Arancio amaro

Agrumi

Arancio amaro - Citrus aurantium

In questo articolo parliamo delle caratteristiche botaniche e dei frutti, delle esigenze pedoclimatiche, delle modalità di propagazione, delle cure colturali e dei parassiti dell’arancio amaro.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

L’arancio amaro, o melangolo, appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie aurantium. È un albero di modeste dimensioni, in grado di raggiungere un’altezza di 10 m, con una chioma densa e tondeggiante. I rami più vigorosi presentano delle lunghe spine all’ascella della foglia, le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità. Le foglie sono sempreverdi, coriacee, di colore verde intenso e lucido, ovate e appuntite all'apice, nettamente riconoscibili perché hanno la caratteristica di avvolgere ad ala il picciolo che le collega ai rami. I fiori sono ermafroditi, con cinque petali bianchi, solitari o più spesso riuniti in mazzetti agli apici dei rami e, come le foglie, presentano un profumo molto intenso e sono ricchi di oli essenziali. La differenziazione delle gemme a fiore avviene a novembre-dicembre e si evidenzia da metà dicembre a metà gennaio; l’arancio amaro fiorisce a primavera, nei mesi di marzo ed aprile, sui rami misti di un anno o, in misura minore, sui germogli.

Frutti

Il frutto è una bacca di media pezzatura, detta anche esperidio, più o meno globosa, ruvida, con un epicarpo coriaceo, arancione o rossastro ed un mesocarpo bianco, membranoso e spugnoso; epicarpo e mesocarpo costituiscono la buccia. L’endocarpo è suddiviso in 8-12 spicchi delimitati da sottili pareti membranose contenenti la polpa, molto amara, ed i semi. Quest’ultimi sono biancastri, ovoidali e contengono più embrioni, però uno solo deriva dalla fecondazione, mentre gli altri sono partenocarpici.

Clima e terreno

L’arancio amaro, come tutti gli agrumi, preferisce i climi temperati caldi, l’ambiente ideale è il bacino del Mediterraneo; rispetto all’arancio dolce ha una maggior resistenza al freddo. Le temperature inferiori allo zero possono danneggiare la produzione dell’anno, valori di – 10 °C provocano la morte della pianta; le oscillazioni termiche ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 22 a 32 °C, mentre al di sopra dei 40 °C si verificano danni da alte temperature. La pianta teme i forti venti, soprattutto quelli salsi, per cui in zone soggette a questi fenomeni è necessario adottare delle barriere frangivento, che si effettuano generalmente con cipressi o eucalipti; le esposizioni migliori sono gli ambienti molto luminosi, tollera anche il sole diretto. In fatto di terreno l’arancio amaro, tra gli agrumi, è la specie più adattabile, infatti cresce bene anche su suoli moderatamente calcarei, salini e contenenti il 35 % di argilla o il 40 % di limo, tenendo conto che i terreni ideali per la coltivazione degli agrumi contengono meno del 20 % sia di uno che dell’altro; soffre i suoli troppo compatti. Il melangolo è originario della Cina, ed è stato portato in Europa ed in Italia dagli Arabi.

Varietà e propagazione

Tra le numerose cultivar si ricordano la Bizzarria, con esperidi di colore giallo, arancione e verde, la Caniculata, con bacche appiattite arancioni, la Salicefolia, con foglie strette e lunghe, e la Corniculata, con frutti a buccia ruvida. L’arancio amaro si moltiplica per seme, per innesto, per margotta, per talea e per propaggine. Dai semi monoembrionici si ottengono piantine disformi, mentre da quelli poliembrionici si sviluppano semenzali omogenei grazie al fenomeno dell’apomissia. La scelta di metodi di propagazione vegetativa permette di anticipare la messa a frutto.

Tecniche di coltivazione

Il melangolo viene impiegato prevalentemente come portainnesto di tutti gli agrumi perché è una specie molto rustica, mentre la sua coltivazione avviene solo su superfici ristrette allo scopo di utilizzarne la scorza per i canditi in pasticceria, per la preparazione di marmellate e di liquori. La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena, con le branche inserite sul fusto a 40-50 cm da terra, i sesti d’impianto sono di 5 X 5 m. Questo sistema facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. Gli interventi di potatura, effettuati prima della fioritura, consistono nel diradare alcuni rami misti, i succhioni alla base delle branche principali, i rami più bassi per favorire una miglior circolazione d’aria e quelli secchi e deperiti. La concimazione consiste nel somministrare concimi complessi contenenti azoto a lento rilascio, fosforo e potassio a fine inverno. Il fabbisogno idrico dell’arancio amaro si aggira intorno ai 1200 mm annui, durante l’estate bisogna intervenire con l’irrigazione la mattina presto o la sera, eventuali eccessi idrici possono provocare l’asfissia radicale. I frutti arrivano a maturazione nell'autunno o nell'inverno successivo, in alcuni casi i frutti dell'anno precedente possono essere ancora sulla pianta durante la fioritura successiva.

