Echinocactus

Piante grasse

Echinocactus

In grado di raggiungere grandi dimensioni nel corso degli anni, l'echinocactus è tra le piante grasse più diffuse ed apprezzate in tutto il mondo.

di Redazione

11 marzo 2013

Echinocactus, il cuscino della suocera

Nel giardino o nelle case degli amanti delle piante grasse, sicuramente non manca l'echinocactus, una pianta della famiglia delle Cactaceae tra le più caratteristiche e facilmente riconoscibili, per via della forma sferica e delle profonde costolature. L'echinocactus può presentare varie dimensioni, a seconda dell'età, nonché essere diffuso in varietà dalle diverse caratteristiche a seconda della specie; la maggior parte degli echinocactus sono comunque dotati di forma sferica, colore verde scuro e lunghe spine robuste che conferiscono alla pianta il suo aspetto caratteristico. Anche il colore e la conformazione delle spine possono variare a seconda della specie, decorando di bianco, di giallo o anche di rosa la pianta. Proprio alla sua forma sferica o leggermente cilindrica l'echinocactus deve il suo celebre soprannome di “cuscino di suocera”. Si tratta di una pianta in grado di immagazzinare grandi quantità di acqua e di resistere così a lunghi periodi di siccità, crescendo e sviluppandosi anche in zone apparentemente avverse e avendo una vita molto lunga: nel suo habitat naturale, ovvero le zone desertiche dell'America centrale, l'echinocactus può vivere fino a trent'anni e raggiungere il metro di diametro.

Coltivazione

L'echinocactus è una delle piante grasse più ricercate, tanto che nel secolo scorso la raccolta indiscriminata degli esemplari nel loro habitat naturale ha portato al rischio di estinzione per questa pianta di grande fascino e di facile coltivazione. Nonostante il clima europeo sia molto diverso da quello originario di queste piante, infatti, l'echinocactus può crescere e svilupparsi raggiungendo grandi dimensioni anche nelle nostre zone, se coltivato con le dovute cure. Si tratta di una pianta che ama particolarmente l'esposizione solare, pertanto è consigliabile garantire l'esposizione diretta nel periodo estivo e primaverile, mentre nelle fasi di riposo vegetativo la pianta potrà essere conservata all'asciutto e al riparo dal freddo eccessivo, in ambienti che siano però ben arieggiati. Da ottobre a marzo, periodo di riposo vegetativo, le annaffiature andranno del tutto sospese, mentre nel periodo primaverile ed estivo dovranno comunque essere rade ed effettuate solamente una volta che il terreno si mostri asciutto, evitando categoricamente la formazione di ristagni idrici, che porterebbero alla morte delle radici e quindi della pianta stessa. All'acqua di innaffiatura può essere aggiunto del concime per rendere il terreno sufficientemente ricco delle sostanze necessarie a favorire la crescita e lo sviluppo dell'echinocactus.

Moltiplicazione

Gli amanti dell'echinocactus sanno che devono armarsi di pazienza: prima di raggiungere le dimensioni di una pallina da tennis, l'echinocactus può impiegare anche cinque o sei anni. La crescita di questa pianta può infatti essere notevole, ma è anche lenta e questo ha contribuito al rischio di estinzione sfiorato lo scorso secolo, dal momento che la riproduzione dell'echinocactus avviene principalmente per seme. I semi vanno posizionati in un vassoio non troppo profondo all'interno di un misto di terriccio e tiorba, nel mese di aprile. Fino al momento della germinazione è bene garantire un costante livello di umidità del terreno, che sarà posto in un luogo caldo con almeno 21 gradi garantiti, ma senza esposizione diretta alla luce solare. Per garantire la giusta temperatura ed umidità è possibile coprire il contenitore con una lastra di vetro o una pellicola, da rimuovere quotidianamente per controllare le condizioni delle piantine in arrivo. Con la crescita delle piante, sarà possibile estrarre quelle più forti e robuste e posizionarle nel terreno, rispettando le condizioni di coltivazione delle piante adulte.

