fraxinus ornus

Alberi Latifolie

Orniello

Un albero poco esigente, versatile, con una fioritura profumata e abbondante molto ornamentale, adatto a siepi, parchi, giardini, e per il rimboschimento.

di Redazione

28 dicembre 2015

Generalità

L’Orniello (Fraxinus ornus) è un albero appartenente alla famiglia delle Oleaceae alto fino a 25 metri, anche se di norma arriva solo a 8-10 m, con la chioma tondeggiante e il fusto (diritto o tortuoso), da cui partono numerosi rami ascendenti o eretti. Il diametro del tronco di rado supera i 35 cm, anche in alberi molto vecchi. L’apparato radicale generalmente è profondo, con un robusto fittone e numerose radici laterali che ancorano saldamente la pianta. La corteccia è grigio cinerea macchiata a chiazze chiare e lisce, sia nel tronco che nei rametti. Le gemme, sia quelle apicali che quelle laterali opposte, sono dello stesso grigio cenere. Le foglie sono caduche, opposte e imparipennate, formate da 5-9 (ma di solito 7) foglioline di forma ellittico-lanceolata. Arrotondate o cuneate alla base, sono cuspidate e sostenute da un corto picciolo. La lamina fogliare è verde opaca, più chiara inferiormente e giallo oro in autunno, con il margine dentellato-seghettato. I fiori che compaiono contemporaneamente alle foglie oppure subito dopo (tra aprile e giungo in ogni caso), sono ermafroditi e diclamidati, riuniti in vistose pannocchie dense e bianche. Sono molto numerosi e intensamente odorosi, con il calice a 4 lacinie di 1 mm e la corolla formata da 4 petali lineari di 7-15 mm; Il frutto è una samara (cioè un achenio alato) oblungo-lanceolato, con un minuscolo residuo del calice alla base, lungo 2-3 cm, con unico seme (achenio) dalla sezione tondeggiante. Alcune varietà di Orniello (rotundifolia e garganica ) vengono coltivate nell'Italia meridionale e in Sicilia per la produzione della cosiddetta “manna”, una sostanza zuccherina che viene secreta dai fusti una volta che vengono incisi fino al cambio. La manna una volta solidificata viene usata nell'industria dolciaria e in farmacologia. Della pianta si utilizzano anche le radici, la corteccia dei rami più giovani, le foglie, i frutti e le gemme a scopo officinale. Il suo nome deriva dal greco "frasso" che significa “difendo”, dato che viene usato anche per creare delle siepi, e dal latino "ornus" che sottolinea il suo valore ornamentale.

Clima e terreno

In Italia l'orniello viene considerato un elemento submediterraneo-montano molto diffuso in tutta la penisola, isole comprese da 0 a 1400-1500 m sul livello del mare. Di solito si ritrova su suoli poco evoluti a pH neutro o basico, derivati da rocce carbonatiche e con disponibilità idrica ridotta. E’ considerato termofile e eliofilo. Molto spesso l’Orniello forma con il Carpino nero, che ha le medesime esigenze climatiche e di substrato, i cosiddetti orno-ostrieti su versanti Sud, caldi e secchi, con suolo calcareo-dolomitico. Può convivere anche con Leccio, Roverella e Cerro, alcuni aceri, Castagno e le specie da macchia mediterranea alta. La temperatura media del mese più freddo non deve essere inferiore a 0/-1°C mentre le precipitazioni annue sono sufficienti nella misura di 600-700 mm in tutto.

Impianto e tecniche di coltivazione

La propagazione dell’Orniello avviene soprattutto per seme, in autunno dopo la raccolta delle samare o in primavera. La semina primaverile viene effettuata dopo stratificazione al caldo per 3 settimane seguita da quella fredda per 8-15 settimane. La germinazione viene favorita da un alternarsi di freddo notturno (5°C) seguito da caldo diurno (25°C). La conservazione dei semi viene effettuata disidratandoli del 10% e stoccandoli a 0°C. In queste condizioni si mantengono vitali per 2-3 anni. L’impianto si effettua con semenzali di 2-3 anni o trapianti di 3-4 con distanze di 1,5-2 m sulla fila e 2-4 m tra le file, per non privare le piante della luce abbondante di cui hanno bisogno per svilupparsi. Il terreno va lavorato in profondità e le buche di impianto di solito sono 50 cm x 50 cm e profonde altrettanto. L’orniello cresce velocemente all’inizio, ragion per cui viene governato a ceduo. Sarchiature e ripuliture vengono effettuate annualmente. Tra gli utilizzi dell’Orniello segnaliamo il suo impiego come specie da rimboschimento su suoli poveri, calcarei o anche argillosi. In parchi e giardini medio-piccoli viene usato a scopo ornamentale data la bellezza della fioritura tardo primaverile. Può essere utilizzato per la formazione di siepi.

