Piante di Pistacchio

Frutti Minori

Pistacchio - Pistacia vera

In questo articolo parliamo delle esigenze pedoclimatiche, delle varietà, dei portainnesti utilizzati, delle cure colturali e delle modalità di raccolta del pistacchio.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

Il pistacchio appartiene alla famiglia delle Anacardiacee, al genere Pistacia ed alla specie vera. È un albero alto anche 15 m a fusto unico, non oltre 5-6 m se allevato a policaule; ha una lenta messa a frutto ed una longevità notevole, infatti può sopravvivere per oltre 200 anni. Il tronco ha un diametro di 30-40 cm ed una colorazione grigia-brunastra, le radici sono molto profonde, i giovani rami sono lisci con una corteccia rossastra se ancora erbacei, le foglie sono caduche, composte, alterne, coriacee, ovali e di color verde lucido. Le gemme sono a legno, a forma appuntita e a fiore, più rotondeggianti. È una specie dioica per cui i fiori maschili e femminili non sono sulla stessa pianta e necessita di impollinatori. I fiori sono riuniti in infiorescenze a pannocchia, inserite sui rami di due anni all’ascella della foglia; la fioritura si verifica in aprile-maggio, prima sulle piante maschili e poi su quelle femminili, mentre l’impollinazione è anemofila. Il frutto è una lunga drupa, costituita da un pericarpo (mallo) che a maturità si divide in due parti, all’interno è contenuto un unico seme dolce, aromatico e ad elevato contenuto in olio.

Clima e terreno

Il pistacchio preferisce climi temperati caldi con lunghe estati asciutte in modo da concludere la maturazione dei frutti, i venti secchi in primavera penalizzano l’impollinazione; non teme le gelate primaverili vista la fioritura tardiva. È una pianta in grado di tollerare fortissime escursioni termiche, con punte estreme di 45 °C e – 30 °C. In fatto di terreno è una specie molto adattabile, infatti lo si trova nei terreni argillosi vulcanici dell’Etna, in quelli calcarei, aridi, ricchi di scheletro e salini, comunque assume un maggior sviluppo nei suoli a medio impasto, fertili e profondi. Il pistacchio è originario dell’Iran, dove è coltivato su un altopiano ad un’altitudine di 1300 con una piovosità annua inferiore ai 300 mm; in Italia la sua coltivazione è praticata esclusivamente in Sicilia.

Varietà

Le cultivar di pistacchio si distinguono tra loro in base alla forma della drupa, convessa o cilindrica col seme grosso ed al colore del seme, a pasta gialla o verde. Tra le varietà a frutto cilindrico le più coltivate sono la Napoletana (a pasta verde), Agostara e Femminella, mentre fra quelle a frutto convesso si ricordano Fascinedda, Fastuca e Minnulara. Gli obiettivi del miglioramento genetico sono l’ottenimento di cultivar a maturazione precoce in modo da evitare le pioggie di fine estate, a fioritura contemporanea e resistenti ai parassiti più pericolosi.

Portainnesti

Il pistacchio si propaga per innesto su piante di almeno due anni di età. I portainnesti più utilizzati sono il franco, il terebinto (Pistacia terebinthus) che è quello maggiormente usato, caratterizzato da una lenta crescita però si sviluppa bene sui suoli siccitosi, il lentisco, Pistacia integerrima e P. atlantica, gli ultimi due sono caratterizzati da una rapida crescita. Attualmente si sta lavorando per ottenere portainnesti di vigore contenuto e in grado di adattarsi sia alla siccità che alla coltura irrigua.

Tecniche di coltivazione

La forma di allevamento principalmente adottata è il vaso libero, con le branche principali che si inseriscono sul fusto a 80-100 cm dal terreno, con sesti d’impianto variabili da 7 X 7 m e 6 X 6 m; negli impianti intensivi californiani le distanze si riducono fino a 5 m in quadro, con una densità di 400 piante/ha. In un impianto moderno le piante maschili devono essere presenti almeno per il 10% rispetto al totale. In Sicilia la potatura si effettua ad anni alterni, nelle annate poco produttive si effettua l’eliminazione delle gemme a fiore in modo da bloccare il ciclo dell’insetto Megastigmus pistacie e per esaltare la produzione dell’anno seguente; secondo questo metodo la pianta fruttifica ad anni alterni. Negli impianti estensivi siciliani la concimazione è eseguita con azoto, fosforo e potassio con integrazione di letame maturo, mentre in quelli californiani dotati di fertirrigazione si somministrano concimi complessi in primavera e l’azoto in estate. Il pistacchio è una pianta rustica che può essere colpita da alcuni parassiti, tra le malattie fungine si ricordano la septoriosi, l’alternaria e la ruggine; gli insetti più pericolosi sono il foragemma ed il Megastigmus pistacie, che danneggia i frutti.

