innestovite2-1

Innesto

Innesto vite

In questa pagina, informazioni e suggerimenti sulle diverse tipologie di innesto della vite

di Redazione

20 novembre 2012

Introduzione

L’innesto è una pratica colturale che serve a favorire la propagazione di molte specie di piante. Non tutte, infatti, si propagano dal seme, per alcune, specie le più suscettibili alle malattie e alle avversità esterne, può essere necessario ricorrere all’innesto, ovvero all’unione di due parti di pianta tra loro simili o affini. Tantissime le piante che necessitano di essere innestate, tra cui ricordiamo anche gli alberi da frutto. Anche se non proprio a forma di albero, esiste una pianta che trae enormi benefici dall’innesto. Stiamo parlando della vite, pianta legnosa formata da tralci ramosi da cui si ricava l’uva da tavola e da vino. Parecchie varietà di vite si propagano per seme, ma non hanno la capacità di resistere ad alcune malattie a cui sono particolarmente vulnerabili, come la filossera. Nelle viti innestate si è notato, invece, che la filossera è quasi completamente scomparsa. L’innesto della vite risponde dunque a una doppia esigenza: favorire la propagazione della pianta e dare vita a una nuova specie più resistente alle avversità ed alle malattie.

Viti da innestare

In natura esistono diverse varietà di viti e non tutte hanno la necessità di essere innestate. L’innesto va praticato, infatti, solo nelle viti nate da seme, mentre quelle nate da precedenti innesti non hanno alcun bisogno di essere innestate. Necessita di innesto la vite selvatica, da cui derivano le varietà di vite più conosciute, ovvero quella europea e quella americana. L’innesto deve essere effettuato tra specie tra loro affini, pena non solo il mancato attecchimento dell’innesto, ma anche la morte della pianta. Non va innestata la vite canadese, pianta rampicante coltivata solo a scopo ornamentale. Questa vite non va usata nemmeno come porta innesto. Sarebbe, infatti, un errore innestare una vite europea o americana su una vite canadese. La vite americana si è rivelata molto resistente ai parassiti ed alle malattie e per questo viene usata come portainnesto a cui aggiungere parti di vite europea.

Tipi di innesto

Sulla vite si possono praticare diversi tipi di innesti. Tutto dipenderà dalla propria esperienza e dalla propria abilità. Gli innesti maggiormente praticati per la vite sono quelli a spacco e a gemma, ma possono essere eseguite anche diverse varianti dei suddetti innesti, come quello a scheggia, a zufolo, a stella, a triangolo, a ponte e a maiorchina.

Innesto a spacco

L’innesto a spacco della vite si pratica sulle piante adulte, usando uno dei rami più vigorosi del portainnesto, su cui saranno applicate una o più marze, ovvero rami con gemme prelevati dalla vite da usare come nesto ( parte da innestare). L’innesto può essere a spacco semplice o a doppio spacco. Nel primo caso si praticherà una taglio nella parte monca di un ramo legnoso del portainnesto, in cui sarà inserita una sola marza, nel secondo si praticherà un taglio che attraverserà tutto il diametro del tronco del portainnesto, dove ai lati si inseriranno due o più marze. Le marze vanno prelevate dai resti invernali della potatura, attività durante i quali si procede ad asportare dei rami con gemme. Prima dell’innesto, bisogna controllare che le marze siano sane e in buone condizioni e che non presentino lesioni o segni di malattie o depositi di uova da parte di parassiti. Dopo il controllo, le marze vanno trattate con torba umida e spruzzate con fungicida per scopi precauzionali. Durante il periodo precedente all’innesto, le stesse marze vanno conservate in un sacchetto di carta per il pane e poste in un luogo fresco e asciutto. La tenuta dell’innesto a spacco va garantita usando carta adesiva o mastice. Se lo spacco viene praticato sui tralci più giovani della vite ( innesto erbaceo) e per evitare che il vento faccia piegare troppo i rami, si può ricorrere alla legatura dell’intera pianta con dei lacci. Una variante dell’innesto a spacco è quella a scheggia, dove la marza viene inserita in una ferita laterale del portainnesto.

