Seme di Pecan

Frutti Tropicali

Pecan - Carya illinoensis

Pianta di grosse dimensioni coltivata negli Stati Uniti, le varietà si distinguono in base all'areale di coltivazione, alcune resistono meglio agli inverni rigidi di altre.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

Il pecan appartiene alla famiglia delle Juglandacee, al genere Carya ed alla specie illinoensis. È un albero di notevoli dimensioni, alto fino a 40 m, molto longevo, le piante centenarie presentano un diametro al tronco di due, tre o più metri. Le foglie sono composte normalmente da sei coppie di foglioline, lunghe 8-10 cm e larghe 2,5-3,5 cm, più una apicale; la foglia completa misura mediamente 25-33 cm ed emana un odore di resina. La pianta è monoica, con fiori piccoli e privi di petali, quelli femminili si originano all'estremità dei germogli, quelli maschili sui rami dell'anno precedente e sono raccolti in amenti lunghi oltre 10 cm e flessuosi. La fioritura si verifica in primavera, l’impollinazione è anemofila. Il frutto è una noce di dimensione e forma variabile a seconda della varietà, a maturazione il mallo si apre lasciando cadere la noce e rimanendo attaccato per molti mesi alla pianta.

Clima e terreno

Il pecan è originario e coltivato soprattutto negli Stati Uniti, a seconda del clima l’areale intero è suddiviso in tre sottozone: a clima caldo secco (regioni occidentali vicino al Messico), con piogge inferiori a 500 mm annui ed inverni freddi, a clima caldo umido (regioni sud-orientali), caratterizzato da precipitazioni frequenti, concentrate specialmente nel periodo caldo, e da inverni miti, a clima temperato (aree al di sopra del 35° parallelo Nord), con inverni rigidi, primavere tardive ed autunni precoci, per cui il ciclo vegetativo è breve. Generalmente la temperatura ottimale per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo è di 24-29 °C, le piante tollerano le temperature invernali di dieci gradi sotto lo zero, le cultivar del clima temperato resistono fino a – 20 °C. L’albero teme le gelate primaverili (ricorrere a cultivar a germogliamento tardivo) ed autunnali, quest’ultime perché la lignificazione non è ancora completa. In fatto di terreno è una specie adattabile, nell’ambiente d’origine vegeta su suoli alluvionali, profondi, ricchi di sostanza organica e ad alta capacità idrica, dove il livello dell’acqua sotterranea si mantiene sotto i 2,5 m. Se la profondità è minore di 2 m le piante assumono dimensioni più ridotte, comunque il pecan si adatta ai terreni sabbiosi a bassa ritenzione idrica, cresce bene anche su quelli argillosi inondati; predilige pH subacidi però tollera i suoli moderatamente calcarei.

Varietà

Le cultivar del pecan presentano caratteristiche diverse a seconda delle aree di coltivazione. Le varietà occidentali sono adatte ai climi caldo-secchi (Texas, Nuovo Messico, ecc.), ma sensibili alla scabbia; quelle orientali prediligono ambienti caldo-umi¬di (Florida, Louisiana, ecc.), mentre le nordiche si adat¬tano alle aree fredde (Illinois, Kentucky, ecc.), dove il ciclo fioritura-maturazione è breve (intorno a 150-180 giorni), il loro fabbisogno in freddo è elevato, hanno una messa a frutto tardiva, sono meno prolifiche e producono una noce con guscio più spesso. Le principali cultivar occidentali sono Cheyenne, Kiowa, Chickasaw, Shawnee, Shoshoni, Sioux, Tejas, Western e Wichita; quelle orientali più importanti sono Barton, Caddo, Cape Fear, Candy, Curtis, Jackson, Mahan, Mohawk, Moreland, Stuart e Success. Tra le varietà nordiche si ricordano Colby, Giles, Hodge, Major e Posey, caratterizzate da una bassa resa in sgusciato.

Tecniche di coltivazione

La propagazione del pecan attualmente avviene prevalentemente per innesto, lo scopo è quello di trovare portainnesti uniformi e resistenti ad alcuni parassiti. Gli alberi, date le dimensioni che raggiungono da adulti, devono essere messi a dimora adottando spaziature ampie, in Messico sono raccomandati sesti non inferiori a 10 X 10 m, mentre negli Stati Uniti frequentemente sono di 12 X 12 m. Una volta che gli alberi sono adulti sulla fila viene diradata la metà delle piante in quanto necessitano di molta luce. Nella fase di allevamento si scelgono i rami dotati di un angolo ampio, che costituiranno le strutture principali, però le cultivar che producono sui rami con angolo d’inserzione stretto vanno assecondate. La conformazione scheletrica che si tende a dare alle giovani piante di pecan è quella di un asse principale sul quale, ad altezza diversa, si inseriscono le branche secondarie, che devono avere un diametro inferiore rispetto al tronco altrimenti possono essere soggette a rottura; nel caso si voglia ottenere una forma a vaso si elimina la cima del fusto. La messa a frutto di solito avviene intorno al sesto anno. Il pecan tende a produrre branche sguarnite di vegetazione per lunghi tratti e con una rosa di rami all'apice (zampa di gallo), ciò ha un’influenza negativa sulla produzione dei rami più bassi. Mediante la potatura è necessario cimare i rami, durante il riposo vegetativo, in modo da ottenere due effetti: evitare la produzione delle "zampe di gallo" e stimolare lo sviluppo delle gemme sottostanti.

