arbusto o piccolo albero di 5-10 m a chioma irregolare e espansa di solito in verticale. Il tronco è eretto e i rami ascendenti, con corteccia verde-marrone liscia. I rami più giovani sono penduli e tormentosi, verde argentati e biancastri alle estremità, mentre quelli più vecchi sono brunastri. Le foglie lunghe fino a 6 m sono caduche e originano a partire da gemme alterne coperte da scaglie argentee e disposte a spirale. Sono lungamente picciolate, alterne, trifogliate e ellittiche, a margine intero, con la pagina superiore glabra e quella inferiore pelosa e verde argentea. I fiori molto profumati, che compaiono da aprile a giugno, sono riuniti in racemi penduli lunghi anche 25 cm, con il calice campanulato verde a cinque denti e la corolla color oro screziata di rosso bruno sul petalo superiore. Ogni fiore ermafrodito presenta 10 stami con le antere arancioni, il pistillo è bianco e tormentoso. I frutti sono legumi piatti e pubescenti e contengono numerosi semi neri a forma di fagiolo, velenosi dato che contengono citisina. A questo proposito è bene ricordare che tutta la pianta contiene dei principi attivi tossici per uomo e animali, anche se conigli, cervi e lepri ne possono mangiare foglie o corteccia senza problemi (anzi, lepri e conigli possono provocare danni anche gravi alla pianta). Va quindi tenuto in conto questo aspetto quando si sceglie di piantare il Maggiociondolo in giardino, onde evitare avvelenamenti accidentali, soprattutto a carico dei bambini. La pianta viene facilmente confusa con il Maggiociondolo alpino che però è presente a quote maggiori rispetto al Maggiociondolo. Inoltre il Maggiociondolo alpino ha fiori dal colore uniforme riuniti in racemi più lunghi, e le foglioline a margine ondulato.

Clima e terreno

Il maggiociondolo è diffuso in tutta Italia isole escluse, con l’unica eccezione della Val d’Aosta nella quale la sua presenza è incerta. In Veneto viene considerato specie protetta. E’ presente nei boschi di latifoglie, specialmente a roverella, rovere, farnia e cerro, fino a 800 m sul livello del mare. Predilige ambienti umidi e temperati e esposizioni soleggiate, essendo specie eliofila, ma laddove il clima risulti molto caldo è bene coltivarlo in mezzombra. Vegeta bene sui terreni calcarei.

Impianto

La moltiplicazione del Maggiociondolo avviene per semina in campo aperto sia in autunno che in primavera. Le varietà invece si ottengono per innesto o per talea. E’ inoltre possibile innestare il Cytisus purpureus sul Maggiociondolo come fece Adam a Vitry nel 1825, per ottenere un ibrido chiamato Laburnocystus adami, che presenta sullo stesso esemplare fiori sia gialli, che porpora, che gialli soffusi di color porpora. L’uso del Maggiociondolo come portainnesto per altre Leguminose è largamente diffuso.

Tecniche di coltivazione

Il Maggiociondolo è particolarmente adatto ai giardini informali. Essendo una pianta che fiorisce anche giovanissima, si presta molto bene alla coltivazione in vaso e alla forzatura in serra, per ottenere piante da interno che già alla fine dell’inverno presentano i racemi fioriti. In giardini privati di piccole e medie dimensioni si può ottenere un effetto spettacolare facendo arrampicare sulla pianta un Glicine di varietà compatibile, sia per vigore di crescita che per l’epoca di fioritura che deve essere contemporanea a quella del Maggiociondolo. La pianta non richiede potature né particolari attenzioni colturali.

Parassiti

E’ una pianta piuttosto resistente, ma può venire attaccato dalla ruggine a opera del fungo Uromyces geniste-tinctorie, con conseguente comparsa sulla pagina inferiore delle foglie di pustole e successiva defogliazione. Alla comparsa dei primi sintomi si interviene con prodotti contenente derivati triazolici (esaconazolo, propiconazole, ecc.) e si ripete il trattamento due settimane dopo, per un massimo di 3-4 interventi in totale. Può presentare anche la necrosi fogliare a opera di varie specie di Cercospora. Tra i parassiti ricordiamo poi l’afide nero, la cocciniglia e la Leucoptera laburnella, ovvero il lepidottero minatore.

Caratteristiche del legno

Il legno del Maggiociondolo è resistente, duro, pesante e somiglia all’ebano (ragion per cui la pianta viene soprannominata falso-ebano). Ottimo per lavori al tornio e come combustibile, un tempo veniva usato nella costruzione degli archi.

