Differenti varietà di piante carnivore

Piante carnivore

Piante carnivore coltivazione

Piante carnivore: coltivazione e cura di queste particolarissime piante che tanto incuriosiscono per la loro capacità di cibarsi di...carne! In questo articolo vedremo che le cose non stanno proprio così e che, soprattutto, non sono le "piante assassine" cui ci ha abituato un certo genere di cinema.

di Redazione

01 dicembre 2014

Piante carnivore: conosciamole meglio

Nell'immaginario comune, complici il cinema e la televisione, le piante carnivore sono enormi e pronte a mangiare chi si trovi a passare nelle loro vicinanze. Niente di più lontano dalla realtà! Si tratta infatti di piante erbacee che si sono adattate a cibarsi di insetti e artropodi per far fronte alla carenza di sostanze nutritive: il loro habitat naturale, infatti, è roccioso o paludoso, privo di calcio e povero di azoto, fosforo e potassio. Le loro dimensioni possono variare dal piccolo cespuglio ad esemplari alti anche diversi metri; ciò che caratterizza tutte è il ridotto apparato radicale, motivo per cui il compito di cibarsi è affidato alle foglie, mediante l'utilizzo delle cosiddette "trappole". Queste possono essere di diversi tipi: - ad ascidio: una delle foglie assume la forma "a caraffa" ed attira al suo interno l'insetto che vi rimane intrappolato; - adesive: la mucillagine collosa che ricopre le foglie cattura la preda; - a tagliola: le foglie "dentate" si chiudono sull'insetto; - ad aspirazione: le prede vengono risucchiate in un piccolo sacchetto, detto utricolo; - a nassa: le foglie ricoperte da "peli" intrappolano l'insetto.

Piante carnivore: coltivazione

Le piante carnivore sono abituate ai climi tropicali per cui devono essere costantemente bagnate: se coltivate in vaso, suggeriamo di utilizzare un sottovaso profondo, riempirlo di acqua e porre al suo interno quello della pianta. L'acqua deve essere demineralizzata, come quella distillata e quella piovana, mentre quella del rubinetto contiene minerali che possono uccidere la pianta. Per ricreare l'habitat naturale bisogna prestare attenzione anche al terreno utilizzato, che deve essere composto di sabbia e torba. Questo tipo di pianta gradisce l'esposizione diretta alla luce solare che ne mette anche in risalto la caratteristica pigmentazione rossa; la temperatura deve essere costante e tipica di un clima umido. Di norma non vanno concimate nè nutrite, sono infatti in grado di catturare il paio di insetti al mese che garantiscono loro un giusto apporto di cibo. E' importante non stimolare mai artificialmente le trappole con l'introduzione di pezzettini di carne cruda, per evitare di portare al collasso le trappole. Durante l'inverno le piante entrano in una sorta di "letargo" durante il quale si può svuotare il sottovaso e diminuire luce diurna.

Piante carnivore: coltivazione in terrario

Abbiamo concluso il paragrafo precedente accennando al "letargo" in cui cadono alcuni esemplari, ma non tutte le piante carnivore necessitano del riposo invernale: alcune specie infatti continuano a vegetare come nel resto dell'anno. Per cui se vengono tenute all'esterno devono essere riposte in una piccola serra, diversamente il freddo dell'inverno le ucciderebbe. Un semplice acquario può benissimo fungere da terrario ma dovremo ovviamente dotarlo di tutto ciò che può servire a creare un habitat adatto. Prima di tutto dei neon a spettro solare, che emettono un tipo di luce che si avvicina a quella naturale del sole, ed un termo-riscaldatore da acquario, poichè le piante hanno bisogno di una temperatura attorno ai 26°. Questo apparecchio può essere posto in una bacinella piena d'acqua sul fondo del terrario, in maniera tale che, scaldando l'acqua, provochi anche la formazione dell'umidità necessaria. In alternativa si possono nebulizzare le pareti interne con uno spruzzino. Dobbiamo prestare molta attenzione a che non si formino muffe all'interno, per questo è necessario ogni giorno aprire il coperchio per qualche minuto.

