Fiore di Origano

Aromatiche

Origano - Origanum vulgare

Le foglie ed i fiori di origano vengono utilizzati in cucina per aromatizzare svariati piatti, dalle verdure alla pizza. Inoltre si descrivono le principali tecniche di coltivazione adottate.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

L’origano appartiene alla famiglia delle Labiate, al genere Origanum ed alla specie vulgare. È una pianta erbacea perenne, alta 50-60 cm, con un portamento eretto, fusti legnosi alla base, ramificati superiormente, a sezione quadrangolare, pelosi e di un colore verde tendente al rosso; le radici sono dei rizomi di consistenza fibrosa. Le foglie sono opposte, piccole, di una forma ovale allungata, brevemente picciolate, di colore verde tendente al grigio, con i bordi pelosi e lievemente seghettati. I fiori sono ermafroditi, piccoli, di colore bianco-rosato, con delle brattee rosse e riuniti in infiorescenze a pannocchia localizzate all’apice dei fusti. La fioritura si verifica da luglio fino ad inizio autunno, l’impollinazione è entomofila, operata prevalentemente da api e farfalle; i fiori, inoltre, costituiscono una fonte di cibo per gli uccelli. Il frutto è un achenio contenente i piccoli semi che maturano nei mesi di settembre ed ottobre. Le foglie e le infiorescenze emanano il profumo intenso caratteristico dell’origano e costituiscono le parti di pianta utilizzate.

Clima e terreno

L’origano preferisce i climi temperati caldi, però si adatta anche a quelli temperati freddi in quanto resiste bene agli inverni rigidi, sopportando temperature di alcuni gradi sotto lo zero. Le esposizioni migliori sono gli ambienti completamente soleggiati e ben areati, nelle aree ombreggiate diminuisce la produzione e la qualità dell’olio essenziale, quest’ultima è esaltata in prossimità dei litorali. L’origano predilige i terreni sciolti, di medio impasto, fertili, asciutti, calcarei, ben drenati e con una buona dotazione di sostanza organica, vegeta bene anche sui suoli aridi e sassosi, mentre rifugge quelli compatti in quanto risultano sensibili ai ristagni idrici. È una specie originaria del bacino del Mediterraneo, ove cresce allo stato spontaneo dalla pianura fino ad un’altitudine di 1200 m, nel nostro Paese è diffuso più o meno in tutto il territorio.

Propagazione

L’origano si moltiplica per seme e per via vegetativa per divisione dei cespi e per talea. La semina può avvenire direttamente in campo nel mese di aprile, però i tempi della germinazione sono piuttosto lunghi, ed in semenzaio a febbraio-marzo. Nel secondo caso i semi si mettono in contenitori con un substrato leggero e fertile che deve essere inumidito, in seguito vanno mantenuti al buio per favorire la germinazione, mentre all’emergenza delle piantine, si aumenta la luminosità; verso l’inizio di maggio le piantine sono pronte ad essere trapiantate. Le talee vengono prelevate ad inizio estate sui germogli dell’anno non fioriferi alla base della pianta, si pongono in un substrato costituito da sabbia e torba in parti uguali. Una volta avvenuta la radicazione le piantine sono pronte ad essere trapiantate, anche in autunno. La divisione dei cespi si effettua sfruttando la buona capacità di radicazione dei fusti in prossimità dei nodi quando sono a contatto col terreno.

Tecniche di coltivazione

L’origano viene coltivato negli orti e nei giardini famigliari, in pieno campo ed in vaso all’aperto. Le distanze d’impianto tra le file sono di 60-70 cm e sulla fila di 20-30 cm, con un investimento di 5-8 piante/mq. Nel caso in cui si effettua la semina diretta in piena terra una volta che le piantine sono alte 5 cm va eseguito il diradamento. Il ciclo di coltivazione dell’origano si protrae da 4 a 8 anni. Il controllo delle erbe infestanti negli orti e nei giardini famigliari si esegue effettuando delle scerbature manuali, mentre su coltivazioni in pieno campo si ricorre a delle sarchiature tra le file, utili anche a rompere la crosta superficiale in modo da arieggiare il terreno. La concimazione consiste nell’apportare del letame maturo durante la preparazione del letto di semina, negli anni successivi si somministrano l’azoto alla ripresa vegetativa, mentre fosforo e potassio vengono distribuiti a fine inverno. L’irrigazione si effettua una volta avvenuto l’impianto e dopo ogni sfalcio durante l’estate. L’origano è una pianta è poco soggetta ad attacchi di parassiti, però se coltivata su terreni soggetti ai ristagni idrici può essere colpita dai marciumi radicali; tra gli insetti si ricordano le cicaline e l’afide nero.

