Cespuglio di pianta di capperi

Aromatiche

Pianta del cappero

La pianta del cappero è molto diffusa nei paesi mediterranei ma sono in pochi a conoscerne davvero le caratteristiche. Per chi ama i capperi non c'è niente di meglio che provare a coltivarli. Basterà qualche dritta per avere degli ottimi capperi con cui guarnire piatti da leccarsi i baffi!

di Redazione

12 settembre 2014

Breve storia della pianta del cappero

La pianta del cappero, definita 'capparis spinosa', è una varietà di arbusto che appartiene alla famiglia delle 'capparaceae' e al genere 'capparis'. Si tratta di un tipo di coltivazione che interessa i principali paesi del bacino del Mediterraneo. La si può trovare infatti in Marocco, Tunisia, Spagna, Grecia, Cipro, Iran e in tutta l'Asia minore. In Italia il cappero è coltivato lungo le zone costiere della penisola e soprattutto nelle isole siciliane di Pantelleria e Salina. Questa pianta era già nota in tempi remoti, tanto che alcuni semi sono stati rinvenuti in diversi scavi archeologici iraniani risalenti ad almeno 5000 anni fa. Anche i Greci e i Romani conoscevano i capperi e ne impiegavano le radici per preparare infusi e decotti mentre con i boccioli aromatizzavano i piatti. Inoltre sembra che Plinio abbia parlato del cappero in alcuni dei suoi scritti.

Caratteristiche generali della pianta del cappero

Il cappero può essere coltivato per scopo ornamentale ma anche per i suoi saporiti boccioli da mettere sotto sale o sott'aceto. Quale che sia lo scopo, è bene sapere che la pianta si presenta come compatto arbusto perenne e può arrivare ad un'altezza massima di un metro. Si aprono una serie di fusti sottili e ricadenti che alla base risultano legnosi. I rami fitti e lunghi sono ricoperti di foglie alterne, tondeggianti e leggermente pelose in superficie. Vicino al picciolo poi crescono delle piccole spine e per questo la specie è definita 'spinosa'. I fiori della pianta del cappero sono ermafroditi e composti di una corolla di 4 petali. In genere hanno una colorazione tra il bianco ed il rosa e sbocciano a partire dal mese di maggio. I frutti invece sono delle capsule verdi e ovali piene di semi. Quelli immaturi saranno i nostri capperi da cucina.

Come coltivare e curare la pianta del cappero

Coltivare la pianta del cappero non è difficile. Di solito predilige una posizione molto soleggiata ed esposta alla diretta luce solare. In quanto vegetazione mediterranea è adatta al clima caldo e umido e tollera le temperature oltre i 30-35°. Gli inverni invece dovrebbero essere piuttosto miti anche se il cappero resiste bene a brevi periodi di gelo. Il terreno deve essere povero, asciutto e ben drenato ma andrà bene anche un terriccio più sassoso. A fine di ogni inverno poi è consigliabile aggiungere del concime al terreno per favorire il nuovo ciclo vegetativo. Per quanto riguarda l'irrigazione, il cappero non richiede grandi quantità d'acqua. La pianta andrà quindi leggermente potata verso febbraio per eliminare i rami secchi mentre la sua riproduzione si può ottenere per semina o per talee.

Proprietà aromatiche della pianta del cappero

I capperi che mangiamo sono i boccioli della pianta e solitamente si raccolgono a mano in primavera. Il consiglio è di scegliere quelli più piccoli perché hanno più sapore. Non tutti sanno però che i capperi freschi non hanno nessun aroma particolare ma anzi sono amari. Solo dopo opportuni trattamenti acquistano il loro tipico sapore lievemente piccante. Andranno infatti salati, lavati e messi di nuovo sotto strati di sale o sott'aceto. I capperi fanno parte della tradizione culinaria italiana e vengono utilizzati per aromatizzare piatti a base di pesce, carne e pasta. Oltre al cappero si può mangiare il frutto della pianta detto 'cucunio' o 'capperone'. In ogni caso i migliori capperi sono quelli sotto sale e prima di utilizzarli conviene lasciarli in acqua fredda per venti minuti circa in modo da esaltarne il sapore.

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Domande frequenti

  • Come si raccolgono e preparano i capperi freschi?
    I capperi sono i boccioli floreali raccolti a mano in primavera. È preferibile scegliere quelli piccoli, poiché risultano più saporiti. Attenzione: i capperi freschi hanno un sapore amaro e privo di aroma. Per renderli commestibili e tipici, devono subire trattamenti specifici: vanno salati, lavati e successivamente conservati sotto sale o sott'aceto. Prima dell'uso, specialmente se provenienti da vasetti, è consigliato lasciarli in ammollo in acqua fredda per circa venti minuti per esaltarne il gusto e ridurne la sapidità.
  • Qual è il terreno ideale per coltivare il cappero?
    La Capparis spinosa predilige terreni poveri, asciutti e particolarmente ben drenati. Tollera perfettamente anche substrati sassosi, tipici degli ambienti aridi mediterranei. Un terreno troppo ricco o umido potrebbe causare problemi alle radici. Durante la preparazione del suolo, specialmente a fine inverno, è utile aggiungere del concime organico per sostenere il nuovo ciclo vegetativo primaverile, garantendo così una buona produzione di boccioli fiorali.
  • Quanto cresce in altezza la pianta del cappero?
    Il cappero si presenta come un arbusto perenne compatto. Generalmente raggiunge un'altezza massima di un metro. Presenta fusti sottili e ricadenti, che alla base tendono a lignificare. I rami sono fitti e lunghi, coperti da foglie alterne, tondeggianti e leggermente pelose. La struttura espansa e ricadente permette alla pianta di adattarsi bene ai venti marini tipici delle zone costiere dove viene comunemente coltivata.
  • Quando fiorisce la pianta del cappero?
    La fioritura della Capparis spinosa inizia generalmente a partire dal mese di maggio. I fiori sono ermafroditi e presentano una corolla composta da quattro petali, con colori che variano dal bianco al rosa. Dopo la fioritura, si sviluppano i frutti, ovvero capsule verdi e ovali piene di semi. I boccioli raccolti prima dell'apertura completa del fiore costituiscono i preziosi capperi da cucina.
  • Come si moltiplica il cappero?
    La riproduzione della pianta del cappero può avvenire principalmente attraverso due metodi: semina o talee. La semina richiede pazienza e condizioni controllate, mentre le talee offrono spesso risultati più rapidi per mantenere le caratteristiche della pianta madre. Entrambe le tecniche richiedono attenzione all'umidità del substrato durante le fasi iniziali di radicazione. Una volta attecchite, le giovani piante necessitano di poca acqua e pieno sole.

Scheda Tecnica

Capparis spinosa

Nome scientificoCapparis spinosa
FamigliaCapparaceae
Tipo di piantaArbusto perenne
OrigineBacino del Mediterraneo
EsposizioneSoleggiata
Temperatura minimaResistente a brevi gelate
TerrenoPovero, asciutto, ben drenato
IrrigazioneModerata, non eccessiva
FiorituraMaggio - Luglio
AltezzaFino a 1 metro
ConcimazioneConcime a fine inverno
PotaturaLeggera, verso febbraio
MoltiplicazioneSemina o talee
Difficoltà di coltivazioneFacile

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