Clematide giardino

Piante da giardino

Clematide

La clematide è molto apprezzata come pianta ornamentale per la bellezza dei suoi fiori; ne esistono numerose specie e varietà.

di Redazione

30 gennaio 2017

L'irrigazione della clematide

Questa pianta, dai fiori di straordinaria bellezza, ha bisogno di una regolare somministrazione d'acqua; se la coltivazione avviene in giardino, le irrigazioni vanno naturalmente intensificate durante la primavera e l'estate, mentre in autunno ed in inverno, se le precipitazioni sono frequenti, devono essere ridotte o sospese. È importante, infatti, mantenere sempre il terreno lievemente umido, ma al tempo stesso è essenziale evitare ristagni idrici, fonte di notevole stress per la pianta e causa di marciumi e di un generale indebolimento. È opportuno utilizzare, per le annaffiature, acqua piovana o demineralizzata, in ogni caso povera di calcare. Grazie al metodo per aspersione è possibile praticare le irrigazioni in maniera controllata, bagnando direttamente le radici ed evitando così le foglie.

Coltivazione e cura della clematide

Per la clematide c'è bisogno di un terreno morbido, leggero e ben drenato, possibilmente non argilloso. La moltiplicazione si verifica tramite talea o attraverso la semina; nel primo caso l'operazione va effettuata in contenitori riempiti con terriccio amalgamato con della torba e con un'esigua quantità di sabbia, mentre nel secondo i semi vengono collocati direttamente nel vaso. Trascorsi alcuni mesi, è possibile realizzare il trapianto in giardino, in piena terra, oppure all'interno di un recipiente più grande; il rinvaso va portato a termine periodicamente. La potatura è fondamentale per eliminare i rami secchi e quelli danneggiati da fattori quali il vento, il freddo, i parassiti o gli attacchi fungini; bisogna intervenire con attrezzi affilati e puliti, così da scongiurare possibili infezioni.

La concimazione

Una prima fertilizzazione va effettuata al momento dell'impianto, utilizzando sostanze naturali come il letame maturo o lo stallatico; in questo modo, la pianta avrà a disposizione le sostanze nutritive necessarie per le prime fasi dello sviluppo. Successivamente, nel corso del periodo vegetativo, si raccomanda di eseguire la concimazione ogni quindici giorni circa, in modo da assicurare all'esemplare una rigogliosa fioritura: per questa operazione è opportuno servirsi di prodotti liquidi, da integrare con l'acqua delle annaffiature. Ogni anno, in più, e precisamente al termine della stagione autunnale, si consiglia di somministrare alla pianta un fertilizzante organico, oppure uno granulare che bilanci i tre macroelementi necessari, ovvero il fosforo, il potassio e l'azoto, oltre a microelementi come il magnesio, il ferro ed il rame.

Esposizione, parassiti e malattie

L'esposizione perfetta per la clematide è soleggiata o a mezz'ombra; la pianta non teme il freddo, ma i venti eccessivi possono essere pericolosi. Bisogna fare in modo, inoltre, che le radici non vengano colpite direttamente dal sole, e che siano sempre fresche. Possono verificarsi, per di più, attacchi di parassiti come gli afidi, i quali provocano perforazioni delle foglie e dei germogli succhiando la linfa: per contrastarli sono sufficienti rimedi naturali come il macerato d'ortica, ma bisogna intervenire quando l'infestazione è ancora ai suoi stadi iniziali. Tra le malattie fungine, invece, va segnalato l'oidio, chiamato anche albugine per la muffa biancastra che provoca sul fogliame; ne sono responsabili dei funghi Ascomycota, i quali sono da debellare con trattamenti anticrittogamici a base di zolfo.

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente la clematide?
    La clematide richiede un'irrigazione regolare per mantenere il terreno lievemente umido, specialmente in primavera ed estate. In autunno e inverno, riduci le annaffiature se piove spesso. Evita assolutamente i ristagni idrici, poiché causano marciumi e indeboliscono la pianta. Utilizza preferibilmente acqua piovana o demineralizzata, povera di calcare. Il metodo migliore è l'aspersione mirata alle radici, bagnando il terreno direttamente ed evitando di inzuppare le foglie per prevenire patologie fungine.
  • Qual è il terreno ideale per la clematide?
    Il substrato perfetto deve essere morbido, leggero e soprattutto ben drenato. È fondamentale evitare terreni argillosi, che trattengono troppa acqua e soffocano le radici. La pianta ama avere le radici al fresco e all'ombra (puoi coprire il suolo con pietre o pacciamatura), mentre il fusto e i fiori gradiscono l'esposizione soleggiata o a mezz'ombra. Un buon drenaggio è essenziale per prevenire il deperimento radicale.
  • Quando e come concimare la clematide?
    Effettua la prima concimazione all'impianto con letame maturo o stallatico. Durante il periodo vegetativo, somministra un fertilizzante liquido ogni quindici giorni mescolato all'acqua di irrigazione per favorire una fioritura rigogliosa. In autunno, dopo la fioritura, aggiungi un fertilizzante organico o granulare bilanciato (fosforo, potassio, azoto) integrato con microelementi come magnesio, ferro e rame per preparare la pianta all'inverno.
  • Come si riproduce la clematide?
    La moltiplicazione può avvenire tramite talea o semina. Per le talee, usa contenitori con terriccio misto a torba e una piccola quantità di sabbia per garantire drenaggio. Per la semina, posiziona i semi direttamente nel vaso. Dopo alcuni mesi, quando le piantine sono robuste, puoi procedere al trapianto in piena terra o in vasi più grandi. Ricorda di effettuare il rinvaso periodicamente man mano che la pianta cresce.
  • Come difendere la clematide da afidi e oidio?
    Gli afidi succhiano la linfa causando perforazioni: interveni tempestivamente con macerato d'ortica agli stadi iniziali dell'infestazione. Per l'oidio (albugine), riconoscibile dalla muffa biancastra sulle foglie, utilizza trattamenti anticrittogamici a base di zolfo. La prevenzione include una buona circolazione dell'aria e l'evitare di bagnare il fogliame durante le innaffiature. Taglia sempre con attrezzi puliti e affilati per evitare infezioni batteriche o fungine durante la potatura.

Scheda Tecnica

FamigliaRanunculaceae
Tipo di piantaVitacea rampicante
OrigineAsia, Europa, America Settentrionale
EsposizioneSoleggiata o mezz'ombra; radici all'ombra
TerrenoMorbido, leggero, ben drenato, non argilloso
IrrigazioneRegolare, terreno lievemente umido, mai ristagnante
FiorituraPrimavera-Estate-Autunno (dipende dalla varietà)
AltezzaFino a diversi metri (rampicante)
ConcimazioneLetame/stallatico all'impianto; liquido ogni 15 gg in vegetazione; organico/granulare in autunno
PotaturaEliminare rami secchi/danneggiati; tecnica varia in base al gruppo di fioritura
MoltiplicazioneTalea o semina
Malattie e parassitiAfidi, oidio (muffa bianca); usare macerato d'ortica e zolfo
Difficoltà di coltivazioneMedia

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