fiori di croco

Bulbi

Croco

I bulbi di croco possono essere usati sia per ottenere bellissimi fiori e sia per produrre lo zafferano, anche se in quest'ultimo caso si deve coltivare una specifica specie.

di Redazione

25 settembre 2013

Diversità delle piante

Il regno vegetale è uno dei tre regni in cui gli esseri viventi si dividono sulla terra; oltre ad esso, ci sono anche il regno animale (di cui facciamo parte noi) ed il regno degli insetti. Per ognuno di essi accade che, essendo raggruppamenti tanto vasti, le specie contenute possano a volte essere molto molto diverse; sinceramente si dovrebbe precisare che la minor diversità si incontra nel regno animale, dove è pur vero che ci sono animali terrestri ed altri subacquei (i pesci) ma grandi parti dei loro corpi si basano sugli stessi principi di funzionamento. Probabilmente il massimo della diversità si addice al regno degli insetti, ma quello vegetale non è da meno in quanto le piante sono presenti sul nostro pianeta da così tanto tempo (miliardi di anni, nello specifico) ed hanno subito una così notevole evoluzione da aver raggiunto caratteristiche strabilianti: ci sono piante che non si alimentano dal suolo attraverso le radici ma catturano e “mangiano” insetti o anche piccoli animali, ci sono quelle che hanno imparato quasi a fare a meno dell’acqua (piante grasse) e quelle che invece vivono totalmente immerse in essa, come nessuna specie vivente saprebbe fare (ad esclusione dei pesci).

Piante a bulbo

Se non vogliamo considerare tutto il regno animale ma vogliamo limitarci alle piante “normali” (dove con questo termine indichiamo le piante con radici interrate che vivono sul suolo medio comune), anche tra esse troviamo molte differenze strutturali. Ad esempio, si può operare una classificazione in base proprio all’apparato radicale da cui si sviluppano le piante; per grandi linee questa classificazione contiene tre gruppi: il primo è quello delle radici classiche, con diramazioni primarie e secondarie da un unico corpo centrale, mentre il secondo tipo è quello con fittone centrale e poche diramazioni secondarie da esso (stile carota) ed il terzo tipo si può riassumere come tipologia “a bulbo”, ovvero con un corpo centrale sferico da cui si dirama verso l’alto la pianta e verso il basso un numero non alto di radici. In questo articolo parliamo di una pianta che è famosa proprio per essere una pianta a bulbo, ma di cui ne esistono varie specie e con varie destinazioni d’uso; in breve parliamo del “crocus”, conosciuto più volgarmente come “croco”, anche se in teoria questa italianizzazione del suo nome scientifico non esiste ufficialmente. Nei prossimi due paragrafi analizzeremo le due tipologia più comuni di croco e ne faremo degli esempi.

Bulbi di croco da fiore

Questa è probabilmente l’utilizzazione più comune della pianta di croco, ovvero quella per creare delle piante da fiore: il crocus è una pianta molto diffusa soprattutto nel Nord Europa dove è coltivata da tantissimo tempo per ricavarne dei fiori dalla forma semplice ma molto decorativi e profumati; il loro colore principale è un blu tendente al violetto, con delle screziature centrali gialle. Si tratta di fiori dalla forma a campana, composti da quattro o cinque petali che nella parte alta del fiore si incurvano leggermente verso fuori. La pianta di croco da fiore non è molto grande, anzi si può dire che si riduce solamente ad uno stelo centrale molto sottile e verde, che nella parte alta si divide in due o tre parti in modo da creare due tre mazzetti di fiori. La pianta è abbastanza adatta ad essere coltivata in casa, soprattutto per via delle dimensioni contenute e di una certa resistenza all’ambiente non così areato dei nostri appartamenti. E’ chiaro che si tratta di una specie vegetale annuale, ovvero completa il suo ciclo di vita in un paio di stagioni e nello specifico la sua semina (ovvero l’apposizione dei bulbi nel terreno) avviene in primavera, la fioritura si ha durante l’estate e la pianta va a morire intorno al mese di ottobre.

