Il fiore del cappero

Aromatiche

Cappero coltivazione

I capperi che noi comunemente usiamo in cucina non sono altro che i boccioli floreali o i frutti immaturi della pianta del cappero. Questi vengono raccolti e conservati sotto sale oppure sott’aceto. Hanno un sapore intenso e sono mangiati da soli o usati per preparare condimenti o salse.

di Redazione

15 settembre 2014

Descrizione della pianta del cappero

La pianta del cappero può anche raggiungere l’altezza di un metro e di solito si sviluppa sul suolo, appesa sui muri secchi oppure sulla roccia lungo spaccature. La pianta ha un aspetto piuttosto disordinato, ramificato e molto denso. Le sue foglie sono piccole e arrotondate, spesse e di un bel colore verde piuttosto scuro. I fiori della pianta invece, che sbocciano durante l’estate, sono abbastanza grandi e decorativi, hanno un colore bianco oppure rosato e sono molto appariscenti. Nelle preparazioni culinarie si usano in realtà i boccioli dei fiori e i suoi frutti immaturi utilizzati principalmente per fare salse o condimenti specialmente per le pietanze caratteristiche dell’Italia meridionale. La pianta del cappero è in genere una pianta molto robusta e non viene colpita da malattie oppure da parassiti.

Come coltivare la pianta del cappero

La pianta del cappero è spontanea e vive nei luoghi più adatti a lei. Se la si vuole coltivare in giardino o in vaso occorre rispettare alcune regole che la rendono bella e rigogliosa. Innanzitutto bisogna stare attenti all’esposizione: i capperi hanno la necessità di una posizione molto soleggiata per svilupparsi nel modo migliore. Si tratta di piante mediterranee e quindi amano le estati calde, con le temperature superiori anche ai 35 o 40°C. Preferiscono anche inverni miti, anche se è possibile che sopportino periodi brevi di gelo che non sia troppo intenso. Non hanno bisogno di molta acqua e preferiscono la siccità a un eccesso di annaffiature. Se i capperi sono coltivati nei vasi hanno bisogno di essere annaffiati solo se il substrato si trova del tutto a secco da diversi giorni. La pianta del cappero ama un terreno povero, asciutto e ben drenato. In natura i capperi in effetti crescono in mezzo ai sassi o nelle fessure delle rocce o dei muri. Il suo substrato ideale, se vogliamo coltivarlo in giardino o in vaso, è quello di una miscela di terriccio per gli agrumi e una molta sabbia e lapillo, in maniera da avere un terriccio friabile e incoerente.

La moltiplicazione della pianta del cappero

La riproduzione della pianta del cappero avviene tramite i suoi semi, preferibilmente utilizzando quelli freschi. I semi vanno messi nel terreno in un grandissimo numero, superiore a quello necessario, perché la loro germinabilità è piuttosto scarsa. Per ricavare i semi dalla pianta del cappero si devono prendere soltanto quei semi che sono secchi. Poi è consigliabile lasciarli per qualche ora nell’acqua tiepida prima che vengano seminati in terra. La pianta del cappero si può anche moltiplicare per talea. Di solito verso il finire dell’inverno si effettua la propagazione delle piante di capperi usando i rami che sono stati potati come delle talee. Con questo sistema in soli due anni si possono ottenere delle belle piante di cappero che porteranno numerosi e bellissimi fiori.

I capperi in cucina

Il cappero è una pianta aromatica tra le più usate per le pietanze della cucina mediterranea: questo frutto si abbina molto facilmente sia a carne, che a pesce lesso, ma si può anche utilizzare per preparare ottime salse, delle frittate o delle buone pizze. Occorre ricordare che è bene che i capperi vengano usati preferibilmente a crudo, aggiungendoli all’ultimo momento alle varie preparazioni, sia che siano interi sia che siano tritati: i capperi, infatti, se cotti, perdono l’aroma e la dolcezza e possono acquistare anche un retrogusto piuttosto amaro. Se si comprano i capperi che si trovano in commercio in salamoia oppure sott'aceto, questi devono essere sciacquati prima di essere utilizzati in cucina. I capperi messi sotto sale invece devono essere tenuti, per circa venti minuti, a bagno nell’acqua, cambiandola più di due volte. Alla fine vanno scolati, poi strizzati e usati in cucina. Se si desidera prepararli sotto sale in casa, è piuttosto semplice: basta pulire, lavare e asciugare i capperi. Poi alternarli con sale grosso a strati in un vasetto di vetro: l’ultimo strato deve essere di sale. Si chiudono i vasetti e si lasciano al buio per 1 mese.

