Particolare di chamaecyparis

Alberi Latifolie

Chamaecyparis

Il chamaecyparis è uno degli alberi latifolie più utilizzati per strutturare siepi poiché permettono di innalzare dei veri e propri muri verdi e rigogliosi.La crescita di questi alberi è molto rapida e nell'arco di due o al massimo tre anni raggiungono altezze pari a circa 170 metri.

di Redazione

27 ottobre 2014

L'aspetto del chamaecyparis: albero latifolie da siepe

Il chameciparis è uno degli alberi latifolie da siepe che meglio si caratterizza grazie alla sua folta e densa chioma dalla forma conico - piramidale, particolarmente affusolata, compatta e regolare.Si erge tramite un fusto che è capace di raggiungere i trenta metri di altezza ma è possibile mantenere un'altezza non superiore ai tre metri nel caso in cui si volessero ottenere delle siepi che non siano eccessivamente alte.Il tronco è ricoperto da una corteccia dal colore rossastro, profondamente divisa in grosse scaglie ed è percorso in tutta la sua lunghezza da un articolato sistema di ramificazioni.Il fogliame che ne compone la chioma è particolarmente piatto e diviso, caratterizzato da una colorazione verde bluastra o tendente al giallastro, a seconda della specie cui ci si riferisce. Queste foglie sono persistenti e piccole. La loro forma è particolarmente squamosa.

Condizioni per piantare un chamaecyparis

Per poter piantare un esemplare di chamaecyparis nel nostro giardino bisognerà, in primo luogo, assicurarsi che il terreno di cui disponiamo sia abbastanza profondo per accogliere il complesso apparato radicale che sostiene questo esemplare di albero latifolie.E' consigliabile innestarlo in terreni particolarmente acidi e privi di calcare, ricchi di materia organica.La messa a dimora ideale è in zone esposte al sole ma che possano godere della giusta ombra durante le ore più calde della giornata. E' un albero che resiste bene a temperature inferiori allo zero.Non saranno necessarie irrigazioni troppo frequenti poiché, il chamecyparis, è un albero che si accontenta delle piogge. Solo nei periodi particolarmente secchi si dovrà prestare attenzione a che il terreno non risulti troppo asciutto.

Come prendersi cura di un esemplare di chamaecyparis

Il chamaecyparis è uno degli alberi latifolie più rustici e non necessita di cure particolari.Una volta scelto con cura il terreno in cui piantarlo bisognerà fare attenzione ad irrigarlo solo nei periodi di lunga siccità, poiché non sono ben sopportati da questa pianta, contrariamente alle gelate.Per i più scrupolosi suggeriamo di concimare l'albero almeno due volte l'anno una volta in inverno ed una in primavera. La concimazione deve avvenire interrando ai piedi della pianta del concime organico. Saltuariamente gli si può fornire del concime per piante acidofile.Un altro intervento possibile è di sicuro la potatura. Questa non è strettamente necessaria er la salute della pianta ma è consigliata nel caso in cui la si utilizzasse come pianta da siepe per poter controllare e gestire la sua crescita.

altro da sapere circa il chamaecyparis

Il chamaecyparis si moltiplica sia per seme che per talea. I semi vanno piantati in primavera mentre, le talee prelevate, devono essere semi-legnose e si dovrà attendere almeno due anni prima di metterle a dimora.Nel caso in cui si stessero coltivando degli esemplari in vaso, si dovrà fare attenzione a rinvasarli ogni qual volta che abbiano raggiunto delle dimensioni che siano sufficienti ad un loro trasferimento e fosse, quindi, necessario porli in un contenitore che sia più consono.Una delle malattie alle quali è soggetto è la clorosi ferrica che è causata da un'eccessiva presenza di calcio nel terreno.Questo albero è anche sensibile ad un fungo che causa il marcire delle radici. Per questo si dovrà fare attenzione a che il terreno sia ben drenato e evitare che si creino dei ristagni idrici.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per piantare un Chamaecyparis?
    La messa a dimora ideale avviene in primavera o in autunno, evitando i periodi di gelo intenso o caldo estremo. È fondamentale preparare il terreno anticipatamente, assicurandosi che sia profondo, acido e privo di calcare, poiché queste piante soffrono la calce. Prima di piantare, verifica che il suolo abbia un buon drenaggio per prevenire il marciume radicale, problema comune se l'acqua ristagna intorno alle radici.
  • Come si gestisce l'irrigazione del Chamaecyparis?
    Una volta attecchito, il Chamaecyparis richiede irrigazioni modeste e si accontenta spesso delle precipitazioni naturali. È essenziale annaffiare solo durante lunghi periodi di siccità, poiché la pianta teme l'aridità del terreno ma soffre moltissimo i ristagni idrici. Assicurati che il substrato rimanga leggermente umido ma mai zuppo, specialmente nelle prime stagioni dopo la messa a dimora, per favorire lo sviluppo dell'apparato radicale.
  • È necessaria la potatura del Chamaecyparis?
    La potatura non è strettamente necessaria per la salute della pianta, ma diventa indispensabile se si utilizza il Chamaecyparis per creare siepi. In questo caso, puoi intervenire per contenere l'altezza e modellare la chioma, mantenendo la forma conico-piramidale caratteristica. Evita tagli drastici sul legno vecchio, preferendo interventi leggeri e regolari per stimolare la vegetazione e mantenere la densità della chioma senza danneggiare la pianta.
  • Quali problemi fitosanitari possono colpire il Chamaecyparis?
    Le principali minacce sono la clorosi ferrica, causata dall'eccesso di calcio nel terreno che impedisce l'assorbimento del ferro, e il marciume radicale, favorito dai ristagni d'acqua. Per prevenire la clorosi, usa terreni acidi e concimi specifici per acidofile. Per il marciume, garantisce un ottimo drenaggio del suolo. Osserva regolarmente il fogliame: ingiallimenti o appassimenti improvvisi possono segnalare questi disturbi.
  • Come si moltiplica il Chamaecyparis?
    La moltiplicazione avviene principalmente per seme o per talea. I semi vanno seminati in primavera in un substrato adatto. Le talee, invece, devono essere prelevate quando sono semi-legnose, solitamente in estate o inizio autunno. Dopo il prelievo, le talee richiedono tempi di radicazione variabili e bisogna attendere almeno due anni prima di trasferirle a dimora definitiva, poiché le giovani piante sono delicate e crescono lentamente all'inizio.

Scheda Tecnica

FamigliaCipressacee (Cupressaceae)
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineAsia orientale e Nord America
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
Temperatura minimaResistente al gelo, sotto lo zero
TerrenoAcido, privo di calcare, ricco di humus, ben drenato
IrrigazioneModerata, solo in caso di siccità prolungata
FiorituraAssente (conifera)
AltezzaFino a 30 m (contenuta a 3 m per siepi)
ConcimazioneOrganica in inverno/primavera, eventuale per acidofile
PotaturaNecessaria solo per siepi, per contenere la crescita
MoltiplicazioneSeme (in primavera) o talea semi-legnosa
Malattie e parassitiClorosi ferrica (da calcio), marciume radicale (da ristagni)
Difficoltà di coltivazioneFacile, pianta rustica e poco esigente

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