esemplare di astrophytum

Piante grasse

Astrophytum

L'astrophytum è una pianta del genere succulente, quindi grasse come le definiamo volgarmente, che presenta forme curiose e soluzioni particolari per proteggere i suoi liquidi.

di Redazione

09 aprile 2013

Piante ed evoluzione

Tutti noi sappiamo che se il mondo è estremamente vario e funzionale come lo vediamo oggi è grazie al processo che va sotto il nome di “evoluzione” concepito e compreso prima di ogni altro da quel fenomenale scienziato che fu Charles Darwin; esso prima intuì ed in seguito constatò che ogni specie si evolve a seconda di quale siano le sue caratteristiche o combinazione di caratteristiche migliore, in modo cioè da sopravvivere il più a lungo e meglio possibile. Tornando indietro, e ciò è stato ufficialmente verificato, si deduce che noi tutti – piante, esseri umani, insetti, animali – siamo discendenti da un solo individuo ancestrale, la prima cellula vivente. Ovviamente ogni ramo (o regno) ha intrapreso la sua strada di differenziazione da tutti gli altri; per quanto riguarda le piante, esse hanno avuto una evoluzione incredibile, non testimoniata (come solo superficialmente si potrebbe credere) dalla capacità di parlare o muoversi, bensì dalla loro eccezionale longevità sul pianeta: sono presenti sulla Terra da molti milioni di anni prima dell’uomo, popolano pressoché ogni zona di questa roccia che gira intorno al Sole (sono presenti anche in fondo al mare e nei deserti, cose che l’uomo non può categoricamente fare…) e soprattutto hanno una varietà di forme, caratteristiche, comportamenti davvero unica.

Le piante grasse

Visto che abbiamo cominciato questo nostro articolo da una base fondamentale come quella dell’evoluzione, nel campo vegetale forse ci sono pochi altri esempi migliori delle piante “grasse”: essi sono organismi viventi a tutti gli effetti che hanno operato su sé stessi cambiamenti molto profondi per adattarsi a vivere in ambienti davvero ostili, con condizioni di vita apparentemente impossibili per una pianta: praticamente niente acqua, sole fortissimo e diretto sempre, terreno arido e sabbioso. Eppure esse ci sono riuscite, perché tutti sanno che nei luoghi desertici caldi del pianeta Terra esse esistono eccome; diciamo immediatamente che il loro nome scientifico è piante succulente, la cui origine latina ci dice che al loro interno esse hanno dei “succhi”, in realtà una sorta di linfa che conserva a lungo le sostanze nutritive e che a sua volta è conservata all’interno di tessuti adatti (perciò vengono dette “grasse” nel linguaggio comune) nel loro corpo. Da quando abbiamo imparato a notarle esse sono state sempre lì, quindi magari è difficile pensare o immaginare come ci sono arrivate e perché; tutto è stato grazie ad una straordinaria evoluzione, che ha eliminato le fonti primarie di dispersione di acqua (le foglie), riducendone progressivamente la superficie fino a farle diventare spine ed “imparando” ad immagazzinare acqua per mesi e mesi, prendendone anche dalla comunque poca umidità notturna.

Astrophytum

L’astrophytum è una specie di pianta succulenta appartenente al genere Cactaceae, ovvero al genere più famoso in questo ambito: il Cactus è stato lanciato dai vecchi film western americani come simbolo dei deserti californiani (in cui si trova in abbondanza) ed erto a simbolo di tutte le piante grasse. Anche se il nome è poco italico e quindi poco fruibile, perciò non si conosce molto, l’astrophytum è probabilmente la pianta grassa più diffusa nelle nostre case: esso unisce dimensioni generalmente piccole con una grande capacità di sopravvivenza in varie condizioni, aggiungendo poi il fondamentale aspetto esteriore; abbiamo già più volte discusso di come per le piante da appartamento sia importante un aspetto estetico rilevante, e l’astrophytum si distingue perché ha delle costole sul corpo generalmente tozzo che, viste dall’alto, danno l’idea di una stella (“astro” nel nome), delle spine molto visibili (a seconda delle specie possono essere tante e piccole oppure poche e molto evidenti) e soprattutto riesce spesso a fiorire anche in appartamento, il più delle volte con uno o comunque con pochissimi fiori di una certa dimensione e dai coloro sgargianti.