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Domande frequenti

  • Come devo posizionare il cappero in giardino o in vaso?
    Il cappero richiede assolutamente una posizione a pieno sole per svilupparsi correttamente. Essendo una pianta mediterranea, ama il caldo intenso e tollera benissimo le temperature estive superiori ai 35-40°C. Predilige anche inverni miti, sebbene possa resistere a brevi periodi di gelo leggero. Evita posizioni ombreggiate o ventose, poiché la pianta prospera meglio in ambienti caldi e luminosi, simulando il suo habitat naturale roccioso.
  • Quale terreno è adatto per la coltivazione del cappero?
    Il cappero necessita di un terreno povero, asciutto e soprattutto ben drenato. In natura cresce tra le rocce e nei muri a secco, quindi il substrato ideale in coltivazione deve essere friabile e poco compatto. Una buona soluzione è mescolare terriccio per agrumi con abbondante sabbia e lapillo. Questo mix garantisce un drenaggio perfetto, evitando il ristagno idrico che la pianta non tollera affatto, preferendo la siccità all'eccesso di umidità.
  • Come si moltiplica il cappero e quanto tempo ci vuole?
    La moltiplicazione avviene principalmente per seme o per talea. I semi hanno una germinabilità bassa, quindi ne occorrono molti; è utile immergerli in acqua tiepida prima della semina. Alternativamente, si possono usare talee prelevate dai rami potati a fine inverno. Il metodo per talea è più rapido: permette di ottenere piante fiorite e produttive in soli due anni, garantendo risultati più certi rispetto alla semina diretta.
  • Come si conservano e si usano i capperi in cucina?
    I capperi si conservano sott'aceto o sotto sale. Se acquistati in salamoia, sciacquali bene prima dell'uso; se sotto sale, mettili in ammollo per 20 minuti cambiando l'acqua più volte, poi strizzali. In cucina, preferiscili sempre a crudo, aggiunti alla fine della cottura per preservare aroma e dolcezza. La cottura prolungata li rende amari. Possono accompagnare carni, pesci, insalate o essere usati per salse e condimenti tipici mediterranei.
  • Con quale frequenza va innaffiato il cappero?
    Il cappero è una pianta molto resistente alla siccità e non richiede irrigazioni frequenti. Va annaffiato solo quando il substrato risulta completamente secco da diversi giorni. L'eccesso di acqua è dannoso e può causare marciumi radicali. In vaso, controlla l'umidità del terreno prima di intervenire. Questa esigenza di poca acqua riflette la sua origine naturale in ambienti aridi e rocciosi, dove la pianta attinge umidità dalle fessure delle pietre.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaArbusto perenne, rustico e mediterraneo.
OrigineSpontaneo, tipico delle zone rocciose e costiere.
EsposizionePieno sole, posizioni calde e riparate.
Temperatura minimaSopporto brevi gelate non intense; ama estati sopra i 35-40°C.
TerrenoPovero, asciutto, ben drenato, sassoso o calcareo.
IrrigazioneScarsa; preferisce la siccità. Annaffiare solo se il substrato è completamente secco.
FiorituraEstate; fiori bianchi o rosati, grandi e appariscenti.
AltezzaFino a 1 metro, portamento disordinato e denso.
ConcimazioneNon richiesta specificamente; terreno già povero è sufficiente.
PotaturaEffettuare la potatura a fine inverno per recuperare materiale da talea.
MoltiplicazionePer seme (germinabilità scarsa, usare molti semi) o per talea legnosa a fine inverno.
Malattie e parassitiGeneralmente robusta, non soggetta a malattie o parassiti rilevanti.
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, adatta a principianti grazie alla sua resistenza.

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