Coltivazione banani

Alberi da Frutta

Banano

Il banano, della famiglia delle Musaceae, è coltivato prevalentemente per il suo frutto, ma può avere anche una funzione ornamentale.

di Redazione

01 febbraio 2017

L'irrigazione del banano

Il banano ha bisogno di una somministrazione d'acqua piuttosto frequente, in particolare durante la stagione estiva; è fondamentale che il terreno sia sempre lievemente umido e che non rimanga mai asciutto troppo a lungo. Nel corso dell'autunno e dell'inverno, se si verificano precipitazioni abbondanti e costanti, le irrigazioni devono essere ridotte: ciò è finalizzato a scongiurare i ristagni idrici, i quali, provocando marciumi radicali, tenderebbero ad indebolire l'esemplare. Come metodo di annaffiatura si suggerisce quello per aspersione, che prevede appositi gocciolatori da collocare al di sotto dell'albero, così da bagnare direttamente il terreno e l'area delle radici. In questo modo, il flusso può essere interrotto nel momento in cui è più opportuno, e si consegue un notevole risparmio di risorse.

Coltivazione e cura

Questo albero può moltiplicarsi tramite semina, ma si consiglia la riproduzione per polloni; questi ultimi vanno collocati in un recipiente con terriccio mescolato attentamente con torba e sabbia. Non appena compaiono le prime foglie, la pianta deve essere trasferita in un contenitore più grande, e trapiantata in giardino una volta trascorsi almeno 7-8 anni. Il terreno perfetto per l'albero è leggero, sciolto e soprattutto ben drenato, per evitare i ristagni precedentemente menzionati. Si raccomanda di pacciamare periodicamente il suolo, in modo da renderlo più fertile e da controllare l'evaporazione. La potatura non è necessaria, ma nel momento in cui si notano danni al fogliame o ai frutti è essenziale rimuovere le parti rovinate; bisogna servirsi di strumenti puliti, per evitare possibili infezioni.

La concimazione

Se il banano viene coltivato per i suoi frutti, la concimazione deve avvenire almeno quattro volte all'anno: il fertilizzante suggerito è ricco di potassio e di azoto, ma deve includere, in misura minore, anche il fosforo. Questi tre macroelementi sono indispensabili, poiché il primo favorisce il metabolismo ed il rafforzamento dell'apparato radicale, il secondo aiuta la crescita dei tessuti e il terzo accentua la resistenza dell'albero al freddo e ad eventuali infestazioni parassitarie. Possibilmente, inoltre, il concime deve contenere anche altri elementi, in piccole quantità, come il magnesio, il ferro ed il molibdeno. L'operazione di fertilizzazione può essere limitata a due volte all'anno qualora la pianta venga allevata a scopo ornamentale, ma le sostanze da somministrare sono le stesse.

Malattie e rimedi

L'esposizione consigliata per questo albero è soleggiata, luminosa e non soggetta a venti intensi; sono poco tollerate, inoltre, le temperature troppo basse e le gelate. Pericolose, per di più, sono malattie fungine come la Sigatoka nera, provocata dal fungo Mycosphaerella fijiensis, che determina la formazione di macchie scure sulle foglie dell'esemplare e ne limita, di conseguenza, la fotosintesi. Sono necessari, per la cura, prodotti fungicidi da applicare in più trattamenti. Un'altra malattia piuttosto diffusa è la cercosporiosi, a sua volta provocata da funghi, stavolta del genere Cercospora: questi si manifestano con macchie brunastre e rovinano il fogliame, i fiori ed i frutti, causando ingenti danni alla produzione. La poltiglia bordolese è un rimedio adeguato, così come appositi anticrittogamici chimici.

