radicchio trevigiano veneto

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Coltivazione radicchio

Amate molto tutti i tipi di ortaggi? Vorreste conoscere la coltivazione del radicchio? Il radicchio rosso trevigiano è uno degli ortaggi più prelibati al mondo, ricercato e per palati fini. Le ricette a base di radicchio trovano posto nei più elitari ristoranti italiani al mondo.

di Redazione

16 febbraio 2015

Il radicchio trevigiano: proprietà e caratteristiche

Il radicchio rosso di Treviso è una cicoria coltivata nel Trevigiano e famosa in tutto il mondo per le sue qualità, tanto da aver ricevuto il marchio IGP. La sua fama uscì dalla piccola provincia veneta nella metà dell’800 divenendo nota in tutto il mondo. Si deve all’agronomo Giuseppe Benzi la prima "Mostra del radicchio" il 19 dicembre del 1899, nella Loggia di Piazza dei Signori a Treviso. La prima Mostra del radicchio rosso trevigiano, quella del 1899, ancora oggi continua ad essere esposta nella Loggia del Palazzo dei Trecento e, proprio a partire da questa data, la celebre Associazione Agraria Trevigiana ha inaugurato dei mercati annuali nella metà del mese di dicembre per pubblicizzare le nuove tecniche di imbianchimento nella produzione del radicchio pregiato. Lo studio delle tecniche di imbianchimento ha inizio nella metà dell’800 con le tecniche apprese in Belgio da Francesco Van den Borre che sperimentò sulle coltivazioni delle cicorie locali. Questa produzione è unica perché la sua coltivazione si adatta bene solo alla terra veneta, nonostante sia stata tentata più volte in altre zone d’Italia e d’Europa.

Le varietà del radicchio rosso trevigiano

Esistono in commercio due diverse varietà di radicchio trevigiano, quella precoce e quella tardiva. La varietà precoce è quella disponibile dalla fine di settembre, abbastanza grossa nell’aspetto, con delle foglie larghe di colore rosso intenso e una lunga costola centrale bianca e che si contraddistingue per il sapore amarognolo. La varietà tardiva, nota anche come il " classico spadone trevigiano", si presenta con delle foglie strette di colore rosso vinoso con la costola dorsale bianca. Questa specie è quella più pregiata in quanto per la sua produzione sono necessarie delle operazioni più complesse che rendono la cicoria molto più delicata al palato e meno amara. La varietà precoce raggiunge la sua maturazione ai primi di settembre, quella tardiva alla metà del mese di novembre. La coltivazione del radicchio non è semplice e richiede molte cure e conoscenze, oltre a ricerche continue per implementarne la produzione che annualmente supera i 12 quintali, di cui due terzi consumati nella provincia veneta ed il restante nel resto d’Italia, Europa e America.

La coltivazione del radicchio trevigiano

Prima della coltivazione del radicchio, il terreno va lavorato con cura in modo che sia leggero e pulito per la semina o per il trapianto delle piantine. E’ necessario che sia ben drenato, ma bisogna assolutamente evitare i ristagni di acqua che farebbero marcire le piantine; solitamente il terreno viene arricchito di minerali come anidride fosforica, ossido di potassio e azoto; alcuni agricoltori sottopongono il terreno ad analisi chimiche per individuare il suo Ph e le quantità di minerali presenti e poter dare così un giusto apporto di sostanze organiche. La semina del radicchio trevigiano avviene in campo aperto tra la fine di giugno e la metà di luglio, per questo radicchio pregiato non avviene il trapianto in quanto pregiudicherebbe la qualità della cicoria. La semina avviene a macchina, in quanto la sua grande produzione ha fatto sì che si abbandonasse quella a mano. La germinazione dei semi di radicchio necessita di un’irrigazione costante, almeno ogni 2-3 giorni. Alcune aziende hanno anche sperimentato la tecnica del trapianto di piantine con pane di terra ottenute in vivaio.

