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Piante carnivore

Piante carnivore cura

Le piante carinvore suscitano molto interesse a tutti in quanto hanno la caratteristica di nutrirsi di insetti ed esseri invertebrati.

di Redazione

26 novembre 2012

Piante carnivore

Vengono spesso rappresentate come piante “intelligenti”, perché capaci di catturare e di nutrirsi di molti fastidiosi insetti. Stiamo parlando delle piante carnivore, amatissime specie ornamentali su cui ancora aleggia un certo interesse velato di timore e di riverenza. Le piante carnivore suscitano timore proprio perché nella moderna iconografia vengono rappresentate come delle creature mangiatrici di tutto. In realtà le piante carnivore sono delle specie, del tutto simili alle altre, che hanno sviluppato un sistema di nutrizione fatto di insetti e di altri animali invertebrati. Questo meccanismo consente alle piante carnivore di immagazzinare sostanze azotate altrimenti irreperibili nel loro ambiente naturale. Le piante carnivore vivono, infatti, in zone calde, acquitrinose e prive di sostanze organiche e di minerali, sostanze che le stesse assumono catturando gli insetti.

Cura

In natura esistono più di seicento specie di piante carnivore, oltre ad altre sottospecie che presentano esigenze colturali a volte simili alle piante madri a volte del tutto differenti. Questa estrema varietà di specie rende molto complicata la coltivazione delle piante carnivore, specie se non si è esperti delle caratteristiche delle singole varietà. Prima di iniziare a coltivare le piante carnivore bisogna dunque conoscerne le specifiche esigenze colturali, sia per quanto riguarda la luce, la temperatura, che per quanto concerne le irrigazioni e la protezione dalle avversità.

Coltivazione

Le piante carnivore sono molto diverse tra loro ed ognuna presenta specifiche necessità colturali. Esistono varietà che vanno innaffiate abbondantemente ed altre un po’ meno, per via del rischio di provocare dei marciumi. In caso di annaffiature bisogna usare l’acqua piovana. Se si è impossibilitati ad usarla, si può ricorrere all’ acqua filtrata per osmosi o al vapore acqueo che si sviluppa dallo scongelamento del frigorifero. Da ricordare che le piante carnivore ricavano il nutrimento da organismi non vegetali e che quindi è assolutamente inutile concimarle con sostanze azotate.

Esposizione e temperatura

Esistono piante carnivore che sopportano bene le basse temperature ed altre che invece muoiono se esposte per troppo tempo al freddo e al gelo. Lo stesso discorso vale per l’esposizione. Alcune piante carnivore hanno bisogno di esposizione diretta, altre, invece, di posizioni ombreggiate. La Cephalotus follicularis , ad esempio, sopporta bene il gelo e l’umidità, mentre la luce deve essere moderata. La Darlingtonia californica ha bisogno di luce, ma non al sole diretto. Questa specie necessita anche di un periodo di riposo invernale, in cui verrà messa al riparo dal freddo e innaffiata leggermente per circa quattro mesi. La Dionaea muscipula ha bisogno di almeno cinque ore di esposizione solare diretta e di un periodo di riposo invernale. Il periodo di riposo non va applicato per le specie tropicali, come la Drosera coccicaulis. Prima di coltivare una specifica pianta carnivora è, dunque, utile chiedere consigli e suggerimenti a un buon vivaista o reperire informazioni specifiche in portali di giardinaggio come il nostro.

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Domande frequenti

  • Che tipo di acqua devo usare per annaffiare le piante carnivore?
    È fondamentale utilizzare esclusivamente acqua priva di sali minerali e impurità. L'ideale è raccogliere l'acqua piovana direttamente. In alternativa, puoi usare acqua distillata, demineralizzata o ottenuta mediante filtro a osmosi inversa. Un metodo pratico e gratuito è raccogliere l'acqua che si forma scongelando il ghiaccio nel congelatore del frigorifero. Non usare mai acqua del rubinetto, poiché i cloro e i sali minerali in essa contenuti possono bruciare le radici e uccidere la pianta.
  • Posso concimare le mie piante carnivore per farle crescere meglio?
    No, è assolutamente sconsigliato e dannoso concimare le piante carnivore con fertilizzanti chimici o azotati tradizionali. Queste piante hanno evoluto un sistema di nutrizione unico: assorbono i nutrienti essenziali (come l'azoto) digerendo insetti e piccoli invertebrati che catturano. I fertilizzanti per piante comuni contengono concentrazioni di sali che le radici delle carnivore non possono tollerare, causando rapidamente ustioni radicali e la morte della pianta. Nutrile semplicemente lasciandole catturare insetti vivi o offrendo piccole prede occasionalmente.
  • Come gestisco il periodo di riposo invernale delle piante carnivore?
    La gestione invernale dipende strettamente dall'origine della specie. Le specie temperate, come la Dionaea muscipula (Venere acchiappamosche) o la Cephalotus follicularis, richiedono un periodo di dormienza durante l'inverno per sopravvivere. Vanno spostate in ambienti freschi ma non gelidi (o protette dal gelo intenso), riducendo drasticamente le annaffiature e assicurando poca luce. Al contrario, le specie tropicali, come alcune Drosera, non vanno messe a riposo e devono mantenere condizioni calde e umide tutto l'anno, proteggendole rigorosamente dal freddo.
  • Quale esposizione luminosa è adatta per le piante carnivore?
    L'esposizione varia enormemente in base alla specie. Molte piante carnivore nordamericane, come la Dionaea, necessitano di molte ore di sole diretto (almeno 5 ore) per fiorire e produrre trappole efficaci. Altre, come la Darlingtonia californica, preferiscono luce intensa ma non il sole diretto cocente. Specie come la Cephalotus tollerano bene l'ombra parziale. In generale, la maggior parte delle specie da appartamento beneficia di molta luce indiretta brillante o sole mattutino. Evita il sole rovente del pomeriggio per le specie sensibili per prevenire scottature sulle foglie.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaEracea/Ornamentale
OrigineZone acquitrinose calde, prive di nutrienti
EsposizioneVariabile (sole diretto, ombra, luce indiretta)
Temperatura minimaVariabile (alcune tollerano il gelo, altre no)
TerrenoSubstrato povero di nutrienti, umido
IrrigazioneAbbondante, con acqua piovana o demineralizzata
FiorituraPrimaverile/Estate (varia per specie)
AltezzaVariabile
ConcimazioneNon necessaria (nutrizione tramite insetti)
PotaturaNessuna
MoltiplicazioneSemina, divisione dei cespi, talea
Malattie e parassitiMarciumi radicali da eccesso d'acqua stagnante, funghi
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (dipende dalla specie)

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