Bonsai, espressione di una cultura millenaria

Bonsai

Vasi bonsai

Un bonsai senza un vaso sarebbe come un quadro senza la sua splendida cornice. I vasi da bonsai sono un elemento fondamentale nell'aspetto del vostro bonsai. I migliori bonsaisti dedicano molta attenzione alla scelta del vaso in modo da poter così esaltare la bellezza del proprio bonsai.

di Redazione

09 febbraio 2015

I bonsai

I bonsai sono delle piante coltivate con una tecnica particolare, risalente a migliaia di anni fa. La tecnica bonsaistica proviene dall'estremo oriente, appartiene alle arti orientali e ne costituisce un'espressione unica. Il bonsai non è quindi una particolare tecnica, esso è da considerarsi un vero e proprio stile di vita. Il bonsai è una pianta coltivata e curata attentamente, riposta in un vaso bonsai di piccole dimensioni. Il vaso dalle ridotte dimensioni permette al coltivatore di limitare la crescita della pianta, limitando lo sviluppo dell'apparato radicale. Tale tecnica, come anticipato, è molto rilevante sia dal punto di vista filosofico-culturale che da quello botanico. Da una parte infatti il bonsaista avrà il piacere di confrontarsi con degli alberi che normalmente crescono maestosi in natura, dovendone curare le necessità e provvedendo alle cure necessarie, dall'altra potrà ammirare ed apprezzare il lento ma costante processo di crescita della pianta e il rimando all'eterno ciclo della vita insito nell'arte.

Le tecniche

Le tecniche e gli stili di coltivazione dei bonsai sono numerosi e diversissimi. Le caratteristiche principali riguardano la crescita in vasi di ridotte dimensioni e le potature artistiche che il coltivatore da alla pianta da appartamento. Per quanto riguarda le potature vi sono numerose scuole di pensiero che indicano le linee guida che devono essere seguite per la corretta preparazione di un bonsai. Tra di esse la più comune e diffusa è quella dello stile eretto formale, consistente nel dare alla pianta una forma triangolare asimmetrica. Molto importante nella scelta della linea da seguire è il vaso o il supporto su cui si intende far crescere il bonsai. Alcuni vasi di particolare valore richiederanno l'utilizzo di tecniche che ne esaltino la bellezza. Per raggiungere le forme desiderate il bonsaista fa utilizzo di attrezzi per la potatura, di fili di rame e talvolta di apposite morse da legno che permettono di curvare il tronco ed i rami.

I vasi per bonsai

I vasi bonsai rientrano a pieno titolo nella tecnica e nella cultura bonsaistica. Esso ospita la pianta e ne diviene un complemento in un tutt'uno delicato e raffinato. Il vaso per il bonsai diviene come la cornice per un quadro, poiché si esaltano a vicenda colori e forme. I vasi adoperati nella coltivazione dei bonsai sono principalmente di due categorie: i vasi pre-bonsai o da educazione e i vasi da esposizione. Il vaso da pre-bonsai accompagna la pianta nelle prime operazioni di preparazione e di lavorazione sino a che non avrà tutte le caratteristiche di un bonsai. Per questo si dovrà prediligere un vaso dalle dimensioni ampie, ma non particolarmente fondo. Questo per iniziare ad impostare la pianta che, cosi facendo, si vedrà costretta a sviluppare un apparato radicale superficiale più esteso. Il secondo tipo di vasi, quello da esposizione, è il vero vaso bonsai. La scelta dovrà essere fatta sia in base alle caratteristiche della pianta sia sul vaso che meglio si adatta alla pianta. Il vaso prescelto per dimensioni e forma proporzionata gioca un ruolo determinante nell'estetica generale del bonsai.

Il trapianto

Il trapianto indica il trasferimento di una pianta da un vaso ad un altro. Specialmente per i bonsai il trapianto è un'operazione che va effettuata molte volte durante la sua vita e con modalità diverse. Il tempo che intercorre tra un trapianto e un altro dipende soprattutto dall'età della pianta, della sua specie, dello stato di salute, dell'apparato radicale. Diversi sono i segnali che indicano la necessità di un trapianto: le radici che fuoriescono dal vaso, il terreno che si solleva al bordo del vaso, l'acqua che fatica ad essere assorbita, etc. Se si lascia per molto tempo una pianta nello stesso vaso si assisterà ad uno sviluppo eccessivo delle radici che occuperanno tutto lo spazio nel vaso e porteranno al soffocamento della pianta. Il trapianto dei bonsai va effettuato ogni due anni. Attraverso il trapianto infatti si può procedere alla potatura delle radici più grosse della parte inferiore della piante, lasciando invece sviluppare le radici più piccole e più superficiali. Nei primi giorni dopo il trapianto le piante faranno fatica ad assorbire l'acqua attraverso le radici e per questo è consigliabile nebulizzarle di frequente.

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Domande frequenti

  • Quali sono le differenze principali tra i vasi pre-bonsai e quelli da esposizione?
    I vasi pre-bonsai, detti anche da educazione, hanno dimensioni ampie ma non profonde. Servono nelle fasi iniziali per favorire lo sviluppo di un apparato radicale superficiale ed esteso, preparando la pianta alle successive lavorazioni. Al contrario, i vasi da esposizione rappresentano la fase finale: sono scelti con cura per le loro proporzioni armoniose rispetto alla pianta, esaltandone l'estetica definitiva e fungendo da cornice perfetta per l'opera finita.
  • Con quale frequenza bisogna effettuare il trapianto di un bonsai?
    In genere, il trapianto va effettuato ogni due anni, anche se la frequenza può variare in base all'età della pianta, alla sua specie specifica, allo stato di salute e allo sviluppo dell'apparato radicale. È fondamentale monitorare la pianta per intervenire tempestivamente quando necessario, evitando che le radici occupino tutto lo spazio disponibile compromettendo la vitalità dell'albero.
  • Come si capisce che è arrivato il momento di trapiantare il bonsai?
    Ci sono diversi segnali chiari che indicano la necessità di un nuovo vaso. I principali includono: le radici che fuoriescono visibilmente dalla superficie del terriccio o dai fori di drenaggio, il terreno che tende a sollevarsi ai bordi del contenitore a causa del rigonfiamento radicale, e difficoltà nell'assorbimento dell'acqua, che ristagna sulla superficie invece di penetrare nel substrato.
  • Cosa fare dopo aver trapiantato il bonsai per garantirne la sopravvivenza?
    Nei giorni successivi al trapianto, le radici potrebbero subire danni microscopici e faticare ad assorbire l'acqua correttamente. Per aiutare la pianta a riprendersi, è consigliabile nebulizzare frequentemente il fogliame con acqua. Questa pratica aiuta a mantenere l'umidità ambientale e riduce lo stress idrico della pianta mentre il sistema radicale si riadatta al nuovo substrato e spazio.
  • Perché il vaso è considerato parte integrante dell'arte bonsai?
    Nel bonsai, il vaso non è solo un contenitore funzionale ma un elemento estetico cruciale, paragonabile alla cornice di un quadro. Deve armonizzarsi perfettamente con la pianta in termini di colore, forma e proporzione, creando un'unità visiva delicata e raffinata. Una scelta oculata del vaso esalta la bellezza naturale della pianta, completando l'opera artistica e riflettendo lo stile di vita contemplativo tipico di questa antica disciplina orientale.

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