Pianta di Cedro in vaso

Agrumi

Cedro - Citrus medica

In questo articolo si illustrano le esigenze climatiche e pedologiche, le varietà, le modalità di propagazione, le cure colturali ed i principali parassiti del cedro.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

Il cedro appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie medica. È un piccolo albero a lenta crescita, alto fino a 4 m, che può assumere un portamento arbustivo, con un tronco basso. I rami sono irregolari e presentano delle corte spine pungenti all’ascella della foglia, quelli giovani sono rossastri o violetti; le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità. Le foglie sono sempreverdi, con un profumo simile al limone, lunghe fino a 20 cm, ovate-oblunghe o ovate-lanceolate, con un margine leggermente seghettato ed un peduncolo in genere non alato.. I fiori sono ermafroditi o maschili per l’aborto dell’ovario, bianchi con diverse tonalità a seconda delle cultivar, riuniti da 3 a 12 in infiorescenze terminali; i bozzoli fiorali sono di colore rosso-violaceo. Il cedro è una specie rifiorente, infatti la fioritura è continua, può essere primaverile (marzo-maggio) estiva (giugno) o tardiva (settembre); i frutti migliori sono quelli che maturano ad ottobre, ottenuti dall’antesi di giugno. Il frutto è una bacca, detta anche esperidio, grosso 20-30 cm, oblunga o ovale, ruvida e piena di protuberanze, con un epicarpo verde che a maturazione vira al giallo pallido ed un mesocarpo bianco e molto spesso; epicarpo e mesocarpo costituiscono la buccia. La polpa è costituita da 5-12 spicchi e contiene numerosi semi monoembrionici. La buccia rappresenta il 70 % del frutto.

Clima e terreno

Il cedro preferisce i climi temperati caldi e subtropicali, rispetto agli altri agrumi è piuttosto sensibile al freddo, infatti può perdere le foglie in inverno. Le temperature ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 23 a 25 °C e non inferiori ai 12 °C, mentre valori termici di 4 °C possono danneggiare la produzione. La pianta può essere esposta in pieno sole, però è meglio scegliere ambienti riparati nelle regioni a rischio gelate tardive e venti forti, altrimenti bisogna costituire dei ripari come palizzate in legno, siepi vive, o muri di cinta. Il cedro predilige i terreni sciolti, di medio impasto, argillosi, moderatamente calcarei, profondi, ricchi di sostanza organica, ben drenati e subacidi o neutri, rifugge i suoli compatti. È una specie originaria dell’Asia sud-orientale ed è coltivato nel bacino del Mediterraneo, in Medio Oriente, in India, in Indonesia, in Australia, in Brasile e negli Stati Uniti; nel nostro Paese la sua coltivazione si concentra specialmente in provincia di Cosenza, nella fascia costiera tirrenica.

Varietà

Le cultivar di cedro si distinguono in base alle caratteristiche della polpa, che può essere dolce o acida. Le varietà a polpa acida hanno i fiori bianchi, con sfumature violacee esternamente, mentre quelle dolci presentano fiori di color bianco-giallastro. Le cultivar acide principali sono Diamante, Fiorentina, Etrog e Balady, mentre tra quelle a polpa dolce si ricordano Corsican e Salò. Una varietà di cedro molto particolare è la mano di Buddha, il cui frutto è privo di polpa e segmentato in diverse sezioni, ognuna delle quali costituisce un’unità a se stante; l’esperidio ha una forma frastagliata in varie escrescenze e non globosa. Una certa importanza hanno assunto i cosiddetti limoni cedrati, che si considerano degli ibridi fra limoni e cedri, dotati di frutti che ricordano il cedro per la pezzatura e lo spessore della buccia ed il limone per l'aspetto della pianta. La Cedrina è una cultivar utilizzata per l’ottenimento dell’olio essenziale che risulta limpido e molto profumato, mentre quello delle altre varietà di cedro si intorbidisce ed è ricco di sostanze resinose.

Tecniche di coltivazione

La propagazione del cedro avviene per via vegetativa, impiegando tecniche quali la talea e l’innesto, il portainnesto principalmente impiegato è l’arancio amaro. La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena, con le branche inserite sul fusto a 40-50 cm da terra. Questo sistema facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. La potatura si effettua ogni anno, per attenuare l’alternanza di produzione, eliminando i rametti affastellati lasciando quelli ben distanziati, i succhioni, i rami secchi e malati. La concimazione viene eseguita durante l’autunno o a fine inverno col letame maturo. Il periodo estivo è caratterizzato dall’assenza delle precipitazioni, per cui bisogna intervenire con l’irrigazione. La raccolta va effettuata in giorno pieno, le produzioni si aggirano intorno ai 200 q/ha; i frutti vengono utilizzati per la preparazione di canditi e di bevande.