Qualità e coltura

Detto delle caratteristiche estetiche dell’astrophytum, non si può trascurare quanto di evolutivo c’è in esso e nella sua storia; perché in effetti non abbiamo detto tutto: ci sono alcune sottospecie di astrophytum che presentano spine così piccole e numerose da somigliare ad una pelliccia ed il loro elevato numero, in combinazione con la classica superficie della pianta, dona al tutto una certa somiglianza ad una generica pietra. Bene o male tutti si sono chiesti il perché, e ciò è presto intuibile se si pensa che nel deserto ci sono varie forme animali anche esse alla continua ricerca di acqua; dato che l’astrophytum e le altre piante grasse sono un serbatoio di liquidi, più di un animale avrà pensato ad assestare un bel morso anche per abbeverarsi. Ecco quindi spiegata la presenza delle spine (e non la totale scomparsa delle foglie) e l’aspetto simile a pietre. Abbiamo lasciato in ultimo il discorso sulla tecnica colturale dell’astrophytum perché è bene precisarlo ma ci pare una tra le cose più semplici del mondo: esse possono essere annaffiate (sempre con quantità discrete di acqua, davvero non sono abituate) anche una volta a settimana in estate ed una al mese in inverno e stanno benissimo alla luce del sole diretta .

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente l'Astrophytum?
    L'Astrophytum richiede irrigazioni moderate e ben dosate, poiché è una pianta succulenta adattata a conservare acqua. In estate, durante il periodo di crescita attiva, puoi annaffiarlo una volta alla settimana, assicurandoti però di non creare ristagni idrici che potrebbero causare marciumi radicali. Nel periodo invernale, quando la pianta entra in dormienza, riduci drasticamente le annaffiature a circa una volta al mese o meno, mantenendo il substrato quasi asciutto. È fondamentale lasciare asciugare completamente il terreno tra un'annaffiatura e l'altra per simulare le condizioni aride del suo habitat naturale.
  • Quanta luce solare necessita l'Astrophyum?
    Questa pianta ama il pieno sole e richiede esposizioni molto luminose per crescere sana e fiorire. Se coltivata in vaso all'interno, posizionala vicino a finestre esposte a sud o ovest dove riceve la massima illuminazione diretta. La luce intensa favorisce lo sviluppo delle costole caratteristiche e stimola la produzione di fiori colorati. Tuttavia, fai attenzione alle scottature estreme nelle ore più calde dell'estate se la pianta non è stata abituata gradualmente alla luce diretta; un'ombra leggera nelle ore centrali può essere benefica nei climi particolarmente torridi.
  • Perché l'Astrophytum ha spine simili a pelliccia?
    Le spine dell'Astrophytum, specialmente in alcune sottospecie dove sono minute e numerose, svolgono una funzione protettiva fondamentale derivata dall'evoluzione. Poiché queste piante succulente immagazzinano grandi quantità di liquidi nutrienti, costituiscono una preda ambita per gli animali del deserto alla ricerca di acqua. Le spine agiscono come una difesa fisica contro i morsi. Inoltre, in alcune varietà, l'aspetto simile a una pelliccia o a una pietra aiuta la pianta a mimetizzarsi nell'ambiente circostante, rendendola meno visibile ai potenziali predatori e proteggendola dal calore eccessivo riflettendo parte della radiazione solare.
  • È facile far fiorire l'Astrophytum in casa?
    Sì, l'Astrophytum è noto per essere una delle piante grasse più facili da vedere fiorire anche in ambiente domestico. A differenza di molti cactus che richiedono condizioni specifiche o grandi spazi, questa specie produce fiori di discreta dimensione e dai colori sgargianti anche in vasi piccoli. Per favorire la fioritura, assicurati che la pianta riceva molta luce diretta e rispetti il ciclo naturale di riposo invernale con temperature più fresche e poche annaffiature. I fiori spuntano solitamente dalla parte superiore della pianta e durano qualche giorno.

Scheda Tecnica

FamigliaCactaceae
Tipo di piantaSucculenta/Cactus globoso
OrigineDeserti caldi (es. Messico/California)
EsposizionePieno sole
TerrenoArido e sabbioso
IrrigazioneSettimanale d'estate, mensile d'inverno
FiorituraPrimavera/Estate (fiori colorati)
AltezzaPiccola/Dimensioni ridotte
PotaturaNessuna
Malattie e parassitiResistente, spine protettive
Difficoltà di coltivazioneFacile

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