Il fiore zafferano

Aromatiche

Fiore zafferano

Tutti lo conoscono per il colore giallo oro, per il profumo intenso e per l'inconfondibile aroma. Ha una storia antica quanto il mondo, così prezioso da essere definito il "re delle spezie". Pochi sanno che potrebbe crescere in tutti i nostri orti. È il fiore zafferano, bello quanto prezioso.

di Redazione

10 ottobre 2014

Dall'Asia ai nostri orti: il fiore zafferano

Lo zafferano è una delle piante più antiche presenti nei nostri orti. Originaria delle aree dell'Asia Mediterranea, la sua diffusione è dovuta ai Greci, che ne iniziarono la coltivazione in tutta l'area del Mediterraneo, a partire dal 200 a.C. Spezia degli dei, lo Zafferano era conosciuto più per le sue proprietà curative, aromatiche e decorative, che non per il suo impiego in cucina. Veniva usato, infatti, come profumo, per tessuti e ambienti, come afrodisiaco e digestivo e, dall'estrazione degli stimmi del fiore, se ne ricavava una sostanza colorante molto ricercata. Era quindi una spezia molto preziosa e cara, tanto da essere usata come moneta di scambio. Anche oggi il fiore zafferano è considerato una pianta aromatica molto pregiata e ricercata, soprattutto per il processo di raccolta del fiore e sfioritura. Eppure coltivarla nel proprio orto è molto semplice. Basta seguire pochi, fondamentali passi.

Conosciamo più da vicino il fiore zafferano

Il fiore zafferano, "Crocus Sativo", è una pianta a bulbo della famiglia della iridacee. È caratterizzata da foglie lunghe e strette, d'un bel verde carico, che racchiudono il fiore vero e proprio, composto da 6 petali color viola intenso. Nel cuore del fiore si trovano i tanto preziosi stimmi, tre piccoli steli di color rosso vivace, parte femminile della pianta, che poggiano su altrettanti stami gialli, la parte maschile. Questa struttura così particolare, fa sì che il fiore non generi semi fertili. La sua riproduzione, infatti, avviene per "clonazione del bulbo", fattore che la rende particolarmente adattabile e resistente, su qualsiasi tipo di terreno. In effetti, se vogliamo che la nostra coltivazione di fiori zafferano dia i suoi frutti, dobbiamo cominciare proprio dal terreno. La pianta, infatti, preferisce terreni sabbiosi e molto drenanti, tali da garantirle il giusto apporto d'acqua, senza il rischio di ristagni che potrebbero esserle fatali. Nessun problema, invece, sembrano dare le condizioni climatiche. Come molte piante a bulbo, anche il "Crocus" resiste agli inverni più rigidi ed alle estati più calde.

Quando e come piantare i bulbi

Il momento migliore per poter piantare i bulbi del fiore zafferano è il periodo che va da agosto a settembre. Il ciclo di germogliazione e di fioritura avviene, infatti, con i primi mesi d'autunno, tra settembre ed ottobre. Prepariamo il terreno per la coltivazione e tracciamo un solco abbastanza lungo da lasciare cinque centimetri di distanza tra un bulbo e l'altro. Procediamo con l'interramento dei bulbi, ad una profondità ideale di dieci centimetri; quindi ricopriamoli di terra, senza comprimerla eccessivamente. Ricordiamoci di scavare un piccolo canale di scolo parallelo alla fila di bulbi appena piantati, in modo da permettere il corretto drenaggio del terreno. Per ottenere un risultato ottimale, è bene ricordarsi di piantare un massimo di 60 bulbi per metro quadrato. Così tutte le piante avranno assicurato il giusto nutrimento. Dovremmo attendere dai 3 ai 4 mesi, prima di veder spuntare i primi germogli, e comunque non prima della seconda metà di ottobre. Da lì a pochi giorni, le foglie si dischiudono, mettendo alla luce il fiore zafferano. Il periodo di massima fioritura è tra ottobre e novembre.

