Foglie di rododentro rovinate da una muffa

Piante da giardino

Rododendro malattie

Le malattie del rododendro sono molte, sebbene questa sia una pianta molto bella e resistente sotto certi aspetti. Per poter curare al meglio un rododendro, bisogna conoscere le malattie che lo colpiscono e tutti i possibili rimedi. Ecco una guida pratica su come intervenire per salvare la pianta.

di Redazione

20 luglio 2018

Rododendro malattie

Il rododendro è una delle piante che più spesso sono vittime di svariate malattie, che dipendono essenzialmente da tre fattori diversi: una carenza nel nutrimento della pianta, la presenza di funghi, oppure gli attacchi da parte degli insetti. La carenza di sostanze nutritive come, ad esempio, l’azoto, può comportare l’ingiallimento delle foglie del rododendro: in questo caso bisogna intervenire concimando la pianta con dei prodotti specifici per le piante acidofile. Ovviamente, se le concimazioni avvengono in modo regolare, l’ingiallimento delle foglie si può prevenire e diventa un fenomeno più raro. A volte può invece capitare che le foglie presentino dei piccoli puntini gialli sulla loro superficie: queste macchiette sono causate dagli acari, insetti molto pericolosi per la salute di questa specie che vanno combattuti subito con insetticidi specifici, altrimenti la pianta morirà lentamente. Infine, un altro nemico è la muffa grigia, responsabile del colore scuro delle foglie, che sembrano sporche: questa muffa colpisce nei periodi di pioggia, per questo motivo quando è possibile conviene mettere il rododendro al riparo per prevenire il problema.

Rododendro origini e caratteristiche

Il rododendro è una pianta che appartiene alla famiglia dei Rhododendron, la stessa di tante altre piante, come ad esempio le azalee. Il nome deriva dal greco e significa letteralmente albero di rose: in effetti questa pianta produce degli splendidi fiori a forma di campana, che di solito sono raggruppati in mazzi sulla cima dei rami. Il rododendro è una pianta arbustiva che può raggiungere anche diversi metri di altezza: le sue foglie sono di un colore verde scuro ma brillante e le sue origini sono da rintracciare in Europa, Asia e America. Questa pianta è infatti da sempre diffusa in tutto il mondo, anche perché ne esistono tantissime varietà, ognuna con caratteristiche diverse e con i fiori di diverso colore, soprattutto rosa oppure rosso o viola. In Italia esistono alcune varietà che crescono soprattutto nelle zone alpine, formando delle vere e proprie macchie colorate sulle montagne. Tutte le specie del rododendro sono purtroppo soggette a malattie.

Il rododendro e le piante acidofile

La caratteristica del rododendro che è fondamentale conoscere per cercare, per quanto possibile, di evitare le malattie di cui soffre questa specie, è la sua appartenenza alle piante acidofile: si chiamano così quelle piante che necessitano di un terreno particolare per poter sopravvivere e durare a lungo nel tempo. Dunque il rododendro va piantato in un terreno ben lavorato, composto da torba e terriccio specifico per piante acidofile. L’essenziale è che non ci sia calcio e che il terreno dove viene posto a dimora il rododendro mantenga costante il suo livello di acidità: sono le annaffiature a provocare un aumento del calcare, dunque per cercare di evitare questo inconveniente, il rododendro va irrigato con acqua piovana. Una volta all’anno il terreno va poi arricchito con della torba che aiuta a mantenere un ph molto acido; se nel nostro giardino la terra è molto calcarea, allora bisogna piantare il rododendro in vaso, così da poter sostituire e cambiare spesso il terreno per mantenerlo sempre acido. Accorgersi se perde la sua acidità è facile, perché la pianta inizia ad avere le foglie ingiallite e a produrre pochi fiori.

