Bell'esemplare di Kalanchoe thyrsiflora

Piante grasse

Kalanchoe cura

La cura delle kalanchoe è facile e poco impegnativa, pertanto adatta ai principianti. Si tratta infatti di piante grasse, piuttosto forti e di poche pretese, ma affascinanti e molto decorative, per le forme originali e l'abbondante e prolungata fioritura. Ecco quali piccole attenzioni richiedono.

di Redazione

20 febbraio 2015

Le kalanchoe: i luoghi d'origine, perché si chiamano così

Il genere Kalanchoe appartiene alla famiglia delle Crassulaceae e comprende un centinaio di specie di piante grasse perenni, molto diverse tra loro, annuali o biennali, dall'aspetto di arbusti o piante erbacee. Essendo piante grasse possiedono radici, foglie e steli più grossi del normale, in quanto vi accumulano riserve d'acqua che permettono loro di sopravvivere anche in condizioni di siccità. Sono piante rustiche, coltivate soprattutto a scopo ornamentale per l'originalità del fogliame e l'appariscente e prolungata fioritura. Sono originarie di Arabia Saudita, Yemen, America meridionale, Africa australe e Asia, ma in particolare del Madagascar. Il primo a descrivere il genere è stato il botanico francese Michel Adanson nel 1763, che ha attribuito a queste piante il nome Kalanchoe, latinizzando l'antica denominazione cinese kalan chau, ancora in uso in Oriente. La prima a giungere in Italia, nel 1922, è stata la Kalanchoe blossfeldiana che prende il nome dal botanico tedesco Blossfeld, che la introdusse in Europa.

Le specie più conosciute: blossfeldiana, beharensis, thyrsiflora

La più conosciuta ed amata, spesso chiamata semplicemente kalanchoe, è sicuramente la blossfeldiana, piccola e graziosa pianta perenne originaria del Madagascar. Raggiunge un'altezza di 30 cm ed ha foglie carnose, di un verde lucido, con margini ondulati o dentellati. La fioritura avviene in inverno e porta fiori tubolari, anche doppi, di vari colori, rosso vivo, bianco, giallo.La più grande è la beharensis, da Behara, località del Madagascar meridionale da cui proviene. A lenta crescita, in Italia è alta in media meno di un metro e raramente fiorisce, ma nella sua terra d'origine, e dove le condizioni ambientali sono simili, può raggiungere un'altezza di 6 metri. Caratteristiche sono le grandi foglie triangolari, lunghe circa 20 cm, di colore grigio verde e ricoperte da una leggera peluria, per le quali è anche chiamata kalanchoe dalle orecchie d'elefante. La thyrsiflora è molto decorativa, alta in media 60 cm, le sue foglie sono di un verde pallido con margini rosati, ed i fiori gialli sono riuniti in spighe. Il nome significa dai fiori a pannocchia.

Le esigenze colturali comuni a tutte le specie

Nonostante la grande varietà che contraddistingue il genere, in linea di massima la cura delle kalanchoe deve seguire le stesse regole. La temperatura ideale è intorno ai 20 °C, mai comunque sotto i 10 °C. La posizione deve essere molto luminosa ma al riparo dal sole diretto, almeno nelle ore più calde dell'estate. Come substrato si può usare quello per piante grasse o del terriccio universale mischiato a sabbia, l'importante è che sia ben drenato per evitare i pericolosi ristagni d'acqua. Non necessitano di frequenti annaffiature, sarà sufficiente dare l'acqua 1 volta ogni due settimane in autunno-inverno, 1 o 2 volte a settimana in primavera-estate. Nelle regioni dove l'inverno è mite è possibile sistemarle all'aperto, altrimenti stanno altrettanto bene in casa.La riproduzione può avvenire per semina o per talea fogliare. E' preferibile il secondo metodo, più comodo ed efficace. Le talee si ottengono recidendo le foglie intere alla base o tagliando le più grandi in porzioni, e si lasciano un paio di giorni ad asciugare al sole; poi si immergono in un terriccio umido finché i germogli nati sul margine non saranno abbastanza grandi per essere piantati.