Innesto a gemma

Nella vite, come negli altri alberi da frutto, si può praticare anche l’innesto a gemma. Mentre l’innesto a spacco garantisce maggiori probabilità di attecchimento, quello a gemma può causare risultati alterni e che solitamente dipendono dal tipo di vite e dalla condizione ambientale in cui l’innesto viene effettuato. L’innesto a gemma si pratica usando solo delle gemme prelevate dai rami più sani e vigorosi della pianta scelta come nesto, mentre in quella usata come portainnesto si praticherà un taglio a forma di T, dove sarà inserita la gemma. La gemma si preleva praticando un taglio con il trincetto, sulla parte posteriore del ramo, facendo attenzione a prelevare anche una piccola parte di corteccia, ma senza rami. La tenuta dell’innesto viene garantita da una legatura con nastro isolante. L’innesto a gemma viene chiamato anche a occhio o a scudetto, perché la gemma da prelevare dal tralcio sporge dal centro proprio come se fosse un occhio Lo spessore del ramo del portainnesto, su cui inserire la gemma, deve essere molto piccolo, al massimo un centimetro e mezzo, mentre la gemma va prelevata da tralci lunghi al massimo sei centimetri. Una variante dell’innesto a gemma è quella a maiorchina, che consiste, nell’inserire, in una ferita laterale del portainnesto, una gemma con una piccola parte di corteccia. Quest’ultima tecnica sembra garantire migliori probabilità di attecchimento.

Epoca innesto

Gli innesti a spacco della vite ( semplice, doppio e a scheggia) si effettuano tra la fine dell’inverno e la primavera, a febbraio o a marzo, mentre quelli a gemma si devono praticare in estate, nel periodo compreso tra luglio ed agosto. L’innesto estivo viene anche detto “ a gemma dormiente”, perché la stessa inizierà a vegetare dalla primavera successiva.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Perché è fondamentale innestare la vite?
    L'innesto della vite risponde principalmente a due esigenze: favorire la propagazione della pianta e conferirle maggiore resistenza contro le avversità ambientali e le malattie. In particolare, le varietà europee sono molto vulnerabili alla filossofa, un parassita del suolo. Utilizzando come portainnesto varietà americane, naturalmente resistenti a questo insetto, si ottiene una pianta ibrida che sopravvive meglio e produce uva sana, combinando la qualità del nesto europeo con la robustezza radicale del portainnesto americano.
  • Quali sono i periodi corretti per effettuare l'innesto della vite?
    Il periodo dipende dalla tecnica utilizzata. Gli innesti a spacco (semplice, doppio o a scheggia) si eseguono tra la fine dell'inverno e la primavera, indicativamente tra febbraio e marzo, quando la pianta è ancora in riposo vegetativo ma le temperature iniziano a mitigare. Al contrario, gli innesti a gemma (o a occhio/scudetto) richiedono il periodo estivo, specificamente tra luglio e agosto, quando la linfa scorre abbondantemente facilitando la presa della gemma.
  • Come si preparano correttamente le marze prima dell'innesto?
    Le marze, ovvero i rametti con gemme prelevati dalla vite madre, devono essere selezionati dai rami vigorosi durante la potatura invernale. Prima dell'uso, è cruciale verificarne la salute, assicurandosi che siano privi di lesioni, sintomi di malattie o uova di parassiti. Una volta controllate, le marze vanno conservate in un sacchetto di carta in un luogo fresco e asciutto. Immediatamente prima dell'innesto, è consigliabile trattarle con torba umida e spruzzarle con un fungicida preventivo per proteggere le ferite e prevenire infezioni fungine durante l'attecchimento.
  • Quali sono le differenze principali tra innesto a spacco e a gemma?
    L'innesto a spaccio si pratica su rami legnosi adulti del portainnesto, inserendo una o più marze complete in un taglio verticale; garantisce generalmente maggiori probabilità di attecchimento ed è adatto a piante mature. L'innesto a gemma, invece, utilizza singole gemme prelevate da tralci sottili (massimo 1,5 cm di diametro sul portainnesto) e le inserisce in incisioni a T sulla corteccia. È una tecnica più delicata, soggetta a risultati variabili in base alle condizioni ambientali, ma permette di risparmiare materiale vegetale prezioso.
  • È possibile innestare qualsiasi varietà di vite su qualsiasi altra?
    No, l'innesto richiede affinità botanica tra le specie per avere successo. Ad esempio, non si deve mai innestare una vite europea o americana su una vite canadese, poiché quest'ultima non è adatta come portainnesto e potrebbe portare alla morte della pianta. L'accoppiamento ideale vede solitamente una varietà europea (nesto, per la qualità dell'uva) innestata su una varietà americana (portainnesto, per la resistenza alla filossofa). L'uso di specie non affini compromette l'attecchimento e la vitalità dell'insieme.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaPianta legnosa rampicante
OrigineEuropa e America (varietà europee e americane)
PotaturaRichiede potatura invernale per il prelievo delle marze
MoltiplicazionePropagazione per seme (con rischi) e innesto (pratica colturale principale per resistenza)
Malattie e parassitiFilossera (contro cui l'innesto su portainnesto americano offre resistenza)
Difficoltà di coltivazioneMedia/Alta (dipende dall'esperienza dell'operatore e dalle tecniche richieste)