Rododendro coltivazione

A parte i problemi dell’acidità del terreno e le varie malattie che lo colpiscono, il rododendro è una pianta di facile coltivazione: preferisce posti ombreggiati perché non sopportano molto l’eccessivo caldo, e poi ha bisogno di un’irrigazione frequente, soprattutto da marzo a settembre, periodo durante il quale il substrato deve rimanere sempre umido. In ogni caso bisogna sempre evitare i ristagni d’acqua. Una volta all’anno, anche se è preferibile ripetere l’operazione ogni quattro mesi, bisogna somministrare alla base della pianta del concime per piante acidofile a lenta cessione. Questa pianta non necessita, invece, di grandi potature: basta eliminare i rami danneggiati dopo l’inverno o dopo la fioritura. Essendo una pianta originaria di zone fredde, non teme di certo le basse temperature. Non tollera, però, i forti venti, dunque conviene metterla a dimora in un luogo abbastanza riparato.

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Domande frequenti

  • Perché le foglie del mio rododendro diventano gialle?
    L'ingiallimento fogliare (clorosi) è il sintomo principale di una carenza di nutrienti, specialmente ferro e azoto, dovuta a un terreno troppo alcalino o calcareo. Il rododendro è una pianta acidofila e richiede un pH basso. Per risolvere il problema, è necessario concimare con prodotti specifici per acidofile e assicurarsi di innaffiare esclusivamente con acqua piovana o demineralizzata, poiché l'acqua di rubinetto ricca di calcare altera l'acidità del suolo, bloccando l'assorbimento degli elementi nutritivi.
  • Come proteggere il rododendro dalla muffa grigia?
    La muffa grigia appare spesso nei periodi piovosi e rende le foglie scure e sporche. La prevenzione è fondamentale: cerca di posizionare la pianta in un'area riparata dalle piogge dirette se possibile. Se l'infezione è già presente, rimuovi immediatamente le parti colpite per evitare che il fungo si diffonda. In alternativa, puoi applicare fungicidi specifici seguendo le indicazioni del produttore, intervenendo tempestivamente appena noti i primi segni di deterioramento fogliare.
  • Quali parassiti attaccano comunemente il rododendro?
    Il nemico principale è l'acaro, un piccolo insetto che lascia puntini gialli sulla superficie delle foglie. Se non trattato rapidamente, può portare alla morte lenta della pianta. È essenziale monitorare regolarmente il fogliame e intervenire subito con insetticidi specifici contro gli acari. Inoltre, controlla la presenza di afidi o cocciniglie, anche se meno comuni rispetto agli acari in questa specifica specie. Un'igiene accurata e trattamenti preventivi in primavera aiutano a tenere lontani questi parassiti.
  • È possibile coltivare il rododendro in terreni calcarei?
    Coltivare il rododendro in terreni naturalmente calcarei è difficile perché la pianta soffre di clorosi ferrica. Tuttavia, è possibile farlo coltivandola in vaso. Questo metodo ti permette di controllare completamente il substrato, utilizzando miscele specifiche ricche di torba e acidificanti. In vaso, potrai sostituire periodicamente il terreno per mantenere il pH acido necessario. Se devi piantarla in piena terra in un suolo calcareo, considera l'uso di vasche interrate o contenitori grandi riempiti con terriccio acidificato.

Scheda Tecnica

Rhododendron spp.

Nome scientificoRhododendron spp.
FamigliaEricaceae
Tipo di piantaArbusto deciduo o sempreverde
OrigineEuropa, Asia, America
EsposizioneSemiombreggiata, riparata dai venti forti
Temperatura minimaNon teme le basse temperature (varia in base alla varietà)
TerrenoAcidofilo, ricco di torba, privo di calcio, ben drenato
IrrigazioneFrequente da marzo a settembre, con acqua piovana o povera di calcare
FiorituraPrimavera/Estate (varia in base alla specie), fiori a campana
AltezzaVariabile, fino a diversi metri
ConcimazioneConcime per acidofile a lenta cessione, 1-2 volte l'anno
PotaturaLeggera, eliminazione rami secchi/danneggiati dopo fioritura o inverno
Malattie e parassitiCarenze nutrizionali (clorosi), acari, muffa grigia
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede controllo pH terreno)

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