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Malattie delle piante

Mal bianco

Il mal bianco è una diffusa malattia delle piante, provocata da un fungo che attacca come parassita la pianta e ne ricopre la superficie di uno strato bianco caratteristico.

di Redazione

30 luglio 2012

Le piante del giardino

Così come il giardino è uno dei luoghi di casa a cui siamo più affezionati per vari motivi, anche le piante al suo interno hanno la loro fondamentale importanza; infatti, siccome uno dei compiti/pregi più importanti del giardino è quello di offrirci un luogo tutto nostro dove rilassarci ad un passo vero e proprio da casa ed essendo immersi in una natura semplice e silenziosa, è evidente che tutto ciò sarebbe impossibile senza le piante che riempiono e rendono vivo il nostro giardino. Le piante, ed ogni altro essere vegetale, sono esseri viventi, i quali hanno sì una certa autonomia dovuta a milioni di anni di evoluzione, ma è pur vero che necessitano di alcune cure senza le quali sarebbero soggetti alle naturali leggi di natura che a volte potrebbero portarle ad una morte precoce. Ebbene, tra le varie cure c’è sicuramente l’annaffiatura, il travaso per la crescita, ma anche il difenderle dalle malattie; eh si, sembra assurdo ma anche le piante si ammalano: molte malattie colpiscono solo l’estetica della pianta, ma altre possono giungere a distruggerla ed anche provocare la morte di altre piante vicine per contagio. Certo, per capire la malattia di una pianta non ci sono la tosse, la febbre o gli esami del sangue, ma altri segni che dobbiamo imparare a conoscere.

Mal bianco

Una delle malattie più diffuse, potenti e mal sopportate dall’uomo che vede morire le proprie piante è il cosiddetto “mal bianco”; questa malattia è così denominata perché si presenta esteriormente come una patina bianca sulle foglie, sui fiori e sul tronco delle piante che colpisce, quasi come fosse una colata di vernice a schizzi sulla pianta stessa. In realtà, il nome scientifico di tutto ciò è “oidio”, mentre nelle culture popolari ci sono anche altre denominazioni, come “nebbia” o “albugine”. Tutto ciò è provocato da una famiglia di funghi molto resistenti, che un tempo erano classificati nel gruppo dei funghi “imperfetti” Oidium (imperfetti perché non corrispondenti ai canoni classici di fungo), e da qui viene il nome scientifico della malattia. Una volta che il fungo dell’Oidio attacca la pianta, esso impone un parassitismo obbligato, ovvero prende quasi il controllo della pianta che non sa come liberarsene; infatti gli elementi del fungo si poggiano sulla superficie (classicamente delle foglie) e penetrano le proprie radici fin sotto l’epidermide della pianta, giungendo a penetrare le cellule interne, governandole e assumendone tutte le sostanze nutritive, portandole quindi lentamente al deterioramento.

Effetti e soluzioni

Durante la fase della penetrazione definitiva della malattia nella pianta, l’effetto esteriore che si ha è la formazione della patina bianca precedentemente descritta sulla superficie della foglia attaccata, macchia che va ad estendersi piano piano. Questa macchia non è altro che il micelio, ovvero il corpo esterno che è comune a tutti i funghi, essendone una loro parte fondamentale; non solo, l’attacco descritto in precedenza ci fa capire che siamo di fronte ad un ectoparassitismo, che però in alcune specie può essere anche endoparassitismo, ovvero attacco da dentro. Gli effetti dovuti al mal bianco non sono soltanto quelli che vedono la comparsa dello strato di micelio bianco sulla pianta, ma sono una decolorazione iniziale degli organi colpiti, una successiva necrosi che nei casi più gravi può portare all’infezione di tutta la pianta ed alla sua morte. Classico caso è quello dell’uva: il mal bianco attacca i chicchi di uva, la cui superficie diviene meno elastica e quindi tende a rompersi quando l’acino cresce; ciò provoca spaccature che sono un’autostrada per altre malattie, ancora più gravi e specifiche per la singola pianta. Le soluzioni all’oidio possono consistere in alcune specie di prodotti chimici ma anche in alcuni naturali, scoperti nel prossimo paragrafo.

Zolfo e antioidici

Lo zolfo è un comunissimo elemento naturale che si è scoperto essere molto efficace nella lotta al mal bianco; in modo particolare lo zolfo ha azione preventiva, perché sulle superfici su cui è cosparso il mal bianco non può attecchire. Ciò è estremamente positivo perché lo zolfo è praticamente atossico per tutti i mammiferi (quindi anche per l’uomo), ma l’aspetto negativo è quello che deve essere cosparso su ogni angolo della pianta, perché se se ne lascia una parte scoperta, quella potrà essere attaccata senza problemi. Altro problema è che sia lo zolfo in polvere che quello liquido (diluito) non hanno effetti né sotto i dieci gradi centigradi e né sopra i trenta gradi centigradi, anzi risultando tossici per la pianta per le temperature più calde. Si è deciso di ricorrere quindi a farmaci antioidici, ovvero dei prodotti chimici sintetizzati in laboratorio che riescono anche ad estirpare la malattia quando è già attecchita (cosa che lo zolfo non può fare, avendo solo azione preventiva). Però il buon senso deve portare a ridurre al massimo l’uso di questi prodotti di sintesi, potenzialmente pericolosi anche per l’uomo se ingeriti in grande quantità e comunque non naturali quindi mai sicuri al cento per cento e sempre da evitare il più possibile

Domande frequenti

  • Qual è il nome scientifico del mal bianco e quali organismi lo causano?
    Il nome scientifico del mal bianco è oidio. È causato da una famiglia di funghi molto resistenti, storicamente classificati come 'funghi imperfetti' del genere Oidium. Questi funghi agiscono come parassiti obbligati, penetrando nell'epidermide delle piante e assumendone le sostanze nutritive, il che porta al deterioramento dei tessuti vegetali.
  • Come si manifesta visivamente l'infezione da oidio sulle piante?
    L'infezione si manifesta inizialmente con una decolorazione degli organi colpiti, seguita dalla comparsa di una patina bianca simile a polvere o vernice spray su foglie, fiori e talvolta tronchi. Questa patina è il micelio, il corpo esterno del fungo, che si espande progressivamente fino a causare necrosi e, nei casi gravi, la morte dell'intera pianta.
  • Quali danni specifici causa l'oidio alla vite e all'uva?
    Sull'uva, l'oidio rende la superficie dei chicchi meno elastica. Quando l'acino continua a crescere, questa rigidità provoca delle spaccature nella buccia. Queste ferite aperte fungono da via d'accesso per altre infezioni batteriche o fungine, spesso più gravi e letali rispetto all'oidio stesso, compromettendo gravemente il raccolto.
  • Come funziona lo zolfo contro il mal bianco e quali sono i suoi limiti?
    Lo zolfo agisce principalmente come preventivo: crea una barriera superficiale sulla pianta impedendo al fungo di attecchire. Tuttavia, richiede una copertura totale della pianta per essere efficace. Inoltre, è inefficace e potenzialmente fitotossico per la pianta se applicato con temperature inferiori a 10°C o superiori a 30°C.
  • Quando è necessario utilizzare prodotti antioidici chimici invece dello zolfo?
    Gli antioidici chimici sintetici sono necessari quando l'infezione è già attecchita e visibile, poiché lo zolfo ha solo azione preventiva e non riesce a eradicare il fungo una volta installato. Tuttavia, l'uso di questi prodotti deve essere limitato al minimo indispensabile a causa dei potenziali rischi per la salute umana e l'ambiente.