Principali varietà di piante carnivore

La Dionea Muscipula, nota anche col nome "Venere acchiappamosche" è la varietà più conosciuta di pianta carnivora, nonchè l'unica con la trappola "a tagliola". E' una piccola pianta erbacea originaria del sud degli Stati Uniti, caratterizzata da un apparato di cattura tanto affascinante che Darwin la definì "la pianta più spettacolare del mondo". La trappola è costituita da due foglie unite simmetricamente e munite sul bordo di "denti" morbidi, questi si richiudono a scatto sulla preda quando vengono sfiorati i 6 piccoli "peli" che fanno da sensore all'interno delle foglie. Dell'insetto vengono digerite le parti molli, mentre lo scheletro chitinoso rimane intatto. La Dionea ha bisogno del riposo invernale, durante il quale perde tutte le foglie che ricompaiono in primavera, quindi per questo tipo di piante carnivore la coltivazione in terrario è consigliata. La Sarracenia invece è una varietà che si adatta bene a vivere tutto l'anno in giardino. La trappola è costituita da ascidi: foglie trasformate in piccoli tubi pieni di acqua all'interno dei quali rimangono intrappolati gli insetti. Un colore rosso acceso ne caratterizza le foglie-trappola.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Che tipo di acqua devo usare per annaffiare le piante carnivore?
    È fondamentale utilizzare esclusivamente acqua priva di sali minerali. Le radici delle piante carnivore sono molto sensibili e i minerali contenuti nell’acqua del rubinetto possono risultare tossici, portando rapidamente alla morte della pianta. Le opzioni migliori sono l’acqua piovana raccolta direttamente, l’acqua distillata acquistata in negozio o l’acqua demineralizzata. Per mantenere l’umidità richiesta, si consiglia di tenere il sottovaso sempre pieno di questa acqua, creando un microclima umido intorno alla base della pianta.
  • Posso dare carne alle mie piante carnivore per nutrirle?
    No, assolutamente. Non somministrare mai pezzi di carne cruda o alimenti solidi di origine animale. Le trappole delle piante carnivore sono progettate per digerire piccoli insetti e artropodi vivi o morti naturalmente. Introducendo carne, rischi di sovraccaricare il sistema digestivo della pianta, causando marciume e collasso delle trappole. Inoltre, la decomposizione della carne attirerebbe batteri e muffe dannose. Una pianta sana è in grado di procurarsi da sola il nutrimento catturando occasionalmente insetti piccoli come moscerini o formiche.
  • Come posso coltivare le piante carnivore in un terrario?
    Per un terrario efficace, usa un contenitore trasparente come un acquario vuoto. Installa luci a spettro solare (LED o neon) per simulare la luce naturale e un termoriscaldatore per mantenere la temperatura stabile intorno ai 26°C. Posiziona il riscaldatore in una bacinella d’acqua sul fondo per aumentare l’umidità ambientale. È cruciale ventilare quotidianamente aprendo il coperchio per pochi minuti per prevenire la formazione di muffe. Ricorda che non tutte le specie richiedono il letargo invernale, ma quelle che lo necessitano potrebbero soffrire in un ambiente troppo caldo e luminoso tutto l’anno.
  • Qual è la differenza principale tra Dionaea e Sarracenia?
    La Dionaea muscipula (Venere acchiappamosche) è l’unica specie con trappole 'a tagliola': due foglie dentate si chiudono rapidamente quando i peli sensibili interni vengono toccati. È originaria del sud degli USA e richiede un periodo di riposo invernale, perdendo le foglie. La Sarracenia, invece, possiede trappole 'ad ascidio', ovvero foglie trasformate in tubi verticali pieni di liquido digestivo dove gli insetti cadono e restano intrappolati. A differenza della Dionaea, la Sarracenia si adatta bene a vivere tutto l’anno in giardino, purché il clima sia adatto.
  • Le piante carnivore hanno bisogno di concime?
    No, le piante carnivore non vanno mai concimate con fertilizzanti chimici o organici tradizionali. Il loro apparato radicale è ridotto e non serve ad assorbire nutrienti dal suolo, ma solo ad ancorarle. Ottenono azoto, fosforo e potassio necessari per la sopravvivenza digerendo gli insetti che catturano. Anzi, l’uso di concimi brucerebbe le radici e le foglie. Se allevate in casa e non riescono a catturare insetti, puoi lasciare che attraggano piccoli afidi o moscerini, oppure fornire prede vive di piccole dimensioni, evitando assolutamente qualsiasi sostanza chimica.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaErbacea
OrigineHabitat naturali poveri di nutrienti (paludi, zone rocciose)
EsposizioneLuce solare diretta
TerrenoMiscela di sabbia e torba
IrrigazioneAcqua demineralizzata/distillata/pioggia, mantenendo il sottovaso pieno
AltezzaVariabile: da piccolo cespuglio a diversi metri
ConcimazioneNon necessaria (catturano insetti); evitare carne cruda artificiale
PotaturaNon richiesta
Malattie e parassitiSusceptibile a muffe in ambienti chiusi non ventilati
Difficoltà di coltivazioneMedia/Alta (richiede acqua specifica e controllo umidità)

Potrebbe interessarti anche