Pianta di Uva Spina

Piccoli Frutti

Uva spina - Ribes grossularia

In questo articolo vengono descritte le caratteristiche botaniche, le cultivar, le forme di allevamento, le operazioni di potatura e raccolta ed i parassiti dell’uva spina.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

L’uva spina appartiene alla famiglia delle Sassifragacee, al genere Ribes ed alla specie grossularia. È un cespuglio di bassa taglia, alto 0,5-0,7 m, a portamento eretto; le radici sono superficiali ed i rami spinescenti. Le foglie sono semplici, palmate, con 3-5 lobi, di color verde chiaro, picciolate, con un bordo molto seghettato; la pagina inferiore è leggermente pelosa. I fiori sono ermafroditi, piccoli, a cinque petali, verdastri o purpurei, solitari o in coppia, portati da un picciolo che nasce alla base delle foglie o delle spine. La fioritura avviene ad aprile, per cui dopo i ribes nero e rosso; è una specie autofertile ad impollinazione entomofila, operata da insetti pronubi come le api ed i bombi. I frutti sono bacche ovoidali, aventi le dimensioni di un acino d’uva, segnate da un reticolo chiaro e cosparse di setole; contengono parecchi semi e, a completa maturazione, acquistano un sapore molto gradevole. L’uva spina preferisce climi invernali freddi, con estati non troppo calde, con una buona distribuzione delle piogge ed esposizioni mediamente soleggiate; è principalmente diffusa negli Stati Uniti e nel nord Europa, in Italia la si trova soltanto nei giardini. Predilige terreni di medio impasto, fertili, profondi, subacidi, calcarei e ricchi di sostanza organica, mentre rifugge i ristagni idrici. La propagazione avviene generalmente per margotta.

Varietà

Le cultivar di uva spina maturano da metà giugno a metà agosto, si distinguono tra loro in base alla colorazione della bacca che può essere giallo-verdastra, poco saporita, oppure rosso-violacea, dolce ed aromatica. Le varietà a buccia gialla più importanti, dalle più precoci alle più tardive sono: Careless, White Smith e Leveller; tra quelle a buccia rossa si ricordano Poorman, Rokula e Winham Industry. Sono state selezionate cultivar prive di spine e di taglia maggiore (alte 1,5-2 m), ottenute incrociando l’uva spina ed il ribes nero; le più importanti sono Jogranda, Josta e Jostine.

Tecniche di coltivazione

Il periodo dell’impianto va da novembre a marzo, in un terreno precedentemente lavorato con un’aratura profonda 30-40 cm e l’apporto di letame maturo. Sulla fila si utilizza la pacciamatura con film plastico nero per prevenire il problema delle erbe infestanti. La concimazione azotata, in dosi di 100-120 kg/ha, va frazionata in tre interventi: due in primavera con azoto prontamente disponibile, uno in autunno per favorire l’accumulo delle sostanze di riserva. Il fosforo ed il potassio si distribuiscono in autunno o a fine inverno, rispettivamente con dosaggi di 80 kg/ha e 120-150 kg/ha; i microelementi possono essere apportati mediante la concimazione fogliare o la fertirrigazione. Ogni tre anni è buona prassi apportare sostanza organica al terreno. La pratica dell’irrigazione è importante in quanto l’uva spina ha radici superficiali, essa può essere a pioggia o a goccia.

Forme di allevamento e potatura

I sistemi di allevamento più comuni sono il cespuglio, il ventaglio, il fusetto e, nel caso di piccoli impianti familiari, il cordone. Il cespuglio è ottenuto lasciando 3-4 polloni, di cui ogni anno si elimina il più vecchio, sostituendolo con un nuovo pollone; gli altri polloni e i rami più orizzontali vanno ogni anno eliminati. Il ventaglio è costituito da tre branche con assenza di un tronco, è necessaria un’impalcatura di pali e fili per sostenere ed indirizzare i rami lungo la spalliera. La potatura viene fatta prevalentemente in giugno a verde, con una cimatura di tutti i nuovi germogli laterali alla lunghezza di cinque foglie; i ricacci al piede della pianta vanno asportati, lasciandone eventualmente uno in sostituzione di una branca. In inverno vengono tagliati i rametti male inseriti e quelli vecchi, in modo che siano solo quelli nuovi a produrre perché i rami di un anno danno frutti qualitativamente superiori rispetto alle branchette di più anni. I sesti d’impianto tra le file sono di almeno 3 m e sulla fila di 1 m. Il cordone va speronato a tre gemme con la potatura invernale, mentre con gli interventi in verde a metà giugno i germogli si raccorciano alla quinta foglia; le distanze sulla fila si aggirano intorno ai 30-40 cm.

Raccolta

La maturazione dell’uva spina si protrae per 2-3 settimane, per cui la raccolta viene eseguita in 2-3 passaggi. Nel caso di forme di allevamento in controspalliera la raccolta è manuale con una resa oraria per persona variabile dai 10 ai 20 kg, mentre si esegue meccanicamente per scrollamento nel sistema a cespuglio. Le bacche sono prevalentemente impiegate per la preparazione di macedonie e gelatine, in minor misura si consumano direttamente.

