Bellissimo salice piangente

Alberi Latifolie

Salici piangenti

I salici piangenti (il cui nome scientifico è "Salix babylonica") sono alberi decidui ad alto fusto, originari delle regioni temperate della Cina. Il salice piangente è uno degli alberi più suggestivi in virtù del suo alto valore decorativo.

di Redazione

13 ottobre 2014

Caratteristiche del salice piangente

Il salice piangente fa parte della famiglia delle Salicacee, che raggruppa circa 400 specie tra cespugli e alberi decidui. E’ un albero ad alto fusto, tozzo e breve, che può raggiungere anche i 20 metri di altezza con foglie lanceolate, seghettate e caduche di un verde brillante, disposte a spirale. La folta chioma dalla forma ovale, presenta ramificazioni lunghe, flessibili e pendule che possono anche raggiungere il suolo, mentre le radici sono forti e lunghissime. I fiori, maschili e femminili, sono raggruppati in amenti e compaiono fin dai primi giorni di primavera. I frutti del salice sono racchiusi in capsule contenenti i semi, provvisti tutti da una peluria bianca. La corteccia è ricca di linfa e questa caratteristica aiuta la pianta a resistere agli ambienti molto umidi in cui si sviluppa.

La coltivazione del salice piangente

La coltivazione del salice è abbastanza semplice, se viene effettuata nell’ambiente idoneo. Quest'albero cresce in zone soleggiate, ha un’ottima resistenza al freddo e sopporta anche le gelate più intense. Il salice trova il suo habitat ideale in terreni profondi e scarsamente drenati, infatti, cresce rigoglioso in quei luoghi dove l’acqua ristagna facilmente ed il terreno è impregnato costantemente. Come la maggior parte degli alberi, anche il salice deve essere concimato al momento del suo innesto e ogni 2 o 3 anni, ma sempre all’inizio dell'autunno o alla fine dell'inverno. E’ importante evitare di piantare il salice troppo vicino alle abitazioni perché, con l’andare del tempo, le sue radici, che per natura sono lunghissime, possono raggiungere i tubi degli impianti e provocare notevoli danni.

Malattie del salice piangente

Il salice piangente, come la maggior parte delle Salicacae, ospita spesso diverse specie di formiche del legno e lepidotteri. Il tronco di questa pianta, infatti, è piuttosto fragile, consentendo ai parassiti di aggredirlo facilmente. In genere questi episodi avvengono all’inizio della primavera, ossia, quando è più semplice che se insedino le larve dei lepidotteri. I sintomi dell’attacco parassitario sono riconoscibili dal fatto che il salice, in genere rigoglioso, comincia a perdere il fogliame senza cause evidenti. La pianta, inoltre, spesso è aggredita dalla ruggine, provocata dalla Melampsora, una tipologia fungina che attacca di frequente molte piante. Le foglie si ricoprono di polvere e di macchie rossastre ed è consigliabile prevenire il problema utilizzando prodotti specifici a base di rame o determinati anticrittogamici.

Proprietà terapeutiche e utilizzi del salice piangente

Il salice, nella varietà specifica del Salix Babylonica, era utilizzato dagli uomini primitivi per la costruzione di trappole o di canne da pesca. Oggi, è impiegato per la realizzazione di ceste, sedie, cappelli e tanti oggetti ornamentali, proprio perché i suoi rami sono lunghi, flessibili e molto resistenti. Il salice piangente, tuttavia, è una pianta conosciuta soprattutto per le sue proprietà curative, che erano ben note già nell’antico Egitto. La corteccia e le foglie di queste piante, infatti, erano utilizzate come rimedio per l’influenza, la febbre e i reumatismi. Il salice, infatti, contiene una concentrazione elevata di acido salicico, che possiede un’azione antidolorifica, antiinfiammatoria e antireumatica. Proprio grazie a questo principio, nel 1897, Felix Hoffmann ha creato un composto che chiamò Aspirina e che divene il precursore di tutti i moderni FANS.

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Domande frequenti

  • Qual è il posto migliore per piantare un salice piangente?
    Il salice piangente richiede esposizioni soleggiate e terreni profondi, preferibilmente scarsamente drenati o costantemente umidi, poiché prospera dove l'acqua ristagna. È fondamentale evitarne la vicinanza alle abitazioni: le sue radici, estremamente lunghe e vigorose, possono infiltrarsi nelle tubature fognarie o degli impianti idraulici, causando gravi danni strutturali. Sebbene sia resistente al freddo e alle gelate intense, la sua crescita rigogliosa necessita di spazio sufficiente per sviluppare la chioma pendula.
  • Come si concima il salice piangente?
    La concimazione del salice piangente è necessaria principalmente al momento dell'innesto e successivamente ogni due o tre anni. L'intervento va effettuato preferibilmente all'inizio dell'autunno oppure alla fine dell'inverno, periodi in cui la pianta prepara le risorse per la nuova stagione vegetativa. Una corretta nutrizione supporta la salute della chioma e la resistenza della corteccia, aiutando la pianta a mantenere la sua vigoria tipica in ambienti umidi.
  • Quali malattie colpiscono comunemente il salice piangente?
    Il salice è soggetto ad attacchi parassitari da parte di formiche del legno e lepidotteri, che sfruttano la fragilità del tronco per insediarsi, specialmente all'inizio della primavera. Un sintomo evidente è la perdita improvvisa del fogliame senza cause apparenti. Inoltre, è comune l'attacco della ruggine causata dal fungo Melampsora, che macchia le foglie di rosso-bruno. Per prevenire la ruggine si consiglia l'uso di prodotti a base di rame o anticrittogamici specifici.
  • Quali sono le proprietà medicinali del salice piangente?
    La corteccia e le foglie del salice contengono elevate quantità di acido salicico, sostanza nota per le sue proprietà antidolorifiche, antiinfiammatorie e antireumatiche. Storicamente, usato fin dall'antico Egitto contro influenza e febbri, questo principio attivo è diventato la base per la sintesi chimica dell'aspirina, realizzata da Felix Hoffmann nel 1897. L'aspirina rappresenta il precursore dei moderni farmaci FANS, confermando al salice un ruolo cruciale nella storia della farmacologia.
  • A cosa servono tradizionalmente i rami del salice piangente?
    Grazie alla loro lunghezza, flessibilità e resistenza, i rami del salice piangente sono storicamente utilizzati per lavori di intreccio. Anticamente servivano per costruire trappole o canne da pesca, mentre oggi vengono impiegati per realizzare cesti, sedie, cappelli e vari oggetti ornamentali. Questa versatilità meccanica rende il legno di salice particolarmente apprezzato nell'artigianato tradizionale, oltre al suo evidente valore decorativo nel paesaggio.

Scheda Tecnica

Salix babylonica

Nome scientificoSalix babylonica
FamigliaSalicacee
Tipo di piantaAlbero deciduo ad alto fusto
OrigineRegioni temperate della Cina
EsposizioneSoleggiata
Temperatura minimaResistente al freddo e alle gelate intense
TerrenoProfondo, scarsamente drenato, umido o con acqua stagnante
IrrigazioneAbbondante, tollera ristagni idrici
FiorituraPrimavera (amentii maschili e femminili)
AltezzaFino a 20 metri
ConcimazioneAll'innesto e ogni 2-3 anni, inizio autunno o fine inverno
Malattie e parassitiFormiche del legno, lepidotteri, ruggine (Melampsora)
Difficoltà di coltivazioneFacile, purché in ambiente idoneo (umido/soleggiato)

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