Disegno botanico di capparis spinosa

Aromatiche

Fiore del cappero

Il cappero è una pianta aromatica ampiamente usata in cucina, che viene in genere conservata sotto sale. Forse non tutti sanno che ciò che si consuma è il fiore del cappero, quando ancora non è che un bocciolo. Ma i suoi fiori schiusi sono molto belli, anche per adornare il giardino.

di Redazione

03 novembre 2014

La pianta del cappero

La pianta del cappero, il cui nome botanico è capparis spinosa, appartiene alla famiglia delle capparaceae, ed è un arbusto che si trova assai diffuso in modo spontaneo in tutta l'area del Mediterraneo. Anche in Italia non è infrequente vederlo nascere anche in luoghi impensabili, sui musi o lungo le scarpate. Questo accade perchè dei suoi semi sono particolarmente ghiotti lucertole e gechi, che poi quindi li diffondono nel loro percorso. La pianta del cappero si contraddistingue per i lunghi rami con foglie arrotondate e lucide, e soprattutto per i suoi fiori. Quando sbocciano, hanno un bel colore bianco e lunghi stami rosso violacei; ma in genere vengono colti quando non sono che boccioli, per essere consumati in cucina. Anche i frutti vengono usati in cucina: si chiamano cucunci e sembrano dei piccoli cetrioli che si usano come appetizer.

Come coltivare il cappero

La pianta del cappero non è soltanto fonte dei suoi gustosi fiori, ma in giardino molto spesso viene messa a puro scopo ornamentale. Come si diceva, è molto facile trovarla diffusa in natura, ma si può piantare in un'aiuola o in un vaso, e non necessita di molte cure. Il cappero ha radici molto ramificate che non necessitano di tanta acqua, anzi, ciò che temono maggiormente sono proprio i ristagni idrici. La cosa più importante da fare consiste nel preparare bene il terreno, con materiale sabbioso, scavando buche molto profonde, anche di 60 centimetri, affinchè le radici attecchiscano bene. Le piantine dovrebbero esser messe a dimora durante l'inveno, preferibilmente tra gennaio e febbraio, e innaffiate con regolarità ma non troppo abbondantemente. Se le piante si trovano bene, un cappereto può durare anche fino a trent'anni.

Il fiore del cappero

Volendo, la pianta del cappero si può mettere anche in vaso. Il vaso dovrebbe essere lungo e stretto, e sarebbe meglio che fosse realizzato in terracotta. Sul fondo del vaso si deve mettere del materiale drenante e poi posizionare il tutto in un luogo soleggiato, perchè il cappero ama le temperature miti (per quanto cresca bene anche a latitudini più fredde). In maggio compariranno i primi fiori, che continueranno a prodursi fino a settembre. Il bocciolo del fiore del cappero è la parte che viene raccolta per essere poi usato in cucina, ma non si può mangiare così com'è. Infatti va messo sottaceto o sotto sale; ma se non si desidera altro che avere una bella pianta ornamentale, si possono lasciare i boccioli del fiore del cappero schiudersi, per ottenere una abbondante fioritura. Alla fine verranno prodotti anche i frutti, i cui semi interni possono essere usati per creare altre piantine; altrimenti si può procedere alla riproduzione per talea.

Il fiore del cappero e i suoi usi

Se invece si desiderano raccogliere i boccioli del fiore del cappero, essi vanno poi messi sotto sale o in salamoia. Infatti il loro sapore è molto aspro, se mangiati senza alcun tipo di preparazione. Invece, una volta insaporiti con le modalità descritte, diventano un ingrediente molto usato in cucina, che si sposa bene a piatti di pesce o di carne. I capperi più noti sono proprio di produzione italiana, come ad esempio i capperi di Pantelleria, o anche quelli di Salina. Oltre che in cucina, il cappero si usa anche per le sue proprietà fitoterapiche, perchè corteccia e radici hanno virtù diuretiche, e pare che rinforzino i vasi sanguigni. L'infuso di radici di capperi e di germogli giovani invece è un vero toccasana per i reumatismi, e infine gli estratti del frutto sono coadiuvanti nella cura di dermatiti e altre patologie della pelle.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra il bocciolo e il fiore maturo del cappero?
    Il bocciolo del cappero è la parte commestibile della pianta, raccolto prima della fioritura per essere conservato sotto sale o aceto. Una volta schiuso, il fiore diventa completamente bianco con lunghi stami rosso-violacei. Sebbene sia esteticamente molto bello e adatto all'ornamentazione in giardino, il fiore maturo non viene solitamente utilizzato in cucina come il bocciolo, che ha un sapore aspro tipico dei condimenti.
  • Come si prepara il terreno per piantare il cappero?
    Per garantire una buona attecchitura, è fondamentale preparare un terreno prevalentemente sabbioso e ben drenato, poiché il cappero teme fortemente i ristagni idrici. Si consiglia di scavare buche piuttosto profonde, almeno 60 centimetri, per permettere alle radici ramificate di svilupparsi correttamente. Questa preparazione è cruciale sia per la coltivazione in piena terra che per quella in vaso, dove il drenaggio deve essere assicurato da materiale specifico sul fondo.
  • Quando e come moltiplicare il cappero?
    Le piantine di cappero dovrebbero essere messe a dimora preferibilmente durante l'inverno, tra gennaio e febbraio. La moltiplicazione può avvenire tramite seme o per talea. I semi sono dispersi naturalmente da lucertole e gechi nell'ambiente selvatico. Se si raccolgono i semi dai frutti maturi (cucunci), è possibile crearne di nuove piantine. In alternativa, la propagazione per talea è un metodo efficace per riprodurre la pianta in modo controllato.
  • Quali sono le proprietà benefiche e gli usi medicinali del cappero?
    Oltre all'uso culinario, il cappero ha proprietà fitoterapiche riconosciute. Corteccia e radici presentano virtù diuretiche e aiutano a rinforzare i vasi sanguigni. Un infuso preparato con radici di capperi e germogli giovani è considerato utile contro i reumatismi. Inoltre, gli estratti derivati dal frutto sono impiegati come coadiuvanti nella cura di dermatiti e altre problematiche cutanee, sfruttando le proprietà naturali della pianta.
  • È possibile coltivare il cappero in vaso?
    Sì, il cappero può essere coltivato con successo in vaso, rendendolo ideale anche per balconi o spazi ridotti. È preferibile utilizzare vasi lunghi e stretti, idealmente in terracotta, per favorire lo sviluppo radicale. Sul fondo bisogna inserire materiale drenante per evitare il ristagno dell'acqua. La pianta va posizionata in un luogo soleggiato e gradisce le temperature miti, pur mostrando una certa adattabilità anche a latitudini più fredde.

Scheda Tecnica

Capparis spinosa

Nome scientificoCapparis spinosa
FamigliaCapparaceae
Tipo di piantaArbusto perenne
OrigineArea mediterranea
EsposizionePieno sole
TerrenoSabbioso, ben drenato
IrrigazioneModerata, teme i ristagni idrici
FiorituraMaggio - Settembre
MoltiplicazioneSeme o talea
Difficoltà di coltivazioneFacile

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