Bocche di leone rosa

Piante annuali

Bocche di leone fiori

Ampiamente diffuse in buona parte del mondo a scopo ornamentale, le bocche di leone rappresentano le infiorescenze più apprezzate per la realizzazione di bordure e balconi fioriti. Le varietà cromatiche in commercio sono tante, ed è facile accostarle insieme per ricreare raffinati tappeti fioriti.

di Redazione

11 febbraio 2015

Informazioni e cenni botanici

le bocche di leone sono i fiori della pianta Antirrhinum majus, volgarmente chiamati in questo modo per la particolare conformazione dei petali che ricordano, vagamente, la bocca di un animale. Questa pianta originaria del bacino del Mediterraneo e del Nord Africa, è ampiamente diffusa in tutto il mondo per la particolare infiorescenza a pannocchia ricca di fiori profumati e per la sua facilità di adattamento. Nel suo habitat naturale la bocca di leone cresce spontanea su terreni calcarei o lungo muri di cinta nelle zone rurali. Esistono innumerevoli varietà, pertanto la colorazione dei fiori può variare dall’arancio fino al porpora intenso, passando per il rosa, il rosso, il giallo e alcune tonalità di viola. Il portamento è arbustivo o cespuglioso e le foglie, lunghe e affusolate, sono coperte da una rada peluria. A fioritura ultimata appare il frutto, rappresentato da una piccola capsula coriacea al cui interno sono rinchiusi piccoli semi di colore nero.

Raccolta dei semi

Per ottenere delle bocche di leone la via più semplice è rappresentata dalla semina. Questa pianta, infatti, produce innumerevoli semi che germogliano con estrema facilità, ed è possibile reperirli ormai ovunque, dai vivai ai supermercati. Se si desidera raccogliere i semi, però, ci si può recare agli inizi dell’autunno in una zona rurale dove si è sicuri che cresca questa pianta. Individuati gli steli senza fiore, bisognerà raccogliere delicatamente i frutti maturi, riconoscibili per la loro forma rotondeggiante e tre singolari fori sull’apice che permettono la fuoriuscita dei semi. Non è sempre facile trovare dei frutti pieni, ma ispezionando varie piante si otterranno risultati soddisfacenti. Una volta ottenuti i semi, bisognerà attendere la fine dell’inverno per piantarli; per avere una ricca fioritura, infatti, si consiglia la semina alla fine di febbraio, in un terriccio a base calcarea e ben drenante da tenere costantemente umido (ma mai fradicio). Per i primi tempi i semi vanno tenuti a dimora con una piccola serra, ma già con l’arrivo dei primi tepori si provvederà a toglierla lasciando che il sole irradi i vasi.

Cura e coltivazione delle bocche di leone

Una volta che i semi avranno prodotto germogli lunghi una decina di centimetri, è possibile trasferirli in un vaso più grande o direttamente in giardino, avendo cura di distanziarli l’uno dall’altro per evitare che si sovrappongano troppo durante la crescita. Le bocche di leone hanno bisogno della luce diretta del sole e di innaffiature moderate nei periodi estivi; esse infatti resistono molto bene ai periodi di siccità, a patto che non siano troppo prolungati. Temono i ristagni d’acqua che porterebbero rapidamente alla morte gli esemplari, pertanto si consiglia sempre un terreno drenante e soprattutto ricco di humus. Le fioriture abbondanti si verificano tra giugno ed agosto, ed i fiori e le foglie secche vanno eliminate per evitare attacchi batterici e stimolare ulteriormente la pianta a fiorire. Non è necessaria la potatura, se non in piante che tendono a crescere troppo, in questo caso sarà bene tagliare le cime senza fiori mediante un taglio netto.