Raccolta

La maturazione è scalare, per cui la raccolta viene eseguita in 2-3 riprese da fine agosto a fine settembre; le drupe di primo raccolto sono dette bianco o primo fiore e difficilmente non contengono il seme, mentre i frutti raccolti in un secondo momento, chiamati anche russi, presentano un minor pregio. Negli Stati Uniti si raccoglie meccanicamente in un’unica soluzione. La produzione media è di 6-8 q/ha. Dopo la raccolta si effettuano operazioni di smallatura, togliendo il mallo col frutto che si mette ad asciugare, di sgusciatura e di pelatura, eliminando il tegumento seminale. I pistacchi vengono utilizzati sgusciati, pelati, spesso tostati e salati, in pasticceria, per gelati o per la produzione di salumi come la mortadella.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Perché il mio albero di pistacchio non produce frutti?
    Il pistacchio è una specie dioica, il che significa che esistono piante maschili e femminili separate. Affinché avvenga l'impollinazione e quindi la formazione del frutto, è necessario piantare almeno una pianta maschile per ogni dieci piante femminili. Inoltre, il pistacchio ha una crescita lenta e impiega diversi anni prima di iniziare la messa a frutto. Se le condizioni climatiche o del suolo non sono ottimali, la produzione potrebbe essere scarsa o assente.
  • Qual è il periodo migliore per raccogliere i pistacchi?
    La maturazione del pistacchio è scalare, pertanto la raccolta avviene solitamente in due o tre riprese comprese tra fine agosto e fine settembre. I primi frutti raccolti, detti 'bianchi', hanno un guscio bianco e spesso mancano del seme interno. I frutti raccolti successivamente, chiamati 'russi', hanno il guscio che si apre naturalmente e sono considerati di qualità superiore. La raccolta meccanica, comune negli USA, avviene invece in un'unica soluzione.
  • Che tipo di terreno e clima preferisce il pistacchio?
    Il pistacchio predilige climi temperati caldi con estati secche, fondamentali per completare la maturazione dei frutti. Tollera estremi termici notevoli, resistendo sia a caldo intenso (-45°C) che a forti gelate (-30°C). Per quanto riguarda il suolo, è estremamente adattabile: cresce bene in terreni argillosi, calcarei, aridi, ricchi di scheletro e persino salini. Tuttavia, il suo sviluppo ottimale si raggiunge in suoli a medio impasto, fertili e profondi.
  • Come si propagano commercialmente le piante di pistacchio?
    La propagazione commerciale avviene quasi esclusivamente tramite innesto su piante giovani di almeno due anni. I portinnesti più comuni sono il terebinto (Pistacia terebinthus), preferito per la sua resistenza alla siccità nonostante la crescita lenta, il franco, il lentisco e il Pistacia atlantica, quest'ultimo caratterizzato da una rapida crescita. La ricerca attuale punta a sviluppare portinnesti a vigore contenuto capaci di adattarsi sia alla siccità che alle colture irrigue intensive.

Scheda Tecnica

Pistacia vera

Nome scientificoPistacia vera
FamigliaAnacardiacee
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineIran
EsposizioneSole
TerrenoAdattabile (argilloso, calcareo, arido, salino); preferisce medio impasto fertile e profondo
IrrigazioneNecessita di estati asciutte per la maturazione; tollerante alla siccità ma risponde bene all'irrigazione
FiorituraAprile-Maggio
AltezzaFino a 15 m (fino a 5-6 m se allevato a policaule)
ConcimazioneAzoto, fosforo, potassio e letame maturo; fertirrigazione in impianti intensivi
PotaturaVaso libero; potatura ad anni alterni in Sicilia per gestire la biennial bearing
MoltiplicazioneInnesto su portinnesti come terebinto, franco, lentisco
Malattie e parassitiSeptoriosi, alternaria, ruggine, Megastigmus pistacie, foragemma
Difficoltà di coltivazioneMedia (lenta messa a frutto)

Potrebbe interessarti anche