Varietà

A parte le sottospecie alschingeri e anagyroides anagyroides presenti in Italia, esistono numerose varietà e ibridi di Maggiociondolo, tra cui: Laburnum anagyroides Aureum a fogliame dorato Laburnum anagyroides Autumnalis che fiorisce una seconda volta in autunno Laburnum anagyroides Pendulum ad habitus piangente, molto graziosa, con accrescimento lento Laburnum anagyroides Pyramidalis con chioma piramidale eretta, ordinata E infine l’ibrido molto popolare tra il Maggiociondolo e il Maggiociondolo alpino, Laburnum anagyroides vossii, con racemi molto lunghi (come nel Maggiociondolo alpino) e molto densi (come nel Maggiociondolo), davvero spettacolari.

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Domande frequenti

  • Il Maggiociondolo è velenoso per cani e bambini?
    Sì, il Maggiociondolo (Laburnum anagyroides) è altamente tossico per l'uomo e gli animali domestici. Tutte le parti della pianta, ma in particolare i semi contenuti nei baccelli, contengono citisina, un alcaloide velenoso. L'ingestione può causare gravi intossicazioni. È fondamentale prestare massima cautela se si hanno bambini piccoli o cani che tendono a rosicchiare vegetali nel giardino. Nonostante la tossicità, alcune selvatiche come lepri e conigli possono consumarne foglie e corteccia senza subire effetti letali immediati, ma ciò non rende la pianta sicura per gli animali domestici.
  • Come distinguere il Maggiociondolo comune dal Maggiociondolo alpino?
    Si possono distinguere principalmente osservando fiori e foglie. Il Maggiociondolo comune (Laburnum anagyroides) ha fiori giallo-oro screziati di rosso-bruno sul petalo superiore, riuniti in racemi penduli lunghi fino a 25 cm. Le sue foglioline hanno il margine intero. Il Maggiociondolo alpino (Laburnum alpinum), tipico di quote più elevate, presenta fiori di un colore giallo uniforme e più lunghi, con foglioline dal margine ondulato. Inoltre, il Maggiociondolo comune predilige quote inferiori (fino a 800 m) e ambienti più umidi rispetto all'alpino.
  • Quando e come potare il Maggiociondolo?
    Il Maggiociondolo generalmente non richiede potature specifiche poiché cresce bene spontaneamente. Se necessario, la potatura va eseguita subito dopo la fioritura, per evitare di tagliare le gemme fiorifere dell'anno successivo. Si eliminano esclusivamente i rami secchi, malati o quelli che crescono verso l'interno della chioma per aerarla. Non è consigliabile effettuare tagli drastici o ringiovanimento severo, poiché la pianta potrebbe faticare a ricacciare. Per le varietà ornamentali, una leggera selezione dei rami mantiene la forma ordinata.
  • È possibile coltivare il Maggiociondolo in vaso?
    Sì, il Maggiociondolo si presta bene alla coltivazione in vaso, specialmente nelle varietà a crescita lenta o quelle nano. Poiché fiorisce anche in giovane età, può abbellire terrazzi e balconi. È essenziale utilizzare un vaso sufficientemente ampio e profondo per contenere l'apparato radicale, con un substrato ricco di sostanza organica e ben drenato. La coltivazione in vaso richiede annaffiature più frequenti rispetto alla messa a dimora in terra, mantenendo il terreno costantemente umido ma mai zuppo. In inverno, proteggere le radici dal gelo intenso se il vaso non è interrato.
  • Quali malattie colpiscono il Maggiociondolo e come si curano?
    Le principali minacce sono fungine e parassitarie. La ruggine, causata dal fungo Uromyces, provoca pustole sulle foglie inferiori e defogliazione precoce; si tratta con prodotti a base di triazoli (es. esaconazolo) ripetendo il trattamento dopo due settimane. La necrosi fogliare è dovuta a funghi Cercospora. Tra gli insetti, sono comuni l'afide nero, la cocciniglia e la tignola del Maggiociondolo (Leucoptera laburnella), le cui larve scavano gallerie nelle foglie. Il controllo prevede monitoraggio costante, rimozione manuale dei rami infestati dall'insetto e trattamenti specifici se l'infestazione è grave.

Scheda Tecnica

Laburnum anagyroides

Nome scientificoLaburnum anagyroides
FamigliaFabaceae (Leguminose)
Tipo di piantaArbusto o piccolo albero deciduo
OrigineEuropa centrale e meridionale (diffuso in Italia)
EsposizionePieno sole (preferibile); mezzombra se il clima è molto caldo
TerrenoCalcereo, ben drenato, preferibilmente umido ma non ristagnante
IrrigazioneModerata, regolare nei primi anni; tollerante alla siccità adulta
FiorituraPrimavera-Estate (aprile-giugno)
Altezza5-10 metri
ConcimazioneNon richiesta particolare attenzione; concime bilanciato primaverile opzionale
PotaturaMinima o nulla; eliminare solo rami secchi o danneggiati
MoltiplicazioneSemina (autunno/primavera), innesto, talea
Malattie e parassitiRuggine (Uromyces), necrosi fogliare (Cercospora), afide nero, cocciniglia, minatore (Leucoptera laburnella)
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, resistente, adatta a giardini informali

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