Foglia nasturzio

Piante da giardino

Nasturzio nano

Colori caldi e profumi intensi per il Nasturzio nano, una pianta dai molteplici impieghi, pure in tavola, grazie a pochi semplici accorgimenti.

di Redazione

07 febbraio 2017

L'annaffiatura del nasturzio nano

Il nasturzio nano predilige climi miti, risentendo delle temperature eccessive di inverni troppo rigidi o di estati torride. La pianta ha bisogno di annaffiatura regolare, fino a due o tre volte la settimana, ma facendo attenzione a che non si creino ristagni, per questo è consigliabile, prima di procedere all'operazione verificare se il terreno è asciutto premendo appena con i polpastrelli vicino alla base del nasturzio: se si ha la sensazione che il terreno pochi millimetri sotto la superficie sia asciutto, provvedere all'annaffiatura, altrimenti aspettare uno o due giorni per procedere. La pianta di origini peruviane ha la particolarità di avere le foglie idrorepellenti. Infatti se si versa dell'acqua su di esse questa resta sotto forma di goccioline, che con un breve tocco convergeranno all'interno del piccolo scudo.

La coltivazione e le cure

Sebbene in alcune zone sia possibile coltivarla in maniere perenne, la maggiore diffusione del Nasturzio è su base annuale. I modi per moltiplicare questa bella pianta sono diversi: tramite i semi che si raccolgono dopo la fioritura, da talea o per propaggine, interrando il tralcio. A seconda della temperatura e del luogo di destinazione del Nasturzio nano, interno/esterno, si sceglie il periodo in cui interrare i semi: maggio-giugno per l'esterno; febbraio-marzo in serra o all'interno dell'appartamento, col riguardo di non mettere i vasi in un luogo troppo ventilato. È bene tenere presente che la pianta richiede almeno due o tre ore di sole diretto (ma non nelle ore più calde) per avere una bella fioritura; quindi è opportuno, se all'interno, porla vicino a una finestra illuminata dal sole.

Il terreno e la concimazione

Il Nasturzio necessita di un terreno di tipo drenante, ma anche non particolarmente fertile poiché la crescita delle foglie finirebbero per prevalere sui fiori. È una pianta che non richiede molte cure, ma comunque alcune accortezze, in particolare nella concimazione: i microelementi di cui necessita maggiormente sono infatti azoto, fosforo e potassio, ma non nelle stesse quantità per ogni fase di vita della pianta. Nel primo periodo di crescita è consigliabile infatti un concime con un titolo più alto di Azoto, mentre durante le fasi di fioritura è bene usare un concime più alto di Potassio. Per una fioritura più ricca invece si può diluire del fertilizzante per piante fiorite nell'acqua dell'annaffiatura, dimezzando le dosi indicate nel prodotto e per periodi non troppo vicini (ogni due o tre settimane).

Consigli pratici

Se coltivate all'esterno le piante di Nasturzio nano possono essere preservate dalle gelate invernali e quindi dalla morte con una buona pacciamatura; d'estate invece l'ombra di un albero può preservarle dalla stessa fine causata dal sole a picco. Se in autunno le foglie iniziano a perdere di vigore e colore, per le piante annuali significa l'inizio del periodo del riposo invernale: ma è anche il segnale che la pianta non ha più bisogno di acqua (almeno fino alla prossima primavera). Nella bella stagione i rischi maggiori sono dati dalle infestazioni di piccoli insetti come i pidocchi che puntano alle foglie più tenere e ai boccioli. Si può intervenire manualmente dotandosi di molta pazienza oppure si può ricorrere a prodotti sistemici che entrano nel circolo linfatico della pianta, debellando l'infestazione.

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Domande frequenti

  • Come capire quando innaffiare correttamente il nasturzio nano?
    Il nasturzio nano richiede annaffiature regolari, generalmente due o tre volte a settimana, ma la regola d'oro è prevenire i ristagni idrici che potrebbero danneggiare le radici. Prima di ogni intervento, verifica lo stato del terreno inserendo delicatamente i polpastrelli a pochi millimetri di profondità vicino alla base della pianta. Se senti che il substrato è asciutto, procedi immediatamente all'irrigazione. Al contrario, se percepisci ancora umidità, aspetta uno o due giorni prima di ripetere l'operazione. Questa pratica garantisce un'idratazione ottimale senza soffocare l'apparato radicale.
  • Qual è il periodo migliore per seminare il nasturzio nano?
    La scelta del periodo di semina dipende principalmente dalla collocazione della pianta. Se intendi coltivare il nasturzio nano all'aperto, il momento ideale per interrare i semi va da maggio a giugno, permettendo alla pianta di svilupparsi pienamente durante l'estate. Se invece preferisci tenerlo in interni o in serra, puoi anticipare la semina a febbraio o marzo. In questi casi, è fondamentale posizionare i vasi in un ambiente caldo e protetto dalle correnti d'aria eccessivamente ventilate, assicurando comunque diverse ore di luce diretta per favorire una fioritura rigogliosa.
  • Che tipo di terreno e concimazione richiede il nasturzio nano?
    Il nasturzio nano prospera in terreni ben drenanti e, caratteristica importante, non deve essere troppo fertile. Un suolo eccessivamente ricco favorisce la crescita fogliare a discapito dei fiori. Per quanto riguarda la concimazione, la pianta necessita di azoto, fosforo e potassio, ma con proporzioni diverse in base alla fase vegetativa. Durante la crescita iniziale, usa un concime più ricco di azoto; durante la fioritura, passa a un prodotto ad alto contenuto di potassio. Per una fioritura abbondante, puoi diluire fertilizzante per piante fiorite nell'acqua di irrigazione ogni due o tre settimane, dimezzando sempre le dosi consigliate.
  • Come proteggere il nasturzio nano dai parassiti e dal freddo?
    In inverno, le piante coltivate all'esterno possono sopravvivere alle gelate leggere applicando una buona pacciamatura alla base, che isola le radici. D'estate, evita il sole a picco nelle ore più calde; l'ombra parziale di un albero può proteggere la pianta dallo stress termico. Per i parassiti, il nemico principale sono i pidocchi (afidi) che attaccano foglie tenere e boccioli. Puoi rimuoverli manualmente con pazienza o utilizzare prodotti sistemici specifici che agiscono attraverso la linfa della pianta, eliminando l'infestazione dall'interno. Ricorda che in autunno, se le foglie perdono vigore, la pianta entra in riposo e non necessita più di acqua.

Scheda Tecnica

FamigliaTropaeolaceae
Tipo di piantaAnnuale (raramente perenne)
OriginePerù
EsposizioneSole diretto (2-3 ore), preferibilmente non nelle ore più calde
Temperatura minimaNon specifica (sensible a inverni rigidi e estati torride)
TerrenoDrenante, non particolarmente fertile
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni; verificare secchezza superficiale prima di innaffiare
FiorituraPrimavera-Estate (periodo variabile in base a semina e clima)
ConcimazioneAzotata in crescita, potassica in fioritura; fertilizzante diluito ogni 2-3 settimane
MoltiplicazioneSemi, talea, propaggine
Malattie e parassitiPidocchi (afidi), funghi da ristagno idrico
Difficoltà di coltivazioneFacile

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