Ailanto in un parco pubblico

Alberi Latifolie

Alberi del paradiso

Gli alberi del paradiso (nome scientifico "Ailanthus altissima") sono un genere di piante caducifoglie appartenenti alla famiglia delle Simaroubaceae. Il loro nome deriva dal fatto che, nel loro habitat originario (Cina nordoccidentale e centrale), questi alberi raggiungono altezze molto elevate.

di Redazione

31 dicembre 2015

Descrizione generale degli Alberi del Paradiso

Gli Alberi del Paradiso, a differenza di altri esemplari del genere Ailanthus, sono ampiamente diffusi nei climi temperati piuttosto che in quelli tropicali. Sono piante di dimensioni medie che possono raggiungere anche i 27 metri d’altezza, ma non si distinguono per longevità. La corteccia è grigio-chiaro e liscia ma, dopo alcuni anni, diventa ruvida e si formano delle crepe di colore marrone. Il fusto è dritto e ricoperto da una peluria superficiale, rossa o brunastra. Le gemme presentano delle pubescenze a forma di cupola e in parte sono nascoste dal picciolo. I rami sono pendenti alle estremità, lucenti e lisci, ma si fessurizzano con l’avanzare dell’età dell’albero. Le foglie sono larghe, pennate e disposte in modo alterno sullo stelo mentre i fiori sono piccoli e raggruppati in abbondanti infiorescenze.

Coltivazione, esposizione e moltiplicazione degli Alberi del Paradiso

Gli Alberi del Paradiso sono generalmente coltivati per compiere rimboschimenti su terreni instabili perché hanno un apparato radicale molto profondo ed espanso e sono impiegati anche per la formazione di viali stradali giacché resistono benissimo allo smog. Il loro impiego è invece ridotto nei parchi pubblici perché, essendo molto aggressivi verso le altre piante, potrebbero nuocere all’ecologia dell’ambiente. Sono alberi resistenti, si adattano benissimo a qualsiasi temperatura e non sono soggetti ad attacchi parassitari giacché emanano tossine in grado di allontanare i potenziali aggressori. Sopportano benissimo anche inverni molto rigidi e venti forti, ma prediligono un’esposizione soleggiata e un terreno adeguatamente drenato. I loro semi possiedono una buona germinabilità e possono essere propagati per talea radicale o di ramo.

Proprietà fitoterapiche degli Alberi del Paradiso

Nella loro terra d’origine, la Cina, gli Alberi del Paradiso sono menzionati nel più antico dizionario cinese e presenti in molteplici testi di medicina, per le loro accertate proprietà fitoterapiche. Ancora oggi, infatti, la medicina tradizionale cinese impiega la corteccia, le radici e le foglie di queste piante come astringenti. La corteccia di Ailanto, nello specifico, è nota per le sue proprietà curative e impiegata come antidiarroico, antisettico e astringente. Gli estratti della corteccia possono essere utilizzati sia per scopi interni sia per quelli esterni e deve essere raccolta agli inizi della primaverile o dell'autunno. Questa è un'operazione che è possibile fare anche da sol: si seleziona la corteccia dei rami nuovi, si taglia in strisce di 5-10 cm di lunghezza, si lascia essiccare al sole e poi si conserva in sacchetti di tela o carta.

Gli Alberi del Pradiso e il loro miele prelibato

Gli Alberi del Paradiso non sono impiegati solamente per le loro proprietà curative ma anche perché da essi si estrae un miele molto raffinato e, purtroppo, ancora poco conosciuto. La produzione di questo miele, in Italia, non è molto significativa, ma lo si può acquistare in quasi tutte le grandi città. La raccolta avviene generalmente nel mese di giugno, è un miele che rimane liquido per molti mesi e, quando cristallizza, la sua colorazione passa dall'ambra-chiaro al bianco. Il miele di Ailanto ha un odore leggermente fruttato ed un gusto decisamente avvolgente (ricorda molto quello dell'uva moscata), che si sposa bene con tanti piatti a base di frutta, riuscendo ad armonizzare perfettamente tra loro molti sapori differenti (ottimo, ad esempio, è l'accostamento con la ricotta di pecora o con il gelato).

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Domande frequenti

  • L'Ailanto è una specie invasiva pericolosa per il giardino?
    Sì, l'Ailanto è considerato una specie infestante e aggressiva. Produce un apparato radicale molto espanso che può danneggiare muri e fondazioni, e rilascia sostanze chimiche (ailantona) nel suolo che inibiscono la crescita di altre piante vicine. Per questo motivo, il suo utilizzo nei parchi pubblici è limitato. Sebbene sia resistente e facile da coltivare, va piantato con cautela, lontano da strutture e altre colture, preferibilmente in aree isolate per rimboschimenti o barriere frangivento.
  • Come si raccolgono e si preparano le parti medicinali dell'Ailanto?
    La corteccia, le radici e le foglie vengono utilizzate nella medicina tradizionale cinese per le loro proprietà astringenti, antidiarroiche e antisettiche. La raccolta della corteccia si effettua preferibilmente all'inizio della primavera o in autunno. Si selezionano i rami giovani, si tagliano strisce di corteccia lunghe 5-10 cm e si lasciano essiccare al sole. Una volta secche, vanno conservate in sacchetti di tela o carta per preservarne le proprietà fitoterapiche fino all'uso esterno o interno.
  • Che caratteristiche ha il miele di Ailanto?
    Il miele di Ailanto è raro e poco conosciuto in Italia. Ha un profumo leggermente fruttato e un sapore avvolgente che ricorda l'uva moscata. Rimane liquido per molti mesi dopo la raccolta (generalmente a giugno); solo successivamente cristallizza, passando da un colore ambra chiaro al bianco. È particolarmente indicato per accompagnare piatti dolci o salati leggeri, come la ricotta di pecora o il gelato, dove riesce ad armonizzare sapori diversi grazie alla sua dolcezza delicata.
  • Quali cure richiede la coltivazione dell'Ailanto?
    L'Ailanto è una pianta estremamente rustica e a bassa manutenzione. Tollera qualsiasi tipo di terreno, purché ben drenato, e sopporta sia inverni rigidi che estati calde. Predilige l'esposizione in pieno sole ma cresce anche in mezz'ombra. Non necessita di irrigazioni frequenti una volta attecchito, mostrando grande resistenza alla siccità. Inoltre, è quasi immune dagli attacchi parassitari grazie alle tossine naturali che emana, rendendolo adatto anche per zone urbane inquinate dallo smog.
  • Come si propaga l'Ailanto?
    La moltiplicazione può avvenire principalmente per seme, che gode di buona germinabilità, oppure tramite talee. Le talee possono essere radicali o di ramo, permettendo una rapida riproduzione vegetativa. Data la sua capacità di emettere polloni dalla base e dalle radici, l'Ailanto tende a diffondersi spontaneamente nel terreno circostante. Questo aspetto rende la gestione della pianta complessa nel tempo, poiché può diventare difficile contenerne l'espansione naturale nel giardino.

Scheda Tecnica

Ailanthus altissima

Nome scientificoAilanthus altissima
FamigliaSimaroubaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineCina nordoccidentale e centrale
EsposizionePieno sole
TerrenoQualsiasi, ben drenato
IrrigazioneModerata, tollerante alla siccità
FiorituraPrimavera-Estate (maggio-luglio)
AltezzaFino a 27 metri
ConcimazioneNon richiesta, pianta robusta
PotaturaLeggera, per contenere l'espansione radicale
MoltiplicazioneSemi, talee radicali o di ramo
Malattie e parassitiResistente, emette tossine repellenti
Difficoltà di coltivazioneFacile

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