Cose importanti per la coltivazione del radicchio trevigiano

L’apporto giusto di acqua è una delle cose fondamentali per la coltivazione di questo seme particolare. Oltre a quella effettuata prima della semina e del trapianto, è necessario mantenere sempre il terreno umido evitando acque troppo fredde. Oltre all’irrigazione, anche il diradamento ha una parte importante nella riuscita della coltivazione; esso va effettuato in due momenti, prima che le piantine superino i 15 cm di altezza e dopo i 30 giorni. E’ importante, inoltre, sapere che il radicchio, come molte altre colture, necessita di una rotazione perché il terreno sottoposto alla stessa coltivazione per più di 3 anni consecutivi, è maggiormente soggetto a parassiti. Di solito il radicchio viene rotato con cereali come orzo e frumento in inverno, oppure con cavoli, spinaci e patate. Un altro modo per proteggere il radicchio dalle malattie, è la tecnica della "falsa semina", cioè seminare il terreno con una serie di prodotti quali il trifluralin - si consiglia di stenderlo sul terreno almeno 4 giorni prima della semina o del trapianto - ed il propyzamide, che invece viene distribuito dopo la semina o dopo il trapianto.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra radicchio precoce e tardivo?
    La varietà precoce nasce a fine settembre, ha foglie larghe, rosso intenso e un sapore più amarognolo. La varietà tardiva, detta 'spadone', matura a novembre, presenta foglie strette color rosso vinoso e una costola bianca; è considerata più pregiata perché il ciclo più lungo e le tecniche di imbianchimento riducono l'amarezza, rendendola più delicata al palato.
  • Come si prepara il terreno per la semina del radicchio?
    Il terreno deve essere lavorato profondamente per renderlo leggero e ben drenato, poiché i ristagni d'acqua causano marcescenza. È fondamentale arricchirlo con minerali come azoto, fosforo e potassio. Alcuni produttori effettuano analisi chimiche per verificare il pH e ottimizzare l'apporto di sostanze organiche, garantendo un substrato ideale per lo sviluppo delle radici e delle foglie.
  • Quando e come si effettua la semina del radicchio trevigiano?
    La semina avviene in campo aperto tra fine giugno e metà luglio. Generalmente si usa la semina meccanica per grandi produzioni, evitando il trapianto tradizionale che potrebbe compromettere la qualità. In alternativa, alcune aziende usano piantine ottenute in vivaio con pane di terra. La germinazione richiede irrigazioni frequenti ogni 2-3 giorni per mantenere l'umidità necessaria.
  • Quale gestione idrica è necessaria durante la coltivazione?
    L'acqua è cruciale: il terreno deve rimanere costantemente umido ma mai zuppo. Evitare l'uso di acqua troppo fredda. L'irrigazione è essenziale subito dopo la semina per la germinazione e poi mantenuta regolare. Una corretta gestione idrica previene stress vegetativi e favorisce la formazione di teste compatte e sane, essenziali per le successive fasi di imbianchimento.
  • A cosa serve il diradamento e quando va fatto?
    Il diradamento è vitale per permettere alle piante di svilupparsi correttamente senza competizione. Va eseguito in due momenti specifici: la prima volta quando le piantine superano i 15 cm di altezza, e la seconda dopo 30 giorni. Questo assicura la spaziatura giusta, migliorando la circolazione dell'aria e riducendo il rischio di patologie fungine legate al ristagno di umità locale.
  • Come prevenire le malattie e i parassiti del radicchio?
    È fondamentale ruotare le colture ogni 3 anni, alternando il radicchio con cereali (orzo, frumento) o altre verdure (cavoli, patate). Per la prevenzione, si può usare la 'falsa semina': applicare erbicidi come trifluralin prima della semina e propyzamide dopo, per eliminare le infestanti spontanee che potrebbero ospitare patogeni. Inoltre, evitare eccessi di azoto riduce la suscettibilità alle malattie.

Scheda Tecnica

Cichorium intybus var. foliosum

Nome scientificoCichorium intybus var. foliosum
FamigliaAsteracee
Tipo di piantaOrtaggio a foglia (cicoria)
OrigineVeneto, Italia (Trevigiano)
EsposizionePieno sole
TerrenoLeggero, ricco di sostanza organica, ben drenato
IrrigazioneCostante e moderata; evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera (secondo anno, se non raccolto)
Altezza30-40 cm circa
ConcimazioneAzoto, fosforo e potassio; preferire letame maturo o compost
PotaturaNessuna (raccolta intera della testa)
MoltiplicazioneSemina diretta (giugno-luglio) o trapianto di piantine in vivaio
Malattie e parassitiMarciumi radicali (da ristagno), afidi, limacce, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede tecniche specifiche di imbianchimento e cure colturali precise)