Parassiti

È fondamentale mantenere un ambiente equilibrato dal punto di vista ecologico, in modo tale che il danno causato dai parassiti non abbia un’entità superiore rispetto alle soglie economiche d’intervento. L’uva spina, soprattutto quella rossa, è sensibile all’oidio, i trattamenti non si effettuano con lo zolfo perché è fitotossico causando arresto della vegetazione e cascola delle foglie, per cui si impiegano soltanto fungicidi antioidici specifici. Gli insetti più pericolosi sono gli afidi, le cocciniglie e la sesia; le larve di quest’ultimo scavano gallerie nei rami provocandone il disseccamento. Un mezzo di lotta consiste nell’eliminare e nel bruciare le branche colpite.

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Domande frequenti

  • Come si effettua correttamente la potatura dell'uva spina?
    La potatura dell'uva spina richiede interventi distinti. In inverno si eliminano i rametti vecchi e quelli mal inseriti, poiché i rami di un anno producono frutti di qualità superiore. A giugno, durante la potatura a verde, si cimano i nuovi germogli laterali lasciandoli lunghi circa cinque foglie. È fondamentale rimuovere i ricacci alla base della pianta, salvo lasciarne uno per sostituire una branca esaurita. Questa gestione assicura che la produzione sia concentrata sui rami giovani, mantenendo alta la produttività.
  • Quali sono le cure principali per prevenire l'oidio sull'uva spina?
    L'uva spina, specialmente le varietà a bacca rossa, è sensibile all'oidio. Non utilizzare mai lo zolfo, poiché risulta fitotossico e causa arresto della vegetazione e caduta delle foglie. È necessario ricorrere esclusivamente a fungicidi antioidici specifici autorizzati. Mantenere un equilibrio ecologico nel giardino aiuta a contenere i danni, intervenendo solo quando i parassiti superano le soglie economiche. La prevenzione attraverso una corretta aerazione della chioma e il controllo delle infestanti riduce inoltre il rischio di infezioni fungine.
  • Quando e come si raccolgono i frutti dell'uva spina?
    La maturazione dura 2-3 settimane, richiedendo quindi raccolti scalari in 2-3 passaggi per selezionare i frutti maturi. Nelle forme di allevamento a controspalliera, la raccolta è manuale, con rese variabili tra 10 e 20 kg all'ora per persona. Nei sistemi a cespuglio, invece, è possibile eseguire la raccolta meccanica tramite scrollamento. I frutti sono versatili: si usano spesso per macedonie e gelatine, ma possono essere consumati freschi direttamente dalla pianta quando raggiungono piena maturazione e sapore gradevole.
  • Quali sono le migliori varietà di uva spina da coltivare?
    Esistono cultivar precoci e tardive, classificate anche per colore. Tra le gialle (poco saporite) ci sono Careless, White Smith e Leveller. Quelle rosse (dolci e aromatiche) includono Poorman, Rokula e Winham Industry. Esistono poi ibridi con ribes nero, privi di spine e più grandi (Jogranda, Josta, Jostine), che crescono fino a 1,5-2 metri. La scelta dipende dal gusto preferito e dallo spazio disponibile, considerando che le varietà tradizionali sono cespugli bassi (0,5-0,7 m).
  • Quale terreno e esposizione sono ideali per l'uva spina?
    L'uva spina predilige terreni di medio impasto, fertili, profondi e subacidi o calcarei, ricchi di sostanza organica. È essenziale evitare i ristagni idrici, poiché le radici sono superficiali e sensibili all'eccesso di umidità. Per l'esposizione, la pianta ama i climi invernali freddi ed estati non eccessivamente calde, con una buona distribuzione delle piogge. Mediamente soleggiata, cresce bene in giardini italiani dove trova condizioni simili a quelle del Nord Europa o degli USA, sua area di origine.

Scheda Tecnica

Ribes grossularia

Nome scientificoRibes grossularia
FamigliaSassifragacee
Tipo di piantaCespuglio di bassa taglia (0,5-0,7 m)
OrigineDiffusa in Nord Europa e USA; presente in Italia nei giardini
EsposizioneMediamente soleggiata
Temperatura minimaPreferisce climi invernali freddi
TerrenoFertile, profondo, subacido, calcareo, ricco di sostanza organica; evita ristagni
IrrigazioneNecessaria, radici superficiali; a pioggia o goccia
FiorituraAprile
Altezza0,5-0,7 m (varietà ibride fino a 1,5-2 m)
ConcimazioneAzoto (100-120 kg/ha), Fosforo (80 kg/ha), Potassio (120-150 kg/ha); sostanza organica ogni 3 anni
PotaturaInverno (rami vecchi/male inseriti) e Giugno (cimatura germogli laterali)
MoltiplicazioneMargotta
Malattie e parassitiOidio (fungi specifici, no zolfo), Afidi, Cocciniglie, Sesia (larve scavatrici)
Difficoltà di coltivazioneMedia

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