Fiori sambuco

Aromatiche

Sambuco

Il sambuco è un arbusto ornamentale, grazie ai suoi fiori di bell'aspetto, ma anche aromatico. Produce inoltre un legno molto pregiato.

di Redazione

09 gennaio 2017

Quanto irrigare

Il sambuco è un arbusto perenne molto diffuso in Italia, soprattutto nelle zone non coltivate, in quanto si propaga facilmente allo stato selvatico. Per far sì che i suoi fiori e i suoi frutti crescano rigogliosi, richiede una certa quantità di umidità nel terreno, prerogativa fondamentale per mantenere la sua freschezza; nonostante ciò, teme fortemente i ristagni idrici, che possono essere causa di marciume radicale e di malattie più gravi, quindi va impiantato in un terreno drenante e gli interventi di annaffiatura vanno compiuti quando il terreno è ben asciutto. La frequenza e la quantità di acqua da utilizzare per ogni intervento di innaffiatura variano in base all'età della pianta ed all'ambiente in cui essa si trova. Per piante giovani, da poco messe a dimora, è necessario innaffiare la pianta ogni 2 settimane circa, per favorire la crescita delle radici che avviene nei primi 2 mesi; per piante adulte, l'acqua da somministrare può variare da 1 a 3 bicchieri ogni 3 settimane circa, in base alla temperatura ambientale.

Cure da fornire

Il sambuco è un arbusto particolarmente resistente alle temperature drastiche, sia calde che fredde. Predilige zone esposte per molte ore alla luce diretta del sole, anche se sopravvive in zone poste in penombra (in questo caso però la produzione di fiori è minore). È consigliato effettuare la potatura, soprattutto nei mesi invernali, dei rami danneggiati o di quelli troppo ingombranti, per garantire una buona esposizione alla luce di tutti i punti e per dare forma all'arbusto; per evitare la proliferazione di infezioni fungine, le ferite vanno trattate con una pomata sigillante specifica. Nel caso in cui si desideri prelevare il legno del sambuco, il periodo ideale è l'autunno; al contrario, la raccolta dei fiori va effettuata in primavera (tra aprile e maggio) e quella dei frutti a fine agosto, quando hanno raggiunto un buon grado di maturazione.

Esigenze nutrizionali

In quanto pianta selvatica, non richiede necessariamente importanti interventi di concimazione; tuttavia, la somministrazione del fertilizzante organico, se non eccessiva, può favorire la crescita e la maturazione dei frutti. Il periodo ideale per fertilizzare il terreno è compreso tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno: in questo modo, tra le altre cose, si forniscono le giuste difese alla pianta contro le gelate invernali. Poiché l'intervento di concimazione nell'anno è unico, è opportuno utilizzare un fertilizzante a lenta cessione, che sia granulare e che contribuisca a rendere il terreno ben drenante. A questo scopo è consigliato utilizzare uno stallatico maturo, bovino o equino, specifico per piante verdi; lo stallatico dev'essere ternario, ovvero deve contenere azoto, fosforo e potassio, in proporzioni sfavorevoli all'azoto.

Malattie e parassiti

La proliferazione spontanea del sambuco è permessa dalla sua enorme resistenza all'attacco di patogeni o parassiti, per questo motivo non bisogna temere particolari pericoli. Tuttavia, talvolta le attività effettuate dall'uomo, come la potatura, possono aumentare i rischi di attacco per l'arbusto, quindi è importante mettere in atto alcuni piccoli accorgimenti. Gli insetti che più comunemente attaccano il sambuco sono afidi e cocciniglie, che possono essere rimossi sia manualmente (se sono presenti pochi esemplari), sia con l'impiego di un insetticida. Può essere utile, nelle zone maggiormente esposte a questi insetti, effettuare un trattamento preventivo durante la stagione fredda. In primavera, a causa dell'umidità e degli sbalzi termici, possono propagarsi delle malattie fungine che provocano l'appassimento di alcune delle foglie. I miceti possono penetrare facilmente attraverso ferite da potatura non cicatrizzate, e possono essere eliminati con un trattamento antifungino.

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Domande frequenti

  • Come devo irrigare correttamente il sambuco?
    Il sambuco richiede umidità nel terreno ma teme fortemente i ristagni idrici, che causano marciume radicale. Innaffia solo quando il suolo è ben asciutto. Per le piante giovani, usa acqua ogni due settimane per favorire l'attecchimento delle radici nei primi due mesi. Per gli esemplari adulti, somministra circa 1-3 bicchieri d'acqua ogni tre settimane, adattando la frequenza alla temperatura ambiente. Assicurati sempre che il terreno sia ben drenante.
  • Quando è il momento giusto per raccogliere fiori e frutti?
    La raccolta dei fiori va effettuata in primavera, specificamente tra aprile e maggio, quando sono pienamente sviluppati. I frutti (bacche nere) si raccolgono a fine agosto, quando hanno raggiunto un ottimo grado di maturazione. Se invece intendi prelevare il legno pregiato, il periodo ideale è l'autunno. Rispettare queste finestre temporali garantisce la massima qualità per usi culinari, medicinali o artigianali.
  • Quali cure richiedono la potatura e la concimazione?
    Effettua la potatura principalmente in inverno, rimuovendo i rami danneggiati, secchi o troppo ingombranti per dare forma alla pianta e migliorare l'esposizione alla luce. Disinfetta sempre le ferite con una pomata sigillante per prevenire infezioni fungine. Per la concimazione, basta un intervento annuale a fine estate/inizio autunno con fertilizzante organico a lenta cessione (come stallatico maturo ternario povero di azoto) per favorire la crescita e proteggere dalle gelate invernali.
  • Il sambuco soffre di malattie o attacchi di parassiti?
    È una pianta molto resistente, ma può subire attacchi di afidi e cocciniglie, rimovibili manualmente o con insetticidi specifici. In primavera, l'umidità e gli sbalzi termici favoriscono malattie fungine che appassiscono le foglie; i funghi entrano spesso tramite ferite da potatura non cicatrizzate. Prevenire i trattamenti preventivi in inverno e usare sempre disinfettanti sulle ferite è essenziale. Evita i ristagni idrici per prevenire il marciume radicale.

Scheda Tecnica

FamigliaAdoxaceae
Tipo di piantaArbusto perenne
OrigineEuropa, Asia e Nord Africa
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoDrenante, fertile, non calcareo preferibilmente
IrrigazioneModerata, solo quando il terreno è asciutto; evitare ristagni
FiorituraPrimavera (aprile-maggio)
Altezza2-5 metri
ConcimazioneOrganica a lenta cessione (es. stallatico maturo) a fine estate/inizio autunno
PotaturaInvernale, per rimuovere rami secchi/danneggiati e dare forma
MoltiplicazionePer talea o polloni (si riproduce facilmente allo stato selvatico)
Malattie e parassitiAfidi, cocciniglie, marciume radicale da ristagno, funghi da ferite da potatura
Difficoltà di coltivazioneFacile (pianta rustica e resistente)

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