sughera

Alberi Latifolie

Sughera

Un albero bellissimo, molto ornamentale. Più piccola di altre querce, sempreverde, dalla corteccia affascinante e il portamento contorto.

di Redazione

11 luglio 2011

Generalità

La Sughera (Quercus suber) è una quercia sempreverde che raggiunge al massimo 20 m di altezza con un diametro del tronco di 1,5 m. Se non viene sfuttata per la produzione del sughero può vivere a lungo. Il tronco che non è quasi mai dritto bensì inclinato, si divide in ramificazioni irregolari che danno origine a una chioma asimmetrica e larga. La corteccia che inizialmente è liscia e grigia si ispessisce in breve formando un ritidoma rugoso, solcato profondamente, che persiste per tutta la vita dell’albero e prende il nome di sughero. E’ chiaro all’esterno e spugnoso e rosato all’interno, e in pochi anni può raggiungere anche 5-7 cm di spessore. I rametti dell’anno sono gracili e tormentosi tanto da apparire grigi. La peluria scompare circa due anni dopo, e nel giro di 5-6 anni comincia a comparire il sughero. Le foglie rimangono sulla pianta per 2-3 anni, anche se in climi freddi o molto secchi avviene la perdita prematura delle foglie detta filloptosi. Sono ovato lanceolate, con il margine intero oppure con 4-7 denti (specialmente in alberi giovani), lunghe 3-7 cm e larghe 1,5-3 cm e coriacee. A seconda dell’età della pianta (o della parte della pianta) cambiano aspetto, aumentando di molto con il tempo la tormentosità sulla pagina inferiore. La fioritura può essere tardo primaverile (tra aprile e maggio) oppure autunnale dopo la fine dell’aridità estiva. I fiori maschili sono riuniti in amenti peduncolati lunghi 4-7 cm, e hanno un perianzio diviso in 5-8 lobi e 5-6 stami. Sono portati all’apice dei rami dell’anno precedente. I fiori femminili a gruppi di 2-5 sono riuniti in spighe erette lunghe 0,5-3 cm e hanno 3 stili. Sono portati dai rami dell’anno. A seconda di quando è avvenuta la fioritura la maturazione dei frutti può avvenire o in autunno dell’a stesso anno (fioritura primaverile) oppure a fine estate dell’anno seguente (fioritura autunnale). La ghianda è lunga 2-3,5 cm con un diametro variabile, da 1,2 a 1,8 cm. La cupola è sub sferica e copre circa metà della ghianda. L’apparato radicale ha il fittone e anche robuste radici laterali. Resiste molto bene agli incendi. La pianta viene coltivata in Europa per la produzione del sughero che si ottiene dopo 10 anni circa dalla prima decorticazione (demaschiatura) che avviene quando l’albero ha circa 15-20 anni e il tronco ha un diametro di 20 cm circa. La specie ha infatti la qualità, rara, di sopportare più volte nel corso della propria vita di venire decorticata. Le decorticazioni successive si effettuano ogni dieci anni.

Clima e terreno

In Italia la Sughera è presente in Liguria e sulle coste tirreniche di Toscana, Lazio, Calabria e Puglia. In Sicilia e Sardegna viene coltivata diffusamente. Si trova sporadica in Umbria e nell’entroterra maremmano. Data la sua importanza commerciale è stata diffusa oltre il suo areale, che sarebbe quello della fascia climatica mediterraneo temperata in un contesto di bosco rado di sempreverdi insieme al Leccio o macchia. E’ una pianta nettamente eliofila, che tollera un lieve ombreggiamento solo in giovane età, e è termofila e oceanica, quindi preferisce inverni miti e estati caratterizzate da umidità atmosferica, con una piovosità media annua di 600-700 mm. Il terreno che predilige deriva da rocce silicee decalcificate, con pH acido o sub acido, o al limite leggermente basico. Non può tollerare basse temperature.

Impianto e tecniche di coltivazione

La propagazione della Sughera avviene per seme, subito dopo la raccolta, oppure stratificandoli in cassette areate con torba o sabbia umida a 2-3°C e mettendoli nel terreno la primavera seguente. In teoria è possibile ottenere piante anche per propagazione vegetativa, anche se la percentuale di germinazione non è elevata e le plantule hanno dimensioni molto ridotte (tentativi in questo senso sono stati fatti per cercare di migliorare il patrimonio genetico della specie in un contesto di vivaismo forestale). In un contesto ornamentale la Sughera è una pianta dal volere estremamente elevato, perché oltre a non essere imponente e quindi di difficile collocazione, è un sempreverde, con bellissimi rami contorti e la corteccia biancastra esteticamente molto decorativa. Adatta come esemplare isolato in giardini di medie dimensioni, lasciata sviluppare senza intervenir con potature o con la decorticazione. In alternativa si può mantenere a ceppaia.

Parassiti e malattie

Tra i parassiti della Sughera ricordiamo i defoglia tori come Lymantria dispar, Malacosoma neustria,Tortrix viridana e l’Euproctis chrysorrhoea che possono defogliare completamente intere aree di una sughereta. Tra le malattie tipiche della specie ricordiamo la cistodendrosi (micosi fogliare che produce defogliazione anche totale), il cancro carbonioso causato dal fungo Hypoxylon mediterraneum, e il marciume radicale. Anche la Sughera viene colpita dalla Sindrome da deperimento delle querce. Tra i fattori scatenanti e predisponenti ci sono il calo generalizzato delle precipitazioni nel nostro emisfero che dura da ormai vent’anni, la densità eccessiva delle piantagioni in certe sugherete, la scarsa fertilità e i danni prodotti dagli icendi.