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Domande frequenti

  • Come devo irrigare correttamente il banano?
    Il banano richiede annaffiature frequenti, mantenendo il terreno sempre lievemente umido ma mai zuppo. È fondamentale evitare il ristagno idrico, specialmente in autunno e inverno quando le piogge sono abbondanti, per prevenire pericolosi marciumi radicali. Il metodo migliore è l’aspersione con gocciolatori posizionati sotto la chioma: questo permette di bagnare direttamente l’apparato radicale, ottimizzando l’uso dell’acqua e consentendo di interrompere il flusso tempestivamente. Durante l’estate, assicurati che la pianta riceva acqua regolarmente, mentre nei mesi freddi riduci drasticamente le somministrazioni.
  • Qual è il terreno ideale per coltivare il banano?
    La pianta predilige un terreno leggero, sciolto e soprattutto ben drenato. Questa caratteristica è cruciale per prevenire i ristagni idrici che possono portare a marciumi alle radici e indebolire l’esemplare. Se il tuo suolo tende a compattarsi o trattieni troppa acqua, è consigliabile migliorarne la struttura aggiungendo materiale organico o sabbia. Inoltre, mantenere il suolo coperto da uno strato di pacciamatura aiuta a conservare l’umidità, arricchisce la terra di nutrienti e controlla l’evaporazione, creando un ambiente ottimale per lo sviluppo radicale.
  • Come si moltiplica il banano?
    Sebbene il banano possa essere moltiplicato tramite semina, la tecnica più consigliata e pratica è la riproduzione per polloni. Questi nuovi getti vanno prelevati e collocati in un recipiente contenente un mix di terriccio, torba e sabbia per favorire il radicamento. Una volta che appaiono le prime foglie, la giovane pianta va trasferita in un vaso più grande. Solo dopo aver trascorso almeno 7-8 anni dalla messa a dimora iniziale, la pianta sarà pronta per essere definitivamente trapiantata in giardino, dove potrà svilupparsi pienamente.
  • Quando e come concimare il banano?
    La frequenza della concimazione dipende dall’obiettivo colturale: se coltivi il banano per i frutti, devi fertilizzare almeno quattro volte all’anno. Se invece la pianta ha solo scopo ornamentale, due interventi annuali sono sufficienti. In entrambi i casi, utilizza un fertilizzante ricco di potassio e azoto, con una quota minore di fosforo. Il potassio rafforza le radici, l’azoto sostiene la crescita dei tessuti e il fosforo aumenta la resistenza al freddo e ai parassiti. Integra anche microelementi come magnesio, ferro e molibdeno per una nutrizione completa.
  • Quali sono le principali malattie fungine del banano?
    Le minacce fungine più pericolose sono la Sigatoka nera, causata dal fungo *Mycosphaerella fijiensis*, e la cercosporiosi, dovuta a funghi del genere *Cercospora*. Entrambe si manifestano con macchie scure o brunastre sulle foglie, compromettendo la fotosintesi e danneggi fiori e frutti. Per combatterle, è necessario intervenire tempestivamente con prodotti specifici: la poltiglia bordolese è un rimedio efficace, così come anticrittogamici chimici appositi. Applicali seguendo più trattamenti per garantire l’efficacia e proteggere la salute della pianta.

Scheda Tecnica

Musa spp.

Nome scientificoMusa spp.
FamigliaMusaceae
Tipo di piantaEracea gigante perenne
OrigineRegioni tropicali e subtropicali
EsposizioneSoleggiata, luminosa, riparata dai venti forti
Temperatura minimaNon specifica (sensible a gelate)
TerrenoLeggero, sciolto, ben drenato
IrrigazioneFrequente, terreno sempre lievemente umido, attenzione ai ristagni
ConcimazioneRicca di potassio, azoto e fosforo; 4 volte/anno per frutta, 2 per ornamento
PotaturaSolo rimozione parti danneggiate o rovinate
MoltiplicazionePolloni (consigliata) o semina
Malattie e parassitiSigatoka nera, cercosporiosi, marciumi radicali da ristagno
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede clima caldo e cure specifiche)

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