Mandarino cinese fruttificazione

Agrumi

Mandarini cinesi

I mandarini cinesi producono frutti che possono essere impiegati per la preparazione di conserve e marmellate zuccherate.

di Redazione

26 gennaio 2017

L'irrigazione

I mandarini cinesi hanno bisogno di un apporto idrico sufficiente per un adeguato sviluppo della pianta. Per le piante coltivate all'interno di vasi e contenitori ci regoleremo infilando un dito nella terra e verificando se è secca solo in superficie o anche in profondità. Il substrato dovrebbe rimanere umido senza tuttavia inzupparsi. Per cui è necessario garantire il deflusso completo delle acque in eccesso verificando che sul fondo del vaso siano presenti i fori. Per i mandarini cinesi coltivati direttamente a dimora, invece, dovremo assicurare un'annaffiatura costante e regolare, specialmente durante la prima fase della crescita. In primavera le precipitazioni atmosferiche stagionali potrebbero essere sufficienti ma se le piogge si facessero aspettare per oltre una settimana sarebbe necessario intervenire a supporto. Con l'arrivo dell'estate e durante la fioritura intensificheremo le irrigazioni.

Come coltivare

I mandarini cinesi possono essere coltivati anche a partire dal seme ma la pratica è più lunga e difficile. Per cui si ricorre ad una pianta acquistata presso un vivaio o in un negozio dedicato al giardinaggio. Il mandarino cinese è anche detto kumquat o fortunella e in commercio se ne trovano varietà leggermente differenti tra loro. Sebbene non si tratti di una pianta di origine europea ma asiatica, ormai i mandarini cinesi che troviamo in vendita si adattano bene al nostro clima. Il rinvaso va effettuato indicativamente ogni 3 anni o comunque quando la pianta diventa troppo grossa rispetto al contenitore. Periodicamente poteremo il mandarino cinese per conferire una forma più ordinata e per stimolare nuova e sana vegetazione. Il periodo migliore per effettuare questa operazione è Maggio, intervenendo in maniera da togliere i rami secchi improduttivi.

Concimazione e terreno

Il mandarino cinese predilige un terreno sciolto che assicuri all'acqua in eccesso di defluire completamente. Per cui sarà necessario verificare la presenza dei fori nella parte inferiore del vaso. Quando rinvaseremo la pianta fertilizzeremo con un prodotto naturale o con una concimazione azotata. In questo modo la pianta sarà stimolata a riprendersi più rapidamente. Anche durante la fioritura può essere indicato somministrare del fertilizzante per far sviluppare meglio i frutti. Se abbiamo deciso di coltivare i mandarini cinesi direttamente nell'orto o nel giardino dobbiamo preventivamente preparare la terra d'impianto. Faremo una zappatura e una vangatura in profondità, aggiungendo letame maturo e compost casalingo. Ricopriremo con altra terra e lasceremo assorbire finché non sarà possibile trapiantare il mandarino cinese.

Clima e malattie

Il mandarino cinese si adatta anche al nostro clima, purché l'estate garantisca il giusto irraggiamento. Collocheremo il vaso in una postazione soleggiata, cercando di evitare i luoghi troppo esposti ai venti, specialmente quelli freddi invernali. Il mandarino cinese sopporta temperature intorno allo zero purché ben riparato, magari utilizzando un telo di tessuto non tessuto acquistabile nei negozi specializzati di giardinaggio. Nelle regioni del sud Italia può essere coltivato con successo anche all'eterno, in pieno campo, mentre per il nord Italia si raccomanda la coltivazione in vaso, in modo da poter spostare il contenitore in un luogo più caldo, come si fa per i limoni. Il mandarino cinese può essere attaccato da patologie fungine e parassiti e dalla cocciniglia. Per combatterla è sufficiente comprare un olio minerale specifico.