Caratteristiche del legno

Il legno della Sughera è poroso o semi poroso, molto duro e pesante, durevole ma con la tendenza a imbarcarsi o spaccarsi, quindi non viene usato se non come combustibile, peraltro ottimo. La sua cenere è ricca in potassio.

Varietà

Quercus suber “occidentalis” a maturazione biennale e foglie semipersistenti, con esigenze minori in fatto di luce e calore. Nella nostra penisola si trova in Toscana, Sicilia e Sardegna. Quercus x morisii è presente in Sardegna e viene considerato un ibrido tra Sughera e Leccio, ha la corteccia poco sviluppata e le foglie molto scure e allungate.

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Domande frequenti

  • Quali sono le condizioni ideali di esposizione e temperatura per la Sughera?
    La Sughera (Quercus suber) è una pianta nettamente eliofila, il che significa che richiede pieno sole per crescere correttamente. Tollera solo un lieve ombreggiamento durante la fase giovanile. Essendo termofila e oceanica, predilige climi miti con inverni non rigidi e estati caratterizzate da un'adeguata umidità atmosferica. Non tollera affatto le basse temperature, pertanto è adatta principalmente alle zone costiere mediterranee o a microclimi protetti. Una piovosità annua media di 600-700 mm favorisce uno sviluppo ottimale.
  • Come si propaga correttamente la Sughera in giardino?
    Il metodo principale e più efficace per la propagazione della Sughera è la semina tramite ghiande, che deve avvenire immediatamente dopo la raccolta. In alternativa, è possibile stratificare i semi in cassette areate contenenti torba o sabbia umida mantenute a una temperatura di 2-3°C, per poi trapiantarle in primavera successiva. La propagazione vegetativa è teoricamente possibile ma sconsigliata nella pratica comune, poiché presenta percentuali di germinazione basse e produce plantule di dimensioni molto ridotte, risultando inefficiente rispetto alla via seminale.
  • Che tipo di terreno preferisce la Sughera e quali pH sono adatti?
    La Sughera predilige terreni derivati da rocce silicee decalcificate, caratterizzati da una buona struttura e drenaggio. Il pH ideale è acido o sub-acido, sebbene possa tollerare limiti leggermente basici. È fondamentale evitare terreni pesanti o ristagnanti. La pianta mostra una notevole resistenza agli incendi grazie al suo spesso strato di sughero protettivo, ma soffre se il suolo è troppo fertile o compatto. Per un'esemplare ornamentale, un substrato che mimhi l'habitat naturale mediterraneo garantirà la migliore salute vegetativa.
  • Quali sono i principali parassiti e malattie che colpiscono la Sughera?
    Tra i parassiti animali, i defoglia tori rappresentano la minaccia maggiore: specie come Lymantria dispar, Malacosoma neustria, Tortrix viridana ed Euproctis chrysorrhoea possono defogliare completamente intere aree. Tra le patologie fungine, la cistodendrosi causa grave defogliazione, mentre il cancro carbonioso (da Hypoxylon mediterraneum) attacca il legno. È inoltre presente il rischio di marciume radicale. Recentemente, la Sindrome da deperimento delle querce sta colpendo la specie, favorita da siccità protratte, densità eccessive nelle piantagioni e scarsa fertilità del suolo.
  • È necessario potare la Sughera o praticare la decorticazione per scopi ornamentali?
    Per fini puramente ornamentali, la Sughera non richiede interventi di potatura. Al contrario, si consiglia di lasciarla sviluppare liberamente per apprezzarne il portamento contorto, la chioma asimmetrica e la corteccia biancastra e decorativa. La decorticazione, tecnica industriale per la produzione del sughero, va evitata se l'albero non è destinato allo sfruttamento commerciale. Se si desidera contenere le dimensioni o mantenere la pianta a forma di cespuglio, è possibile mantenerla a ceppaia, ma generalmente si preferisce uno sviluppo arboreo naturale in giardini di medie-grandi dimensioni.

Scheda Tecnica

Quercus suber

Nome scientificoQuercus suber
FamigliaFagaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde latifoglie
OrigineMediterraneo temperato (Europa meridionale)
EsposizionePieno sole (eliofila), tollera leggero ombreggiamento da giovanissima
Temperatura minimaNon tollera basse temperature (climi miti richiesti)
TerrenoSiliceo, decalcificato, pH acido/sub-acido, ben drenato
IrrigazioneModerata; preferisce estati con umidità atmosferica, piovosità 600-700 mm/anno
FiorituraPrimavera (apr-mag) o autunno (post-aridità estiva)
AltezzaFino a 20 metri
PotaturaGeneralmente assente; eventuale mantenimento a ceppaia
MoltiplicazioneSemina immediata o stratificazione fredda (2-3°C); propagazione vegetativa rara
Malattie e parassitiDefoglia tori (Lymantria dispar, ecc.), Cistodendrosi, Cancro carbonioso (Hypoxylon mediterraneum), Marciume radicale, Sindrome deperimento querce
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede clima specifico, suolo adatto e spazio)

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