Malattie e parassiti

Come la maggior parte delle piante grasse, l'echinocactus non consente vita facile ai parassiti e ai funghi. I principali nemici di questa pianta sono soltanto gli afidi e la cocciniglia. Entrambi riconoscibili dalla presenza di macchie chiare sulla pianta, osservati con una lente di ingrandimento non lasciano spazio a dubbi. Per combattere questi parassiti infestanti, che sottraggono nutrimento alla pianta fino a portarla alla morte, è necessario intervenire con prodotti specifici in via preventiva e con antiparassitari specifici qualora l'infestazione sia già ampia e non sia possibile eliminare altrimenti tutti i parassiti presenti. E' importante ricordare, infatti, che solo se la colonia viene debellata completamente non ci saranno rischi di una nuova diffusione e di dover ricominciare la lotta da capo. In caso siano presenti pochi parassiti e la colonizzazione sia quindi ad uno stadio iniziale, è possibile eliminare gli afidi o la cocciniglia con un batuffolo imbevuto di cotone. Una corretta cura delle piante e il controllo periodico permetterà di evitare rischi e di non dover ricorrere a prodotti chimici che hanno solitamente una funzione sistemica, penetrando all'interno del sistema linfatico dell'echinocactus per agire poi contro i parassiti che se ne nutriranno. Questo tipo di prodotto, infatti, garantisce la propria efficacia, ma allo stesso tempo può indebolire la pianta pertanto occorre farvi ricorso quando non è possibile agire diversamente.

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Domande frequenti

  • Quanto velocemente cresce l'Echinocactus?
    La crescita dell'Echinocactus è notevolmente lenta. Può impiegare dai cinque ai sei anni semplicemente per raggiungere le dimensioni di una pallina da tennis. Questa caratteristica di sviluppo graduale, unita alla riproduzione prevalentemente tramite seme, ha storicamente reso difficile la sua sopravvivenza in natura e spiega perché gli esemplari adulti di grandi dimensioni siano così longevi e preziosi.
  • Quando bisogna sospendere le annaffiature?
    Le annaffiature devono essere completamente sospese durante il periodo di riposo vegetativo, che va da ottobre a marzo. Durante la primavera e l'estate, invece, l'irrigazione deve essere molto rada: si deve attendere che il terreno sia perfettamente asciutto prima di somministrare nuovamente acqua. È fondamentale evitare qualsiasi ristagno idrico, poiché le radici marciranno rapidamente portando alla morte della pianta.
  • Quali sono i nemici principali di questa pianta?
    I principali nemici dell'Echinocactus sono gli afidi e la cocciniglia. Questi parassiti sono visibili come macchie chiare sulla superficie della pianta e, se osservati con una lente, confermano la presenza dell'infestazione. Tendono a succhiare la linfa, impoverendo la pianta fino a ucciderla se non trattati tempestivamente. Un controllo periodico è essenziale per individuare precocemente eventuali attacchi.
  • Come si moltiplica correttamente l'Echinocactus?
    La moltiplicazione avviene principalmente per seme, preferibilmente nel mese di aprile. I semi vanno posti in un vassoio poco profondo con un mix di terriccio e torba. Mantenere il substrato costantemente umido e la temperatura stabile sopra i 21 gradi, proteggendo il contenitore con vetro o pellicola per creare un microclima adatto. Rimuovere la copertura ogni giorno per areare e monitorare le piantine finché non sono abbastanza robuste da essere trapiantate.

Scheda Tecnica

FamigliaCactaceae
Tipo di piantaPianta grassa succulenta
OrigineZone desertiche dell'America Centrale
EsposizionePieno sole (primavera/estate); riparata e arieggiata (inverno)
TerrenoMisto di terriccio e torba, drenante
IrrigazioneRada in primavera/estate (solo se suolo asciutto); zero da ottobre a marzo
AltezzaFino a 1 metro di diametro
ConcimazioneSì, aggiunta all'acqua d'innaffiatura per favorire la crescita
PotaturaNessuna
MoltiplicazionePrincipalmente per seme (aprile); germogliamento lento (5-6 anni)
Malattie e parassitiAfidi, cocciniglia (macchie chiare); rischio marciume radicale per ristagni
Difficoltà di coltivazioneFacile, richiede pazienza per la crescita lenta

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