Parassiti

Rispetto agli altri agrumi è meno soggetto ad attacchi di parassiti in quanto è una pianta rustica, comunque è sensibile al virus della tristezza degli agrumi ed al Mal secco, fungo che provoca l’occlusione dei vasi interrompendo il trasporto della linfa; in quest’ultimo caso è consigliabile proteggere le piante dalle avversità meteoriche come la grandine, eliminare i rami infetti ed eseguire trattamenti preventivi con fungicidi a base di rame.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra arancio amaro e arancio dolce?
    L'arancio amaro (Citrus aurantium) presenta frutti dalla polpa estremamente amara, utilizzati principalmente per confetture, liquori e come portinnesto, mentre l'arancio dolce ha polpa zuccherina commestibile fresca. Inoltre, l'arancio amaro è geneticamente più rustico, tollerando meglio il freddo (fino a -10°C contro limiti superiori del dolce) e adattandosi a terreni più poveri o leggermente salini. Ha anche foglie con piccioli alati distintivi e rami spinosi più marcati.
  • Come si utilizza l'arancio amaro in giardinaggio oltre al frutto?
    La sua funzione primaria è quella di portainnesto per quasi tutte le specie di agrumi coltivati commercialmente, grazie alla sua robustezza e adattabilità. Viene inoltre coltivato su piccole superfici per ricavarne la scorza, usata in pasticceria per canditi e nella preparazione di marmellate e liquori tradizionali. La sua chioma densa e tondeggiante lo rende adatto anche a funzioni ornamentali o frangivento naturale.
  • Quali sono le condizioni climatiche ideali per coltivarlo?
    Predilige i climi temperati caldi, tipici del bacino mediterraneo. Le temperature ottimali per la crescita oscillano tra 22°C e 32°C. Sopporta gelate fino a -10°C, sotto questa soglia la pianta muore, mentre temperature superiori ai 40°C causano stress termico. Teme fortemente i venti forti, specialmente quelli carichi di sale marino, richiedendo barriere frangivento come cipressi o eucalipti nelle zone costiere ventose.
  • Come si effettua la potatura corretta?
    La potatura va eseguita prima della fioritura (inverno/inizio primavera). Si consiglia la forma a 'globo a chioma piena', con branche inserite a 40-50 cm da terra. Gli interventi consistono nel diradare i rami misti interni per migliorare l'aerazione, eliminare i succhioni alla base, rimuovere i rami bassi e secchi/deperiti. Questa tecnica riduce la necessità di potature di allevamento successive e protegge la pianta dal sole eccessivo.
  • Quali sono le principali malattie da monitorare?
    Sebbene sia più resistente di altre specie, è suscettibile al Virus della Tristezza degli Agrumi e al Mal Secco (causato dal fungo Neonectria ditissima). Il Mal Secco occlude i vasi linfatici. Per prevenirlo, è essenziale eliminare tempestivamente i rami infetti, proteggere la pianta da grandine e ferite meccaniche, ed eseguire trattamenti preventivi con fungicidi rameici dopo eventi atmosferici aggressivi.

Scheda Tecnica

Citrus aurantium

Nome scientificoCitrus aurantium
FamigliaRutacee
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineCina
EsposizionePieno sole, ambiente luminoso
TerrenoAdattabile, ben drenato, evita compatti
IrrigazioneFabbisogno ~1200mm/anno, attenzione a ristagni
FiorituraMarzo-Aprile
AltezzaFino a 10 metri
ConcimazioneComplessi NPK a lento rilascio a fine inverno
PotaturaPre-fioritura, diradamento rami, formazione globo
MoltiplicazioneSeme, innesto, margotta, talea, propaggine
Malattie e parassitiTristezza agrumi, Mal secco (fungo)
Difficoltà di coltivazioneMedia (rustico ma sensibile a ristagni e malattie vascolari)

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