Pianta dell'oleandro in fiore

Piante da giardino

Malattie oleandro

Esistono molte malattie dell'oleandro che possono rovinare la pianta, le foglie e provocarne la morte precocemente. Per riuscire a prevenire o combattere infestazioni parassitarie e malattie si deve conoscere adeguatamente la pianta per poter intervenire in maniera corretta.

di Redazione

09 dicembre 2014

L'oleandro

L'oleandro è un arbusto sempreverde che appartiene alla famiglia delle Apocynaceae, alla quale appartiene un'unica specie del genere Nerium. La pianta trae origine dall'Asia ma è riuscita a svilupparsi spontaneamente in tutto il bacino del Mediterraneo. L'oleandro mostra un portamento arbustivo, con poche ramificazioni. I rami giovani hanno una colorazione verde, mentre quelli più vecchi sono di colore grigiastro. Le foglie risultano velenose come i fusti. I fiori sono grandi e con una colorazione variabile tra il rosa e il bianco, nelle varietà spontanee. La fioritura inizia ad aprile e si protrae per tutta l'estate. Il frutto è un follicolo fusiforme dal quale, giunto a maturità, fuoriescono i semi che sono sormontati da una peluria (il pappo) che ne consente il trasporto ad opera del vento.

Struttura dell'oleandro

L'oleandro ha la caratteristica di resistere bene a temperature che possono raggiungere i 40-50 gradi, e di sopravvivere in ambienti ricchi di sale. La pianta viene spesso utilizzata per la realizzazione di siepi in ambienti difficili, come lungo le strade e le autostrade, in modo da creare divisori vegetali, purificare l'aria e adornare in modo adeguato. L'oleandro è una pianta che riesce a trarre vantaggio dal clima caldo e dall'esposizione diretta al sole per riuscire a prosperare e crescere vigorosamente. Riesce ad avvantaggiarsi dell'umidità del terreno, rispondendo rigogliosamente, anche se riesce a resistere bene a lunghi periodi di siccità. Essendo una pianta che predilige le zone calde, teme molto il freddo, infatti andrebbe posta al riparo e in un luogo soleggiato nelle zone a clima più mite.

Malattie dell'oleandro

Fra le malattie dell'oleandro, la più pericolosa, è sicuramente la rogna. Questa patologia è causata da un batterio, lo Pseudomonas savastanoy patovar nerii, aerobico a forma bastoncellare con uno o più flagelli, in grado di muoversi in un ambiente liquido. Questo batterio causa la formazione di escrescenze e tubercoli che possono trovarsi sulle foglie, sui fusti, sui boccioli fiorali e sui frutti. Il veicolo di infezione preponderante è l'acqua piovana o quella di irrigazione, in questo modo il batterio riesce a raggiungere le ferite della pianta penetrando così all'interno della pianta. L'infezione causa fioriture ridotte o assenti e la formazione di tubercoli. L'infezione può colpire l'intera pianta quando i batteri arrivano in superficie e, a seguito di piogge, vengono trasportati ad altre parti della pianta.

Prevenzione della rogna dell'oleandro

Le uniche misure efficaci di lotta contro questo batterio sono di natura esclusivamente preventiva, è possibile utilizzare solamente alcuni prodotti a base di rame che riescono ad avere un'azione batteriostatica, ma non curativa. L'applicazione di questi prodotti andrebbe effettuata in seguito a potature, successivamente ad una grandinata o quando si temono gelate primaverili. Ulteriori misure possono essere effettuate sul terreno, evitando ristagni idrici e non usando irrigazioni a pioggia. Da evitare sicuramente anche le eccessive concimazioni a base di azoto che potrebbero causare una eccessiva crescita vegetativa, rendendo la pianta più delicata ai freddi invernali. Anche le potature dovrebbero essere effettuate con cautela, utilizzando strumenti sterili e ricordando, successivamente, di bruciare i residui in loco.

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Domande frequenti

  • Come si previene la rogna dell'oleandro?
    La rogna, causata dal batterio Pseudomonas savastanoi, richiede interventi prettamente preventivi poiché non esiste cura definitiva. È fondamentale disinfettare gli attrezzi da potatura prima e dopo ogni uso per evitare contagi. Applicare prodotti a base di rame in azione batteriostatica dopo potature, grandinate o gelate. Evitare le irrigazioni a pioggia che favoriscono la diffusione del batterio tramite schizzi sulle ferite della pianta e prevenire i ristagni idrici nel terreno.
  • Quali sono i sintomi della rogna sull'oleandro?
    Il sintomo principale è la formazione di escrescenze, noduli o tubercoli anomali. Queste deformazioni possono apparire su foglie, fusti, boccioli fiorali e frutti. L'infezione batterica compromette la salute generale della pianta, portando spesso a una riduzione drastica o alla completa assenza di fioritura. In fasi avanzate, i tubercoli possono coprire ampie superfici, indebolendo strutturalmente la pianta e ostacolando la sua crescita normale.
  • È vero che l'oleandro è velenoso?
    Sì, l'oleandro (Nerium oleander) è una pianta altamente tossica. Tutte le sue parti, inclusi fusti, foglie, fiori e semi, contengono glicosidi cardiotossici. Il contatto con la linfa o l'inalazione del fumo derivante dalla combustione dei rami può essere pericoloso. Si consiglia di indossare guanti durante la potatura e lavarsi accuratamente le mani dopo il lavoro. Tenere lontani bambini e animali domestici dalla pianta per evitare ingestioni accidentali.
  • Quale esposizione e clima preferisce l'oleandro?
    L'oleandro ama il caldo e l'esposizione diretta al sole, prosperando vigorosamente in tali condizioni. Resiste bene a temperature elevate fino a 40-50°C ed è tollerante agli ambienti salini, ideale per zone costiere. Tuttavia, teme fortemente il gelo. Nelle zone a clima mite, va posizionata al riparo dai venti freddi invernali. Sopporta bene la siccità una volta established, beneficiando invece dell'umidità del suolo per una crescita rigogliosa.

Scheda Tecnica

Nerium oleander

Nome scientificoNerium oleander
FamigliaApocynaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineAsia (diffuso nel Mediterraneo)
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaNon specifica (teme il freddo)
TerrenoBen drenato, resistente alla siccità e ai sali
IrrigazioneModerata, evitare ristagni e irrigazioni a pioggia sulle foglie
FiorituraAprile - Estate
ConcimazioneEvitare eccessi di azoto
PotaturaCon strumenti sterili, eliminare i residui
MoltiplicazioneSemi (con pappo) o talee (implicito nella cura)
Malattie e parassitiRogna (causata da Pseudomonas savastanoi pv. nerii)
Difficoltà di coltivazioneMedia (robusta ma sensibile a rogna e freddo)

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