Illustrazione botanica di Amaranthus caudatus

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Farina di amaranto

Al giorno d'oggi, sempre più persone scoprono di soffrire di intolleranze alimentari, e vanno alla ricerca di nuovi ingredienti. Spesso però si scopre che sono i cibi più antichi quelli che più giovano alla salute: come ad esempio l'amaranto, da cui si ricava la farina di amaranto.

di Redazione

22 dicembre 2014

Un cibo antico

Nella tradizione culinaria contemporanea è ormai un trend quello di riscoprire cibi e ingredienti del passato, quelli che i nostri nonni consideravano cibi poveri, e che oggi invece si recupera soprattutto per il loro effetto benefico sull'organismo. In questo modo si è tornato a diffondere l'uso dei legumi, ed anche di alimenti che venivano consumati oltre tremila anni fa, come l'amaranto. Il nome botanico dell'amaranto è Amaranthus, che è quello del genere cui appartiene la pianta, che si suddivide in oltre sessanta specie e che si ascrive alla famiglia delle Amaranthaceae. Quindi, anche se all'aspetto assomiglia ad un cereale, in realtà non lo è. Si tratta di una pianta erbacea che viene definita pseudo cereale, da cui si ricava una farina che nelle ricette deve essere sempre usata insieme a quella di grano o altri cereali.

Le caratteristiche e la storia dell'amaranto

L'amaranto è una pianta di cui si parla nella mitologia greca, ma probabilmente quella da cui si ricava la farina che oggi si può trovare in commercio non è la stessa. L'Amaranthus infatti è originario dell'America centrale, e in Europa non arrivò che con i primo conquistadores, diffondendosi poi nel settecento semplicemente come pianta ornamentale. Gli antichi Aztechi e gli Incas, invece, usavano l'amaranto come alimento. La sua riscoperta in questo senso è recentissima: risale agli anni settanta, a seguito di alcuni studi che si sono incentrati sui contenuti energetici dell'amaranto. Infatti, rispetto agli altri cereali, l'amaranto possiede molte più proteine: questo ha fatto sì che l'amaranto, e la farina di amaranto, venissero indicati come una possibile soluzione alla denutrizione dei bambini delle zone più povere del mondo.

La coltivazione dell'amaranto

L'amaranto dunque è un alimento davvero consigliabile: oltre alle proteine, contiene anche molte vitamine, calcio e ferro, mentre è privo di glutine, dunque può essere consumato anche da chi soffre di celiachia. La farina che se ne ricava però deve sempre essere utilizzata insieme ad altre farine, poiché non lievita. La coltivazione dell'amaranto ancora oggi è diffusa prevalentemente in America: le varietà coltivate sono l'Amaranthus caudatus, l'Amaranthus cruentus e l'Amaranthus hypocondriacus. La coltivazione è piuttosto semplice, perché la pianta non richiede particolari cure. La semina va fatta in aprile, facendo attenzione alle gelate, e la raccolta si svolge in estate, spesso a più stadi, poiché le piante geminano a più riprese. Ogni pianta di amaranto può produrre fino a 200 mila semi, che si possono usare in cucina in molti modi, a partire dalla trasformazione in farina.

La farina di amaranto e l'uso dell'amaranto in cucina

La trasformazione dei chicchi di amaranto in farina avviene secondo il metodo tradizionale della molitura. Per molti aspetti questa farina si può considerare una farina integrale, ed ha un sapore molto aromatico che si presta alla preparazione di biscotti. Alcuni piatti tipici che vengono preparati con la farina di amaranto sono il porridge, molto usato in Perù, Nepal e India. In Messico si usa per fare un dolce chiamato dulce de alegria, e delle tortillas simili a piadine. Gli impieghi dell'amaranto in cucina sono però moltissimi: ad esempio, i suoi chicchi si possono scoppiare in padella, come il pop corn del mais, e si possono usare per la prima colazione. La farina di amaranto si può usare per fare il pane, che può essere mangiato anche dai celiaci: il pane di amaranto è molto usato in India, dove si chiama chapati.

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Domande frequenti

  • La farina di amaranto può sostituire completamente quella di grano?
    No, la farina di amaranto non contiene glutine e non lievita autonomamente. Per ottenere impasti strutturati, come pane o dolci, deve essere sempre miscelata con farine di cereali contenenti glutine (come quella di grano) o con agenti lievitanti specifici. Utilizzarla da sola produrrebbe un composto sbricioloso e privo di volume.
  • Chi può mangiare l'amaranto?
    L'amaranto è naturalmente privo di glutine, rendendolo adatto ai celiaci e a chi segue una dieta gluten-free. È inoltre ricco di proteine, vitamine, calcio e ferro, risultando un alimento nutriente consigliato per contrastare la denutrizione e per integratori dietetici sani. Tuttavia, chi ha allergie specifiche alla famiglia Amaranthaceae dovrebbe evitarlo.
  • Quali sono le principali varietà di amaranto coltivate?
    Le varietà più comuni coltivate per la produzione di semi e farina includono l'Amaranthus caudatus, l'Amaranthus cruentus e l'Amaranthus hypocondriacus. Queste specie sono state selezionate nel tempo per la loro resa in semi e per le qualità nutrizionali superiori rispetto ad altri cereali tradizionali.
  • Come si coltiva l'amaranto nell'orto domestico?
    La semina va effettuata a aprile, attendendo che passino i rischi di gelate tardive. La pianta richiede poca cura, preferisce terreni ben drenati e pieno sole. La raccolta avviene in estate; poiché le piante germogliano e maturano in fasi diverse, il raccolto può essere effettuato più volte. Ogni pianta può produrre fino a 200.000 semi.
  • In quali piatti si può usare la farina di amaranto?
    Grazie al suo sapore aromatico, si presta a biscotti, porridge (tipico di Perù, Nepal e India), chapati indiani e dolci messicani come il 'dulce de alegria'. I semi interi possono essere scoppiati in padella come popcorn per la colazione. In cucina va sempre abbinata ad altre farine per garantire la struttura degli impasti.

Scheda Tecnica

Amaranthus spp.

Nome scientificoAmaranthus spp.
FamigliaAmaranthaceae
Tipo di piantaErbacea annuale (pseudo-cereale)
OrigineAmerica Centrale
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaSensibile al gelo (semina dopo le ultime gelate)
TerrenoBen drenato, fertile
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraEstiva
AltezzaVariabile (spesso 1-2 metri)
ConcimazioneLeggera, il terreno deve essere già ricco
PotaturaNon necessaria
MoltiplicazioneSemina
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, attenzione a lumache e limacce in fase giovanile
Difficoltà di coltivazioneFacile

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