Foglie della pianta della maggiorana

Aromatiche

Maggiorana pianta

La pianta della maggiorana può essere coltivata facilmente nell’orto di casa, assieme alle altre piante aromatiche come il rosmarino. Non necessita di cure particolari e difficilmente viene attaccata da parassiti dannosi. Se cresce in un luogo ben soleggiato, la sua profumazione sarà più accentuata.

di Redazione

04 settembre 2014

Caratteristiche principali della pianta della maggiorana

La pianta della maggiorana è originaria dell’Africa ma da molti anni viene coltivata anche nel nostro paese. Appartiene alla famiglia delle Lamiaceae e ne esistono numerose varietà che presentano profumazioni più o meno intense. La maggiorana ha un fusto a sezione quadrangolare a portamento eretto. Difficilmente supera i sessanta centimetri d’altezza e presenta una colorazione verde-rossastra. L’apparato radicale rimane in superficie soprattutto se il terreno è ricco di pietre. La pianta ha foglie piccole con una forma ovale e ricoperte da una peluria. In estate si ricopre di fiori bianchi leggermente sfumati di rosa raccolti in spighe. I semi invece sono contenuti in capsule ovali. Le foglie si utilizzano per preparazioni salate sia liguri che di altre regioni d’Italia.

Coltivazione della maggiorana

La pianta della maggiorana è un arbusto perenne di piccole dimensioni anche se spesso viene coltivata alla stregua di una pianta annuale. Resiste bene alle temperature sotto lo zero e difficilmente le radici marciscono se sottoposte a periodi con elevati tassi di umidità. Tuttavia per crescere bene, la maggiorana ha bisogno di essere piantata in un luogo bene esposto ai raggi diretti del sole per diverse ore al giorno. Preferisce i terreni aridi e poco ospitali per altre piante ma nelle successive settimane della sua messa a dimora deve essere annaffiata regolarmente perché la siccità potrebbe far morire le sue radici non ancora ben sviluppate. A distanza di circa un mese della messa a dimora della pianta, si possono iniziare a prelevare i suoi rametti odorosi.

Il terreno adatto per la coltivazione

La pianta della maggiorana si adatta facilmente a diverse tipologie di terreni che spaziano da quelli più aridi a quelli ricchi di sostanze nutritive. Tuttavia si sviluppa molto meglio in suoli prevalentemente alcalini, aridi e ben drenati. Se avete intenzione di effettuare una coltivazione di numerose piante di maggiorana, eseguite preventivamente un arricchimento del terreno adoperando azoto e potassio. In questo modo otterrete foglie molto più profumate e in luglio le fioriture saranno molto più cospicue. Per chi invece vuole coltivare la maggiorana in vaso, dovrà sistemare sul fondo dello stesso uno strato di ghiaia e sabbia. Ricoprite poi il tutto con abbondante terriccio alcalini facilmente reperibile in commercio nei negozi specializzati e mettete a dimora la nuova piantina.

Moltiplicazione della maggiorana

La moltiplicazione della maggiorana può essere effettuata indifferentemente per seme, per talea o per divisione della pianta. Come per altre specie di piante, la semina richiede tempi lunghi d’attesa e prima di poter raccogliere i rametti, dovranno trascorrere molte settimane. Inoltre, prelevando i semi da una pianta, non è detto che si ottengano piante identiche alla madre perché la genetica a volte gioca brutti scherzi e la qualità delle nuove piantine potrebbe essere del tutto dissimile. I semi devono essere sparsi sul terreno agli inizi della primavera. Preparate il suolo ad accoglierli zappandolo e aggiungendo della sabbia di fiume per renderlo più drenato. Innaffiate abbondantemente e attendete che nascano provvedendo a rimuovere le erbacce infestanti che inevitabilmente faranno capolino.

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Domande frequenti

  • Qual è il terreno ideale per coltivare la maggiorana?
    La maggiorana predilige terreni alcalini, aridi e particolarmente ben drenati. Si adatta bene anche a suoli poveri e sassosi, dove altre piante faticano. È fondamentale evitare terreni pesanti e umidi che potrebbero causare il marciume delle radici. Se si coltiva in vaso, è consigliabile creare uno strato drenante sul fondo con ghiaia e sabbia, utilizzando poi un terriccio specifico alcalino. Un'arricchimento del suolo con azoto e potassio può favorire foglie più profumate e fioriture più cospicue.
  • Quanto tempo ci vuole per raccogliere la maggiorana dopo la semina?
    La moltiplicazione per seme richiede tempi piuttosto lunghi. Dopo aver sparso i semi in primavera su un terreno preparato e drenato, bisogna attendere la germinazione e la crescita iniziale. Generalmente, si possono iniziare a prelevare i primi rametti odorosi circa un mese dopo la messa a dimora delle piantine nate dai semi. Tuttavia, il processo completo dalla semina alla piena produzione richiede diverse settimane di attesa, rendendo la talea o la divisione della pianta metodi più rapidi per avere risultati immediati.
  • Come devo irrigare la maggiorana per evitarne la morte?
    La maggiorana ama gli ambienti aridi ed è sensiva all'eccesso di umidità, specialmente nelle fasi iniziali. Dopo la messa a dimora, durante le prime settimane, è necessario annaffiare regolarmente per permettere alle radici di stabilizzarsi, poiché la siccità immediata potrebbe danneggiarle. Una volta acclimatata, la pianta tollera bene la secchezza. Attenzione però ai ristagni idrici e all'alta umidità ambientale, che favoriscono il marciume radicale. Annaffiare solo quando il terreno è asciutto e garantire sempre un ottimo drenaggio.
  • La maggiorana resige al gelo invernale?
    Sì, la maggiorana è tecnicamente un arbusto perenne e mostra una buona resistenza alle basse temperature, sopravvivendo anche a valori inferiori allo zero. Nonostante ciò, in molte zone climatiche viene trattata e coltivata come annuale per garantirne la massima vitalità e aroma. Se lasciata in terra, protegge le radici dal gelo eccessivo grazie al suo apparato superficiale, ma il clima locale può influenzarne la sopravvivenza invernale. In caso di inverni molto rigidi, una leggera pacciamatura può aiutare.
  • È meglio coltivare la maggiorana da seme o per talea?
    La scelta dipende dalle tempistiche desiderate. La semina è economica ma lenta: i semi impiegano tempo a germogliare e le nuove piante potrebbero non essere geneticamente identiche alla madre, variando in intensità aromatica. La talea o la divisione della pianta offrono risultati più certi e rapidi, garantendo piante cloni della madre con caratteristiche olfattive preservate. Se si desidera una coltivazione immediata e sicura, la talea è preferibile; se si ha pazienza e si vogliono molte piante, il seme va bene.

Scheda Tecnica

Origanum majorana

Nome scientificoOriganum majorana
FamigliaLamiaceae
Tipo di piantaArbusto perenne (spesso coltivato come annuale)
OrigineAfrica
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaResistente al freddo (sotto zero)
TerrenoAlcalino, arido, ben drenato, anche povero
IrrigazioneRegolare dopo la messa a dimora, evitare ristagni
FiorituraEstate (fiori bianchi/rosati in spighe)
AltezzaMax 60 cm
ConcimazioneAzoto e potassio per migliorare profumo e fioritura
PotaturaNessuna specifica menzionata, raccolta rametti
MoltiplicazioneSeme, talea, divisione della pianta
Malattie e parassitiDifficilmente attaccata da parassiti, rischio marciume radici se umidità elevata
Difficoltà di coltivazioneFacile

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