Le pigne non ancora mature

Alberi Conifere

Albero pino

L'albero di pino è un sempreverde con foglie aghiformi. Sia il tronco che i rami sono attraversati da canali ricchi di resina. I pini crescono sia in montagna che lungo i litorali e sono una delle specie arboree più antiche. Alle nostre latitudini spesso vengono attaccati da numerosi parassiti.

di Redazione

27 gennaio 2015

Caratteristiche principali dell'albero di pino

L'albero di pino domestico è una conifera sempreverde caratterizzata da una crescita rapida. E' originario dei paesi mediterranei e presenta un fusto a portamento eretto rivestito da una spessa corteccia di color marrone tendente al rossastro. Con il passare degli anni la corteccia si rompe in placche più o meno grandi che assumono una tonalità grigiastra. Le ramificazioni si dipartono solo dalla sommità del fusto creando una chioma tondeggiante piuttosto ampia, del tutto paragonabile ad un ombrello. Le foglie unite due a due sono aghiformi e hanno una lunghezza media compresa fra i dieci e i quindici centimetri. Le infiorescenze maschili sono minute e gialle mentre quelle femminili sono costituite dalle classiche pigne. Le pigne fecondate producono semi oleosi racchiusi in un guscio legnoso chiamati pinoli.

Esposizione e annaffiature

L'albero di pino ha bisogno di essere collocato in una zona ben esposta ai raggi diretti del sole. Non temono le basse temperature ma non sono alberi indicati per le regioni alpine caratterizzati da forti nevicate durante la stagione invernale. I pini vengono utilizzati anche per alberare le strade in quanto resistono senza problemi all'inquinamento atmosferico. I forti venti non li danneggiano e la salsedine non interferisce con il loro normale ciclo vitale. I pini domestici riescono a superare anche lunghi periodi di siccità senza grandi conseguenze. Se vanno in sofferenza perdono un gran quantitativo di foglie che rimetteranno non appena le condizioni ambientali miglioreranno. Invece i giovani impianti necessitano frequenti innaffiature per sviluppare al meglio il loro apparato radicale.

Terreno e moltiplicazione

Gli alberi di pino hanno bisogno di terreni molto drenati che contengano un'elevata percentuale di sabbia oppure di roccia. Si adattano anche a condizioni estreme ma l'umidità eccessiva può danneggiare in maniera irreversibile tutto l'apparato radicale. La moltiplicazione avviene solitamente per semina e si effettua con l'inizio dei primi tepori primaverili. Le piante giovani hanno radici piuttosto delicate e fragili. Per tale ragione è consigliabile coltivare i pini in vaso almeno per i loro primi tre o quattro anni di vita e poi metterli a dimora in un secondo momento. Difficilmente si procede con la propagazione mediante talea perché attecchiscono quasi esclusivamente quelle prelevate da esemplari piuttosto giovani. Inoltre solo se si è degli esperti nel settore aumentano le probabilità di successo ottenibili con le talee.

Parassiti e malattie

La malattia più frequente che può interessare gli alberi di pino è il marciume. A causa di importanti ristagni idrici l'apparato radicale può iniziare ad andare in sofferenza fino a portare la pianta ala morte. L'unico rimedio contro questo tipo di problema è la prevenzione. Una pianta che inizia a presentare dei segni di marcescenza difficilmente è possibile recuperarla. Per quanto riguarda i parassiti, quelli più temibili sono le processionarie e gli afidi del cedro. Entrambi sono particolarmente dannosi e appena si nota la loro presenza fra i rami delle piante è indispensabile intervenire subito per evitare che il problema si propaghi a macchia d'olio e diventi difficile da risolvere. Esistono diverse metodologie per eliminare le processionarie ma se non si hanno sufficienti competenze nel settore è meglio rivolgersi ad esperti.

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Domande frequenti

  • Quali sono le condizioni ideali di esposizione e terreno per il pino?
    Il pino richiede un'esposizione a pieno sole per crescere correttamente ed è altamente tollerante verso fattori ambientali difficili come il vento forte, la salsedine costiera e l'inquinamento urbano. Per quanto riguarda il substrato, è fondamentale che il terreno sia molto ben drenato, preferibilmente ricco di sabbia o componenti rocciosi. Il nemico numero uno di questa conifera è l'umidità eccessiva nei pressi delle radici: i ristagni idrici possono causare marciumi radicali irreversibili, portando rapidamente alla morte della pianta. Pertanto, evitare posizioni paludose o terreni argillosi compatti è essenziale per la sua sopravvivenza a lungo termine.
  • Come si effettua la moltiplicazione del pino e quando piantarlo?
    La moltiplicazione avviene principalmente tramite semina, che va effettuata all'inizio della primavera, sfruttando i primi tepori stagionali. È sconsigliata la propagazione per talea, poiché attecchisce solo raramente e esclusivamente su esemplari giovani, richiedendo competenze elevate per avere successo. Poiché le radici delle piante giovani sono delicate e fragili, è consigliabile mantenere i pini in vaso per i primi tre-quattro anni. Questo permette di proteggere l'apparato radicale e favorire uno sviluppo sano prima di procedere con la messa a dimora definitiva in giardino, riducendo drasticamente lo shock da trapianto.
  • Quanto spesso bisogna innaffiare il pino?
    Le esigenze idriche variano notevolmente in base all'età della pianta. Gli esemplari giovani richiedono irrigazioni frequenti e regolari per permettere allo sviluppo dell'apparato radicale di consolidarsi nel suolo. Al contrario, i pini adulti sono estremamente resistenti alla siccità e possono superare lunghi periodi senza pioggia senza subire danni gravi. Tuttavia, se la pianta entra in sofferenza per mancanza d'acqua, potrebbe perdere molte foglie; fortunatamente, queste ricresceranno non appena le condizioni ambientali torneranno ottimali. In generale, il pino domestico non ama i bagnamenti costanti del terreno, preferendo cicli di asciugatura tra un'annaffiatura e l'altra.
  • Quali sono i principali parassiti e malattie che colpiscono il pino?
    La malattia più pericolosa è il marciume radicale, causato quasi esclusivamente da ristagni idrici nel terreno. Questa condizione porta la pianta a morire e, una volta manifestatosi, è quasi impossibile recuperare l'esemplare; l'unica soluzione efficace è la prevenzione attraverso un corretto drenaggio. Tra i parassiti animali, le processionarie e gli afidi del cedro rappresentano le minacce più serie. Questi insetti danneggiano gravemente i rami e le foglie. Appena si nota la loro presenza, è indispensabile intervenire tempestivamente per evitare che l'infestazione si diffonda rapidamente a macchia d'olio, diventando difficile da controllare senza l'aiuto di professionisti specializzati.

Scheda Tecnica

FamigliaPinaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OriginePaesi mediterranei
EsposizionePieno sole, resistente a vento e salsedine
TerrenoBen drenato, sabbioso o roccioso, evita ristagni
IrrigazioneModerata, necessaria per i giovani impianti, tollera la siccità da adulto
FiorituraPrimavera (infiorescene maschili gialle e pigne femminili)
AltezzaVariabile (chioma tondeggiante/ampla)
MoltiplicazioneSemina in primavera, raramente talea
Malattie e parassitiMarciume radicale (da ristagni), processionarie, afidi del cedro
Difficoltà di coltivazioneFacile per adulti, richiede cure per i giovani

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