Alkekengi

Piante perenni

Alkekengi

Tutto sulla cura dell'Alkekengi, originale ed ornativa piantina che offre in dono tenui infiorescenze candide ed edibili bacche a tinta rossiccia.

di Redazione

05 gennaio 2017

L'irrigazione

La piccola pianta da decorazione proviene dai continenti asiatico ed europeo e viene annoverata nel raggruppamento familiare specifico delle Solanaceae. Di notevole propagazione, deve la notorietà ai suoi rosseggianti frutti edibili dalla tipica e particolare conformazione. Si presentano, difatti, entro un diafano bocciolo che li lascia agevolmente scorgere, creando un originale e delizioso effetto a lanterna. La pianta perenne andrà bagnata con particolare costanza durante le stagioni primaverile ed estiva, in specie se le temperature risultino elevate, mentre gli annaffiamenti andranno contenuti nei periodi freddi dell'anno. Da evitare in ogni caso le stagnazioni e le pozze idriche durante le periodiche bagnature, giacché potenzialmente molto perniciose per le barbe e le ampie radici dell'Alkekengi.

La coltivazione

L'Alkekengi potrà essere alternativamente posizionato in spazi aperti ed areati, usualmente parchi, orti ed aiuole, ovvero entro un recipiente di media o ristretta grandezza. Richiederà comunque un terreno non esageratamente compatto e fornito in buona quantità di sostanze organiche, a cui andranno aggiunte elementi sabbiosi e argillosi in grado di garantire il felice drenaggio. La piantina non dovrà sottoporsi a periodiche operazioni di potatura, risultando senz'altro bastevole l'eliminazione del fogliame ingiallito e dei resti invecchiati ed avvizziti delle infiorescenze e dei frutti. Se posta in recipiente, andranno effettuate opere di rinvaso con cadenza almeno biennale, curando di utilizzare contenitori maggiormente dimensionati per assecondare lo sviluppo del voluminoso apparato radicale.

Fertilizzazione

Qualunque sia la sistemazione prescelta, la pianta perenne abbisognerà di generosa fertilizzazione, onde ricevere regolare e adeguato nutrimento. La fertilizzazione andrà massimizzata in periodo vegetativo e ridotta o sospesa nelle stagioni autunnale ed invernale, con frequenze che dipenderanno intrinsecamente dalla tipologia di concime adottato. Qualora si tratti di fertilizzante organico granulare a natura solida, rilasciato in tempi graduali e progressivi, dovrà essere conferito in media ogni bimestre, laddove i fertilizzanti di natura liquida verranno somministrati con cadenze bisettimanali, sciolti nell'acqua di innaffiamento. Il concime dovrà contenere opportuna prevalenza di elementi potassici rispetto alle componenti azotate e fosfatiche, con corredo dei vari microelementi utili alla crescita ed al rigoglio.

Sistemazione e patologie

Per conseguire uno sviluppo vigoroso, l'erbacea perenne apprezzerà un habitat intensamente illuminato, sebbene non interessato dai raggi solari diretti, e parzialmente ombroso per qualche ora della giornata. Non amerà, invece, le condizioni climatiche rigide e fredde, per cui andrà opportunamente protetta e schermata qualora la temperatura ambientale dovesse avvicinarsi agli 0°C. La pianta da ornamento, infine, ben difficilmente sarà insidiata dagli insetti e dai parassiti, ma con più probabilità potrà essere attaccata da muffe e marciumi al sistema radicale, addebitabili all'erroneo ed inefficiente drenaggio del terreno. In tale evenienza, occorrerà innanzitutto moderare e ridurre le irrorazioni allo stretto indispensabile e, al contempo, utilizzare idonei fungicidi, di preferenza a contenuto naturale e biologico.

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Domande frequenti

  • Come devo irrigare correttamente l'Alkekengi?
    L'irrigazione richiede costanza durante la primavera e l'estate, specialmente se le temperature sono elevate. Nei periodi freddi, invece, le annaffiature devono essere drasticamente ridotte. È fondamentale evitare qualsiasi forma di ristagno idrico o formazione di pozzanghere, poiché l'Alkekengi soffre moltissimo quando le radici rimangono immerse nell'acqua, rischiando marciumi. Assicurati sempre che il terreno dreni bene dopo ogni irrigazione.
  • In quale esposizione posso mettere l'Alkekengi?
    Questa pianta prospera in posizioni luminose ma non necessariamente esposte ai raggi solari diretti e cocenti. Apprezza un ambiente parzialmente ombreggiato per alcune ore della giornata. Inoltre, è sensibile al freddo: se le temperature scendono vicino o sotto lo zero, devi proteggere la pianta con coperture o spostarla in un luogo riparato per evitarne il danneggiamento.
  • Quale terreno e concime sono ideali?
    Il substrato ideale non deve essere troppo compatto, ma ricco di sostanza organica e ben drenato grazie a componenti sabbiose o argillose. Per la concimazione, fornisci nutrimento generoso soprattutto nel periodo vegetativo. Preferisci fertilizzanti con maggiore contenuto di potassio rispetto ad azoto e fosforo. Puoi usare concime organico granulare ogni due mesi o quello liquido diluito nell'acqua ogni due settimane.
  • Devo potare l'Alkekengi regolarmente?
    No, l'Alkekengi non richiede operazioni di potatura complesse o periodiche. È sufficiente eliminare manualmente le foglie che ingialliscono e rimuovere i residui secchi delle infiorescenze e dei frutti appassiti. Se la coltivi in vaso, ricorda di effettuare il rinvaso ogni due anni circa, usando contenitori più grandi per ospitare il suo apparato radicale che tende a diventare voluminoso.
  • Quali problemi fitosanitari può avere?
    L'Alkekengi è generalmente resistente agli attacchi di insetti e parassiti animali. Il rischio principale deriva da muffe e marciumi radicali, causati quasi esclusivamente da un drenaggio inadeguato del terreno. Se noti questi sintomi, riduci immediatamente le irrigazioni al minimo indispensabile e tratta la pianta con fungicidi naturali o biologici specifici per risolvere il problema rapidamente.

Scheda Tecnica

Physalis alkekengi

Nome scientificoPhysalis alkekengi
FamigliaSolanacee
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineAsia ed Europa
EsposizioneLuminosa, parzialmente ombreggiata, proteggersi dal freddo intenso (sotto 0°C)
Temperatura minimaProteggere sotto 0°C
TerrenoNon compatto, ricco di sostanza organica, ben drenato (sabbioso/argilloso)
IrrigazioneCostante in primavera/estate, ridotta in inverno; evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera/Estate (infiorescenze bianche/tenui)
ConcimazioneGenerosa in periodo vegetativo; preferire potassio; organico granulare ogni bimestre o liquido bisettimanale
PotaturaEliminare solo foglie ingiallite e residui secchi; nessuna potatura drastica necessaria
Malattie e parassitiMuffe e marciumi radicali da scarso drenaggio; raramente attacchi di insetti
Difficoltà di coltivazioneMedia/Bassa (facile coltivazione)

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