Fioritura e messa a riposo del fiore zafferano

Il nostro bulbo si è schiuso e ha dato alla luce dai due ai tre fiori. Poche ore dopo la fioritura, faranno la loro comparsa anche gli stimmi. È questo il momento giusto per raccogliere il fiore zafferano. Ogni fiore va staccato a mano, aiutandosi con il pollice e l'indice, e senza usare forbici o lame. Dobbiamo stare molto attenti e seguire la fioritura del "Crocus", quotidianamente. È molto importante, infatti, cogliere ogni singolo fiore a poche ore dalla sua fioritura e alle prime luci del mattino, quando non si è ancora completamente schiuso. Pochi accorgimenti che ci permetteranno di preservare freschezza e fragranza degli stimmi. A questo punto si può procedere alla sfioritura, ovvero alla raccolta degli stimmi. La prima cosa da fare è togliere uno ad uno i petali, facendo molta attenzione a non toccare l'interno del fiore. Una volta "messo a nudo" il suo cuore, bisogna staccare delicatamente ciascuno stimma, direttamente dalla base, per poi procedere alla essiccazione. I bulbi piantati daranno foglie per tutto l'inverno, per poi andare in quiescenza nel periodo estivo e riprendere a germogliare con l'arrivo dell'autunno.

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Domande frequenti

  • Come si raccolgono e conservano gli stimmi dello zafferano?
    La raccolta deve avvenire manualmente, staccando il fiore intero con le mani (niente forbici) nelle prime ore del mattino, poco dopo la schiusura. Una volta raccolto, si procede alla 'sfioritura': si rimuovono con cautela i petali viola per esporre il centro e si staccano delicatamente i tre stimmi rossi dalla base. Per preservarne aroma e proprietà, gli stimmi devono essere immediatamente sottoposti a essiccazione. È fondamentale lavorare con precisione per non danneggiare la parte femminile del fiore, garantendo così la qualità della spezia finale.
  • Quando e come si piantano i bulbi di zafferano?
    Il periodo ideale per la messa a dimora è l'estate inoltrata, tra agosto e settembre. Prepara il terreno scavando un solco profondo circa 10 cm. Posiziona i bulbi mantenendo una distanza di 5 cm l'uno dall'altro, rispettando il limite massimo di 60 bulbi per metro quadro per garantire nutrienti sufficienti. Copri con terra senza comprimere eccessivamente. È consigliabile creare un piccolo canale di scolo parallelo alla fila per prevenire ristagni, poiché il bulbo teme l'eccesso di umidità stagnante durante il radicamento.
  • Che tipo di terreno e cure richiede il Crocus sativus?
    Lo zafferano predilige terreni sabbiosi e fortemente drenanti. La capacità di resistere a climi rigidi in inverno e caldi in estate è elevata, ma il nemico principale è il ristagno idrico, che può essere fatale al bulbo. Non necessita di grandi cure: una volta piantato, si adatta bene. Le foglie rimangono verdi per tutto l'inverno, mentre la pianta entra in quiescenza (riposo vegetativo) durante l'estate, riprendendo la crescita solo con l'arrivo dell'autunno successivo.
  • Qual è il ciclo biologico unico dello zafferano?
    Il Crocus sativus è una pianta triploide sterile: non produce semi fertili. La sua propagazione avviene esclusivamente per clonazione del bulbo (gemme laterali). Questo aspetto biologico spiega perché la moltiplicazione sia manuale e lenta. La fioritura autunnale (ottobre-novembre) precede quella primaverile tipica di molti crochi; dopo la fioritura, le foglie persistono fino all'inverno per accumulare energie nel bulbo, che poi si esaurirà durante la dormienza estiva per rifiorire l'anno seguente.

Scheda Tecnica

Crocus sativus

Nome scientificoCrocus sativus
FamigliaIridacee
Tipo di piantaPerenne a bulbo
OrigineAsia Mediterranea
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaResistente al freddo invernale
TerrenoSabbioso, molto drenante
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraAutunnale (ottobre-novembre)
PotaturaNessuna
MoltiplicazioneClonazione del bulbo
Malattie e parassitiRistagno idrico (causa marciume)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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