Parassiti e malattie

Ricordiamo il fungo ascomicete Phyllactinia suffulta, che provoca caduta precoce delle foglie, e una virosi tipica dell’Orniello, che si manifesta con un minore accrescimento delle foglie che pur non cadendo risultano deformi e si coprono di bolle, schiarendosi inoltre lungo le nervature.

Caratteristiche del legno

Il legno dell’Orniello è resistente ed elastico, di modesta qualità e colore pallido. Si utilizza per produrre manici, pali da vite e piccoli utensili, come combustibile e per la produzione di carbone.

Varietà

Le varietà di Orniello sono molte, tra le tante segnaliamo “Meczek” molto resistente, che cresce solo fino a 5 m di altezza per 3 di ampiezza, a foglie scure con una sfumatura bluastra, adatto a piccoli giardini. “Argentea” a foglie argentate “Anita” ad habitus slanciato e piramidale “Striata” con i rami striati “Variegata” a foglie macchiate di bianco

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali dell'Orniello?
    L'Orniello (Fraxinus ornus) è un albero deciduo della famiglia delle Oleaceae, alto mediamente 8-10 metri ma capace di raggiungere i 25 metri. Si distingue per la chioma tondeggiante, la corteccia grigiastra e le foglie composte da 5-9 foglioline. È noto per la sua fioritura tardiva (aprile-giugno) composta da pannocchie bianche e intensamente profumate. Il frutto è una samara alata lunga 2-3 cm. Pianta rustica, è ideale per giardini, parchi e rimboschimento grazie alla sua adattabilità.
  • Dove cresce naturalmente l'Orniello e quali terreni preferisce?
    Nativo dell'area mediterranea e montana, l'Orniello cresce spontaneamente in Italia dalla pianura fino a 1500 metri di altitudine. Predilige suoli calcarei, dolomitici o derivati da rocce carbonatiche, con pH neutro o basico. Tollerando bene la siccità e i suoli poveri, si trova spesso associato a Carpino nero, Leccio e Roverella. Non ama i terreni pesanti e mal drenati, preferendo esposizioni soleggiate e calde.
  • Come si propaga e si impianta l'Orniello?
    La moltiplicazione avviene principalmente per seme, raccogliendo le samare in autunno. Per la semina primaverile è necessaria una stratificazione: 3 settimane a caldo seguite da 8-15 settimane a freddo (5-25°C alternati). Si possono usare anche trapianti di 3-4 anni. L'impianto richiede buche di 50x50 cm e distanze di 1,5-2 m tra le piante per garantire la luce solare necessaria allo sviluppo ottimale della chioma.
  • A cosa serve la 'manna' prodotta dall'Orniello?
    La manna è una sostanza zuccherina estratta dalle ferite praticate sui fusti di alcune varietà (come rotundifolia e garganica) nel Sud Italia e Sicilia. Una volta solidificata, viene utilizzata nell'industria dolciaria e in farmacologia per le sue proprietà. Oltre alla manna, altre parti della pianta (radici, corteccia, foglie, gemme) hanno impieghi officinali tradizionali.
  • Quali parassiti o malattie colpiscono l'Orniello?
    Tra le patologie principali vi è il fungo ascomicete Phyllactinia suffulta, che causa la caduta precoce delle foglie. È presente anche una virosi specifica che deforma le foglie, rendendole bollose e schiarentesi lungo le nervature, pur impedendo la loro caduta immediata. Nonostante questi problemi, l'albero è generalmente robusto e poco soggetto a gravi attacchi parassitari se mantenuto in condizioni ottimali.
  • Esistono varietà ornamentali di Orniello?
    Sì, oltre alla specie tipica, esistono cultivar selezionate per il giardino. 'Meczek' è nano (5 m), con foglie bluastre. 'Argentea' presenta foglie variegate d'argento. 'Anita' ha un portamento slanciato e piramidale, adatta a spazi ridotti. 'Striata' si distingue per i rami striati, mentre 'Variegata' offre foglie macchiate di bianco. Queste varietà arricchiscono il giardino con colori e forme diverse.

Scheda Tecnica

Fraxinus ornus

Nome scientificoFraxinus ornus
FamigliaOleaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineEuropa meridionale e Asia occidentale
EsposizionePieno sole (eliofila)
TerrenoCalcereo, drenante, anche povero e secco
IrrigazioneModerata, tollera la siccità una volta stabilito
FiorituraAprile-Giugno (bianca, profumata)
Altezza8-10 m (fino a 25 m)
ConcimazioneNon richiesta, pianta poco esigente
PotaturaLeggera, preferibilmente a fine inverno
MoltiplicazioneSeme (stratificato), talea, polloni
Malattie e parassitiPhyllactinia suffulta (mal bianco), virosi fogliari
Difficoltà di coltivazioneFacile

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