Gli interventi necessari nella cura delle kalanchoe

La cura delle kalanchoe non richiede attenzioni particolari, sono infatti piante resistenti. Tuttavia è possibile, naturalmente, che vadano incontro a problemi, spesso provocati da errori nelle condizioni di coltura. Ed infatti possono venire a trovarsi in un ambiente eccessivamente umido, perché le si è annaffiate troppo o se il terreno non è ben drenato, in questo caso le radici possono marcire e le foglie diventano mollicce, è necessario far sì che le piante si asciughino, e se sono presenti funghi applicare un prodotto specifico. Se, al contrario, vengono tenute in un ambiente troppo caldo e asciutto possono essere soggette ad attacchi di cocciniglia e afidi, che ne disturbano lo sviluppo e determinano la caduta dei fiori. E' molto importante eliminare i fiori appassiti, perché possono essere veicolo di infezioni o favorire la diffusione di muffe. Dopo la fioritura è opportuno potare energicamente la pianta per darle vigore. Di solito non è necessario rinvasarla, anzi non è consigliabile che le radici abbiano più spazio del necessario. Nel periodo della fioritura si può somministrare concime per piante succulente ogni 15-20 giorni.

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Domande frequenti

  • Quanto spesso devo innaffiare le mie Kalanchoe?
    Le Kalanchoe sono piante grasse che immagazzinano acqua, quindi temono i ristagni idrici. In primavera ed estate, innaffia 1-2 volte a settimana, lasciando sempre asciugare completamente il substrato tra un intervento e l'altro. Durante l'autunno e l'inverno, riduci drasticamente le irrigazioni a circa una volta ogni due settimane, poiché la pianta entra in una fase di crescita ridotta. L'eccesso di acqua è la causa principale di marcescenza radicale, quindi è meglio peccare di scarsità che di abbondanza.
  • Posso tenere la Kalanchoe all'aperto tutto l'anno?
    Dipende dal clima della tua zona. Se vivi in regioni con inverni miti, dove le temperature non scendono sotto i 10°C, puoi lasciare la pianta all'aperto, proteggendola però dal gelo diretto. Altrimenti, è fondamentale spostarla in un luogo luminoso e fresco ma protetto dal freddo intenso, come vicino a una finestra interna. La temperatura ideale per la coltivazione è intorno ai 20°C. Esporre la pianta a gelate può causarne la morte immediata.
  • Come posso propagare la mia Kalanchoe facilmente?
    Il metodo più semplice ed efficace è la talea fogliare. Preleva una foglia sana dalla base della pianta o taglia porzioni di foglie grandi. Lascia asciugare le talee all'aria per un paio di giorni fino a formare un callo sulla ferita. Successivamente, inseriscile in un terriccio umido per piante grasse. I nuovi germogli appariranno lungo i margini della foglia madre. Una volta che i piccoli plantuli saranno sufficientemente sviluppati, potranno essere trapiantati singolarmente nei vasi definitivi.
  • Perché le foglie della mia Kalanchoe sono diventate molli?
    Foglie molli e acquose sono quasi sempre il sintomo di un eccesso di irrigazione o di un substrato mal drenato, che provoca il marciume radicale. Verifica immediatamente il terreno: se è zuppo, interrompi subito le annaffiature e assicurati che il vaso abbia fori di drenaggio efficaci. Se noti la presenza di funghi, applica un fungicida specifico. Lascia asciugare completamente la pianta e il terriccio prima di riprendere le cure normali. In casi gravi, potrebbe essere necessario tagliare via le parti marce e rifare la pianta.
  • Quando e come devo potare la Kalanchoe dopo la fioritura?
    È fondamentale rimuovere tempestivamente i fiori appassiti per prevenire infezioni fungine e muffe. Dopo che tutta la fioritura è terminata, effettua una potatura energica della pianta. Taglia gli steli floreali e accorcia leggermente il resto della vegetazione per stimolare la crescita di nuovi rami e conferire compattezza alla pianta. Questa operazione restituisce vigore alla Kalanchoe, preparandola per la prossima stagione vegetativa. Non è generalmente necessario rinvasare, poiché preferiscono avere le radici contenute.

Scheda Tecnica

Kalanchoe spp.

Nome scientificoKalanchoe spp.
FamigliaCrassulaceae
Tipo di piantaPianta grassa perenne
OrigineMadagascar, Africa australe, Asia
EsposizioneLuminosa, al riparo dal sole diretto
Temperatura minima10°C
TerrenoBen drenato, miscela per piante grasse e sabbia
IrrigazioneModerata; 1-2 volte/settimana estate, ogni 2 settimane inverno
FiorituraInvernale/Primaverile, prolungata
AltezzaVariabile (30 cm - 6 m a seconda della specie)
ConcimazioneConcime per succulente ogni 15-20 giorni durante la fioritura
PotaturaEliminare fiori appassiti e potare energicamente dopo la fioritura
MoltiplicazioneTalea fogliare (preferita) o semina
Malattie e parassitiMarciume radicale (da eccesso d'acqua), cocciniglia, afidi (da calore secco)
Difficoltà di coltivazioneFacile, adatta ai principianti

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