Curiosità

La somiglianza di questi fiori con il muso degli animali era nota già agli antichi greci e romani: l’epiteto Antirrhinum infatti è composto dai termini grechi "anti", che vuol dire "simile", e "rhin", che significa muso o naso. Grazie alla presenza di iridoidi e glicosidi vari, la bocca di leone è utilizzata fin dall’antichità a scopo terapeutico. Gli infusi delle foglie e dei fiori essiccati infatti risultano efficaci contro le allergie (spesso componente principale nella preparazione degli antistaminici naturali), alcuni disturbi del fegato, dei reni e della vescica e a diverse patologie legate allo stomaco e all’intestino, nonché come lenitivo per le infiammazioni della mucosa orale e dell’esofago. Applicato sulle ferite aiuta la cicatrizzazione dei tessuti, anche in caso di punture di insetto, abrasioni e scottature.

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Domande frequenti

  • Come e quando si seminano le bocche di leone?
    La semina avviene preferibilmente a fine inverno, tra febbraio e marzo. Utilizzare un terriccio calcereo e ben drenante, mantenendolo costantemente umido ma mai fradicio. I semi richiedono inizialmente una piccola serra per germinare; una volta comparsi i primi germelli e arrivati i primi tepori primaverili, rimuovere la copertura per esporre le piante alla luce solare diretta. La distanza tra le piantine deve essere sufficiente per evitare sovrapposizioni durante la crescita.
  • Quali cure richiede la pianta dopo la trapianto?
    Le bocche di leone amano il pieno sole e necessitano di irrigazioni moderate, specialmente in estate. Resistono bene alla siccità purché non protratta, ma temono fortemente i ristagni idrici che possono causare la morte della pianta. È fondamentale garantire un terreno ben drenato e ricco di humus. Durante la fioritura, eliminare fiori e foglie secche previene attacchi batterici e stimola nuove fioriture.
  • È necessaria la potatura delle bocche di leone?
    Generalmente non è richiesta una potatura rigorosa. L'intervento principale consiste nell'eliminare regolarmente i fiori sfioriti e le parti secche per mantenere la pianta sana e favorire ulteriori fioriture. Si procede con una cimatura netta solo se la pianta tende a crescere eccessivamente in altezza o a diventare disordinata, tagliando le cime prive di fiori per contenere lo sviluppo.
  • Come si raccolgono i semi delle bocche di leone?
    In autunno, individuare gli steli senza fiore e raccogliere delicatamente i frutti maturi. Questi si riconoscono per la forma rotondeggiante e la presenza di tre fori sull'apice, attraverso i quali fuoriescono i piccoli semi neri. Poiché non tutti i frutti sono pieni, ispezionare diverse piante aumenta le probabilità di successo. I semi raccolti andranno conservati fino alla fine dell'inverno per la successiva semina.
  • Quali proprietà medicinali ha l'Antirrhinum majus?
    Grazie alla presenza di iridoidi e glicosidi, viene utilizzato tradizionalmente a scopo terapeutico. Gli infusi di foglie e fiori essiccati aiutano contro le allergie (come antistaminico naturale), disturbi epatici, renali, vescicali e gastrointestinali. Inoltre, agisce come lenitivo per le infiammazioni della mucosa orale ed esofagea. Applicato esternamente sulle ferite, favorisce la cicatrizzazione di abrasioni, scottature e punture di insetto.

Scheda Tecnica

Antirrhinum majus

Nome scientificoAntirrhinum majus
FamigliaPlantaginaceae
Tipo di piantaEracea annuale o perenne
OrigineBacino del Mediterraneo e Nord Africa
EsposizionePieno sole
TerrenoCalcereo, ben drenato, ricco di humus
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraGiugno - Agosto
Altezza20-80 cm (dipende dalla varietà)
ConcimazioneLeggera, durante il periodo vegetativo
PotaturaEliminare fiori appassiti; cimatura se necessario
MoltiplicazioneSemina (febbraio-marzo)
Malattie e parassitiMarciumi radicali da ristagno, afidi, ragnetto rosso
Difficoltà di coltivazioneFacile

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