Bulbi di croco per zafferano

Vista la prima utilizzazione di una specie del Crocus, quella per fiori, vediamo un altro raggruppamento di specie di Crocus che hanno un’altra destinazione: quella alimentare. Il Crocus sativus è una specie della famiglia crocus che viene coltivata per potervi estrarre una spezia di origine orientale ma molto utilizzata anche nell’arte culinaria italiana, ovvero lo zafferano. Questa spezia si ottiene sminuzzando ed essiccando alcune parti della pianta di Crocus, dopo averla coltivata in un luogo sicuro in modo che non assorba sostanze negative per il corpo umano. Questa avvertenza è di pubblica utilità per due motivi: la pianta di croco si trova spesso come spontanea in campi aperti, ma la sua crescita su terreni non controllati potrebbe comportare dei danni alla genetica della pianta che andrebbero ad inficiare la sua qualità di spezia. Non solo, le altre specie di croco, non adatte alla produzione di spezie, possono anche risultare velenose, quindi se proprio ci si vuole cimentare nella coltivazione della pianta dello zafferano è bene sapere cosa si fa, a cosa si va incontro e cosa si coltiva. Il clima delle nostre zone è buono per la coltivazione del croco, ma non perfetto: le serre che rendono meno calda l’estate e meno freddo l’inverno sarebbero ideali.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra il Croco ornamentale e il Croco da zafferano?
    La distinzione principale risiede nella specie e nell'utilizzo. Il Crocus sativus è la specie specifica coltivata per la produzione di zafferano, una spezia pregiata ottenuta dagli stimmi secchi dei suoi fiori viola scuro. Le altre specie di Crocus, comunemente chiamate semplicemente 'crochi', sono principalmente destate all'ornamentazione nei giardini e producono fiori colorati (blu, viola, bianchi, gialli) ma non commestibili. È fondamentale non confonderli, poiché alcune specie spontanee possono essere tossiche se ingerite.
  • Quando si piantano i bulbi di Croco?
    La tempistica dipende dalla specie. I crochi ornamentali primaverili (che fioriscono in marzo-aprile) si piantano generalmente in autunno, tra settembre e novembre. Al contrario, il Crocus sativus, che fiorisce in autunno, si pianta in estate, solitamente tra giugno e luglio. Piantare nel periodo sbagliato può impedire la fiorura o compromettere la vitalità del bulbo, quindi è essenziale verificare la stagione di fioritura della varietà acquistata.
  • È possibile coltivare il Croco in vaso?
    Sì, il Croco si adatta bene alla coltivazione in vaso, specialmente le varietà nane ornamentali. È importante utilizzare vasi sufficientemente profondi per permettere lo sviluppo delle radici e del bulbo, garantendo sempre fori di drenaggio efficaci per evitare il ristagno idrico, nemico principale dei bulbi. Il substrato deve essere leggero e ben drenante. Questa soluzione permette di apprezzare i fiori anche sui balconi o sulle terrazze, proteggendoli eventualmente dalle intemperie più severe.
  • Come si raccolgono e conservano gli stimmi per fare lo zafferano?
    Gli stimmi vanno raccolti manualmente durante la fioritura del Crocus sativus, tipicamente nelle prime ore del mattino quando i fiori sono ancora chiusi o appena aperti. Una volta estratti delicatamente, devono essere essiccati rapidamente per preservare aroma e colore. L'essiccazione può avvenire al sole, in forno a bassa temperatura o tramite appositi essiccatori. Solo dopo l'essiccazione completa gli stimmi possono essere conservati in recipienti ermetici al buio e al fresco per lunghi periodi.
  • Quanto dura la fioritura del Croco ornamentale?
    La fioritura dei crochi ornamentali è piuttosto breve, durando generalmente da due a tre settimane. I singoli fiori durano pochi giorni, aprendosi pienamente solo nelle giornate soleggiate e chiudendosi di notte o con il maltempo. Dopo la fioritura, la pianta continua a fotosintetizzare grazie alle foglie fino a quando non ingialliscono naturalmente. Non bisogna tagliare le foglie prematuramente, poiché servono ad accumulare energie nel bulbo per la fioratura dell'anno successivo.

Scheda Tecnica

Crocus spp. (es. C. sativus)

Nome scientificoCrocus spp. (es. C. sativus)
FamigliaIridaceae
Tipo di piantaPianta bulbosa perenne
OrigineEuropa meridionale, Asia occidentale, Nord Africa
EsposizioneSoleggiata, preferibilmente riparata dal vento forte
TerrenoBen drenato, leggero, fertile e calcareo
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera (specie ornamentali) o Autunno (C. sativus)
Altezza10-20 cm
ConcimazioneLeggera in autunno con concime specifico per bulbose
PotaturaAsportare i fiori appassiti, tagliare il fogliame solo quando ingiallisce completamente
MoltiplicazioneDivisione dei bulbilli laterali in estate (dopo la dormienza)
Malattie e parassitiMarciumi radicali da eccesso d'acqua, afidi, lumache
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, richiede buon drenaggio

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