Parassiti

I parassiti animali più pericolosi sono gli acari ragnetto rosso e delle meraviglie, quest’ultimo sembra causare la mutazione del frutto nella cultivar Mano di Buddha, gli insetti cocciniglia cotonosa, oziorrinco e tignola della zagara, che provoca la colatura dei fiori; tra i parassiti vegetali si ricordano i marciumi radicali che si instaurano in condizioni di ristagni idrici. Per contrastare insetti ed acari vengono fatti monitoraggi e campionamenti, al superamento delle soglie di intervento si possono effettuare trattamenti chimici, tenendo conto della presenza degli insetti utili.

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Domande frequenti

  • Quali sono le varietà di cedro più diffuse e come si distinguono?
    Le cultivar si dividono in base alla polpa: quelle a polpa acida (come Diamante, Fiorentina, Etrog) hanno fiori bianchi con sfumature violacee, mentre quelle dolci (Corsican, Salò) presentano fiori bianco-giallastri. Esiste poi la particolare varietà 'Mano di Buddha', priva di polpa interna e dal frutto frastagliato a sezione multiple. Un'altra cultivar specifica è la Cedrina, coltivata principalmente per produrre olio essenziale limpido e profumato, a differenza delle altre varietà che producono oli più resinosi.
  • Come deve essere il terreno e l'esposizione per coltivare il cedro?
    Il cedro predilige terreni sciolti, profondi, ben drenati e ricchi di sostanza organica, con pH subacido o neutro; rifugge i suoli compatti. Per quanto riguarda l'esposizione, ama il pieno sole ma richiede protezione da venti forti e gelate tardive, ideali sono ambienti riparati da muri o siepi. Le temperature ottimali per la crescita sono tra 23 e 25°C, mentre temperature vicine ai 4°C possono danneggiare la produzione e il freddo intenso può causare la perdita delle foglie.
  • Quando e come si effettua la potatura del cedro?
    La potatura si esegue annualmente per attenuare l'alternanza di produzione e mantenere la salute della pianta. Si devono eliminare i succhioni, i rami secchi, quelli malati e i rametti troppo affastellati, lasciando invece quelli ben distanziati. La forma di allevamento consigliata è il 'globo a chioma piena', con le branche inserite a 40-50 cm da terra. Questa struttura facilita le operazioni colturali, protegge dalla forte insolazione e riduce la necessità di interventi drastici in fase di allevamento.
  • Quali sono i principali parassiti e malattie che colpiscono il cedro?
    Tra i parassiti animali, i più pericolosi sono il ragnetto rosso, la cocciniglia cotonosa, l'oziorrinco e la tignola della zagara (che causa la caduta dei fiori). Nelle varietà 'Mano di Buddha', l'acaro delle meraviglie può causare mutazioni del frutto. Tra i parassiti vegetali, i marciumi radicali rappresentano un grave rischio in caso di ristagni idrici. Per la gestione, si consiglia il monitoraggio costante e l'intervento chimico solo oltre le soglie di tolleranza, rispettando gli insetti utili presenti nell'ecosistema.
  • Quali sono le tecniche di propagazione e il periodo di raccolta?
    Il cedro si propaga esclusivamente per via vegetativa, utilizzando tecniche come la talea o l'innesto, generalmente su portainnesto di arancio amaro. La raccolta dei frutti avviene in giorni soleggiati, con produzioni medie di circa 200 quintali per ettaro. Sebbene la fioritura sia continua, i frutti di migliore qualità derivano dalle antesi di giugno e maturano verso ottobre. I frutti raccolti sono utilizzati prevalentemente per la preparazione di canditi e bevande, sfruttando la ricca buccia che costituisce il 70% del peso totale.

Scheda Tecnica

Citrus medica

Nome scientificoCitrus medica
FamigliaRutacee
Tipo di piantaPiccolo albero o arbusto a lenta crescita, alto fino a 4 m.
OrigineAsia sud-orientale.
EsposizionePieno sole, ambienti riparati da venti forti e gelate tardive.
Temperatura minima4°C (può danneggiare la produzione); ottimale 23-25°C.
TerrenoSciolti, profondi, ben drenati, ricchi di sostanza organica, subacidi o neutri.
IrrigazioneNecessaria in estate per assenza di precipitazioni.
FiorituraContinua (primaverile, estiva, tardiva); fiori bianchi o bianco-giallastri.
AltezzaFino a 4 metri.
ConcimazioneLetame maturo in autunno o fine inverno.
PotaturaAnnuale per eliminare succhioni, rami secchi e affastellati.
MoltiplicazionePropagazione vegetativa: talea e innesto (su arancio amaro).
Malattie e parassitiRagnetto rosso, cocciniglia, oziorrinco, tignola della zagara, marciumi radicali.
Difficoltà di coltivazioneMedio-bassa; sensibile al freddo e ai ristagni idrici.

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