Raccolta

Nel caso di una coltivazione in pieno campo viene raccolta la pianta intera eseguendo degli sfalci poco al di sopra del colletto, l’operazione si svolge due volte all’anno: a luglio e a settembre-ottobre, poco prima della schiusura dei fiori. L’olio essenziale viene estratto per lo 0,2-0,3 % mediante la distillazione in corrente di vapore. L’essiccazione dell’intera pianta avviene in ambiente riparato dalla luce, asciutto e con una buona circolazione d’aria.

Proprietà ed utilizzo

L’origano possiede proprietà medicinali espettoranti, antisettiche, antispasmodiche, carminative, tonificanti del sistema nervoso e digestive in quanto stimola la secrezione dei succhi gastrici, elimina i gas in eccesso e blocca le fermentazioni a livello intestinale. In cucina le foglie ed i fiori sono utilizzati freschi o essiccati per aromatizzare insalate, pomodoro e mozzarella, pizze, focacce, carni alla pizzaiola, minestre, piatti a base di pesce, piatti di patate e di zucchine.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quando è il momento migliore per raccogliere l'origano?
    La raccolta ideale avviene due volte l'anno: a luglio e a settembre-ottobre, poco prima della schiusura dei fiori, quando il contenuto di olio essenziale è massimo. Si eseguono sfalci poco al di sopra del colletto. Per uso domestico, puoi raccogliere le foglie e le infiorescenze fresche in qualsiasi periodo vegetativo, ma la concentrazione aromatica è ottimale in primavera inoltrata e in autunno.
  • Come devo annaffiare l'origano per evitarne la morte?
    L'origano teme fortemente i ristagni idrici, che causano marciumi radicali fatali. Annaffia solo dopo aver verificato che il terreno sia asciugo, specialmente dopo ogni sfalcio estivo. È fondamentale garantire un ottimo drenaggio: usa terreni sciolti, sabbiosi o calcarei. In vaso, assicurati che il sottovaso sia sempre vuoto. Meglio irrigare raramente ma abbondantemente piuttosto che spesso con poca acqua.
  • Si può coltivare l'origano in vaso?
    Sì, l'origano si coltiva perfettamente in vaso all'aperto. Scegli un contenitore capiente con fori di drenaggio efficaci. Il substrato deve essere leggero, fertile e ben drenante, preferibilmente misto a sabbia o ghiaia per impedire il ristagno. Espone il vaso in pieno sole: l'ombra riduce la produzione di olio essenziale e indebolisce la pianta. Ricorda di rinvasare o dividere i cespi ogni 4-8 anni.
  • Qual è il metodo di propagazione più veloce?
    Il metodo più rapido ed efficace è la divisione dei cespi, sfruttando la naturale capacità della pianta di emettere radici dai fusti a contatto con il suolo. In alternativa, le talee prelevate a inizio estate su germogli non fioriferi attecchiscono rapidamente in miscela sabbia-torba. La semina è possibile ma richiede tempi più lunghi: in semenzaio a febbraio-marzo o direttamente a terra ad aprile, con germinazione lenta.
  • Come si conserva l'origano raccolto?
    Per conservarlo a lungo, raccogli la pianta intera poco prima della fioritura e falla essiccare in ambiente riparato dalla luce diretta, asciutto e ben ventilato. Puoi appendere i mazzetti a testa in giù. Una volta secco, stacca le foglie e i fiori, conservandoli in barattoli ermetici al buio. L'origano essiccato mantiene aroma e proprietà medicinali molto meglio di quello fresco, purché non esposto a umidità.

Scheda Tecnica

Origanum vulgare

Nome scientificoOriganum vulgare
FamigliaLamiaceae (Labiate)
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineBacino del Mediterraneo
EsposizionePieno sole, ben aerata
TerrenoScioltо, drenante, calcareo, arido
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraLuglio - inizio autunno
Altezza50-60 cm
ConcimazioneLetame maturo, NPK bilanciato
PotaturaSfalcio a luglio e settembre/ottobre
MoltiplicazioneSemina, talea, divisione dei cespi
Malattie e parassitiMarciumi radicali (da ristagno), afide nero, cicaline
Difficoltà di coltivazioneFacile

Potrebbe interessarti anche