Cure colturali

Gli elementi nutritivi più importanti sono l’azoto e il potassio; la mancanza del primo provoca la formazione di rami corti, aborto dei fiori, produzione di poche noci e piccole, premature defogliazioni, mentre con carenze di potassio la pianta resiste meno al freddo e ai parassiti. È importante promuovere un sostenuto accrescimento vegetativo, per¬ché si è visto che più lungo è il ramo, più foglie si hanno, più noci vengono prodotte. L’azoto va frazionato in almeno tre interventi, il primo, insieme a fosforo e potassio, prima della ripresa vegetativa, inoltre bisogna somministrare anche i microelementi se necessario. Il pecan necessita almeno di 1200 mm di acqua all’anno, infatti nei climi a caldo secco viene praticata l’irrigazione; prolungati periodi di siccità, oltre a causare aborto delle noci, si ripercuotono negativamente sulla fruttificazione dell'an¬no seguente, e ciò perché si riduce la formazione e l'immagazzinamento degli elaborati fogliari. Alberi di 10-20 anni producono 50-10 kg di frutti col guscio, oltre il 20° anno 100-200 kg di noci per pianta; la resa in sgusciato è del 45-60 %. I principali parassiti del pecan sono la scabbia, che provoca la defogliazione sulle varietà sensibili, il leaf blotch ed il leaf spot.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per piantare un albero di pecan?
    Non esiste un periodo unico universale, poiché dipende dalla cultivar scelta e dal clima locale. Tuttavia, la messa a dimora si effettua generalmente nel tardo inverno o inizio primavera, dopo il rischio di gelate forti, permettendo alla radice di stabilizzarsi prima della crescita vegetativa. È fondamentale scegliere varietà adatte al proprio areale: quelle nordiche richiedono un forte fabbisogno in freddo e resistono a inverni rigidi (-20°C), mentre quelle orientali preferiscono climi miti e umidi. Prima della piantumazione, assicurarsi che il terreno sia profondo (almeno 2 metri) e ben drenato, poiché il pecan soffre i ristagni idrici e le radici superficiali.
  • Quanto tempo ci vuole affinché un albero di pecan inizi a produrre noci?
    La messa a frutto del pecan avviene solitamente intorno al sesto anno dall'impianto, sebbene possa variare in base alla varietà e alle cure ricevute. Le cultivar nordiche tendono ad avere una messa a frutto più tardiva rispetto a quelle occidentali o orientali. Inoltre, la produzione aumenta significativamente man mano che l'albero matura: alberi di 10-20 anni possono produrre tra i 50 e i 100 kg di noci con guscio, mentre oltre i 20 anni la resa può salire a 100-200 kg per pianta. La costanza nella concimazione e nell'irrigazione accelera lo sviluppo vegetativo, favorendo una produzione precoce e abbondante.
  • Come si pota correttamente un albero di pecan adulto?
    La potatura del pecan mira principalmente a gestire la struttura scheletrica e a prevenire la formazione delle cosiddette 'zampe di gallo', ovvero gruppi di rami sterili all'apice che riducono la produzione sui rami inferiori. Durante il riposo vegetativo, è necessario cimare i rami per stimolare lo sviluppo delle gemme sottostanti. Si deve mantenere un asse principale vigoroso con branche secondarie di diametro inferiore per evitare rotture. Nelle forme a vaso, si elimina la cima del fusto. Le cultivar che fruttificano su rami con angolo di inserzione stretto vanno gestite diversamente, assecondando la loro naturale tendenza produttiva piuttosto che correggerla aggressivamente.
  • Quali sono le principali malattie che colpiscono il pecan?
    La malattia più critica è la scabbia, causata da un fungo che provoca la defogliazione prematura, specialmente nelle varietà occidentali sensibili. Altre patologie comuni includono il leaf blotch e il leaf spot, che compromettono la fotosintesi riducendo la riserva energetica per l'anno successivo. La carenza di potassio rende la pianta più vulnerabile a questi attacchi parassitari e al freddo. Per mitigare i rischi, è essenziale selezionare cultivar resistenti specifiche per la propria zona climatica (es. varietà orientali per zone umide) e garantire una buona circolazione dell'aria attraverso distanze di impianto adeguate (minimo 10x10 metri).
  • Quanta acqua e quali nutrienti servono al pecan per crescere sano?
    Il pecan è una pianta avida di risorse, necessitando di almeno 1200 mm di pioggia o irrigazione annui. In climi secchi, l'irrigazione è obbligatoria per evitare l'aborto delle noci e ridurre la resa futura. Nutrizionalmente, azoto e potassio sono cruciali: l'azoto va somministrato frazionato in almeno tre interventi (prima della ripresa vegetativa e successivamente) per favorire la crescita dei rami e delle foglie, direttamente correlata alla quantità di noci prodotte. Il potassio migliora la resistenza al freddo e ai parassiti. Vanno inoltre monitorati i microelementi, integrandoli solo se necessari tramite analisi del suolo.

Scheda Tecnica

Carya illinoensis

Nome scientificoCarya illinoensis
FamigliaJuglandaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo di grandi dimensioni, monoico, longevo
OrigineNord America (principalmente Stati Uniti)
EsposizionePieno sole
TerrenoProfondo, ricco di sostanza organica, ben drenato; tollera sabbioso e argilloso; pH subacido o moderatamente calcareo
IrrigazioneNecessita di almeno 1200 mm/anno; irrigazione necessaria in climi secchi
FiorituraPrimavera (anemofila, fiori senza petali)
AltezzaFino a 40 metri
ConcimazioneAzoto, fosforo e potassio; azoto frazionato in almeno tre interventi
PotaturaForma ad asse principale o vaso; cimatura per evitare "zampe di gallo" e stimolare gemme
MoltiplicazionePrevalentemente per innesto
Malattie e parassitiScabbia, leaf blotch, leaf spot; sensibilità alle gelate primaverili e autunnali
Difficoltà di coltivazioneMedie; richiede spazio ampio (spaziature 10x10m o 12x12m)

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