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Domande frequenti

  • Come capire quando innaffiare correttamente un mandarino cinese?
    L'approccio dipende dalla collocazione. Se la pianta è in vaso, inserisci un dito nel terriccio: annaffia solo se la secchezza si estende oltre la superficie, mantenendo il substrato umido ma mai zuppo. Assicurati sempre che i fori di drenaggio sul fondo del vaso siano liberi per evitare ristagni fatali. Se coltivato a dimora, le piogge primaverili spesso bastano, ma intervieni con annaffiature costanti se mancano precipitazioni per oltre una settimana. Intensifica l'apporto idrico durante l'estate e soprattutto nel periodo della fioritura, fasi critiche per lo sviluppo dei frutti.
  • Quando e come potare il mandarino cinese?
    La potatura ideale si esegue a maggio. L'obiettivo principale è rimuovere i rami secchi e quelli improduttivi per favorire una crescita ordinata e sana. Questa operazione stimola la produzione di nuova vegetazione e migliora la struttura generale della pianta. Non è necessaria una potatura drastica annuale se la pianta cresce vigorosa, ma un intervento leggero periodico aiuta a mantenere la forma compatta tipica del kumquat e garantisce una migliore esposizione alla luce degli interni della chioma.
  • Qual è il terreno adatto e come prepararlo per la messa a dimora?
    Il mandarino cinese richiede un terreno sciolto e ben drenante, fondamentale per evitare il marciume radicale. Se pianti in giardino, prepara la buca scavando in profondità e mescolando il terreno estratto con letame maturo e compost domestico. Questo arricchimento favorisce il radicamento. Dopo aver posizionato la pianta, ricopri con altro terriccio e lascia stabilizzare il suolo prima del trapianto definitivo. La chiave è garantire che l'acqua in eccesso defluisca immediatamente, quindi verifica sempre la permeabilità del suolo scelto.
  • Come proteggere il mandarino cinese dal freddo in inverno?
    Questa specie tollera temperature vicine allo zero, ma solo se ben protetta. Nelle regioni del Nord Italia, dove gli inverni sono rigidi, è obbligatorio coltivarlo in vaso per poterlo spostare in ambienti più caldi o al coperto. Nelle zone del Sud, può restare all'aperto tutto l'anno. Se lasciato esterno, proteggi il tronco e la base con tessuto non tessuto, acquistabile nei negozi specializzati, per schermarlo dai venti freddi invernali. Evita posizioni ventose e preferisci angoli soleggiati e riparati.
  • Quanto spesso devo rinvasare e concimare il mio kumquat?
    Il rinvaso va effettuato ogni tre anni circa, o quando le radici fuoriescono dai fori di drenamento e la pianta risulta sproporzionata rispetto al contenitore. Al momento del rinvaso, integra il nuovo terriccio con un fertilizzante naturale o azotato per aiutare la pianta a recuperare dallo stress del trapianto. Successivamente, somministra fertilizzante specifico per agrumi durante la fioritura per supportare la formazione dei frutti. Una concimazione equilibrata è essenziale per mantenere la vitalità della pianta e la qualità del raccolto.

Scheda Tecnica

FamigliaRutaceae
Tipo di piantaPiccolo albero o arbusto sempreverde
OrigineAsia
EsposizionePieno sole, riparato dai venti freddi
Temperatura minimaIntorno allo zero (con protezione)
TerrenoSciolto, ben drenato
IrrigazioneRegolare, substrato umido ma non zuppato; maggiore frequenza in estate/fioritura
FiorituraPrimaverile/estiva (richiede fertilizzazione)
ConcimazioneAzotata dopo rinvaso; specifica per agrumi in fioritura; letame/compost a dimora
PotaturaMaggio, eliminare rami secchi e improduttivi per formare la chioma
MoltiplicazioneSeme (difficile/lenta), acquisto di piante già formate
Malattie e parassitiPatologie fungine, cocciniglia (trattamento con olio minerale)
Difficoltà di coltivazioneMedia (adatta sia a vaso che a dimora nelle zone miti)

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