Frutteto pere

Potatura

La potatura pero

Hai un pero e tocca a te averne cura ? Segui i nostri consigli per avere frutti succosi e deliziosi. La potatura pero non è mai stata così facile !

di Redazione

20 febbraio 2017

Periodo e caratteristiche della potatura pero

Il pero è tra gli alberi da frutto più noti nella nostra penisola e, come tutti, necessita di particolari operazioni di potatura al fine di migliorare la qualità e la quantità dei frutti prodotti. Per realizzare una buona potatura pero, è bene conoscere le sue principali caratteristiche. Il pero tende a svilupparsi in senso verticale e la produzione dei suoi frutti si concentra principalmente sui rami giovani, cioè quelli compresi tra i due e i tre anni di età. La potatura tende quindi a tutelare questi rami giovani in quanto fertili e ad eliminare quelli più vecchi perché sterili e improduttivi. Altra caratteristica da tener presente in fase di potatura pero è la sua crescita rigogliosa e disordinata che, oltre a rovinarne l'estetica, fa penetrare poca luce e aria all'interno della chioma.

La potatura di formazione o allevamento

Nei primi due anni di vita della pianta è necessario effettuare una potatura di formazione, detta anche di allevamento. Se la pianta si presenta sana e rigorosa, basta sfoltire lievemente la chioma per far penetrare aria e luce necessaria all'interno di essa; i rami secchi e danneggiati vanno eliminati totalmente. Le potature di allevamento danno una precisa forma alla chioma dell'albero. Tra le principali e più comunemente praticate ricordiamo la forma a fusetto, dove la pianta presenta un tronco principale da cui si diramano cinque o sei branche laterali e conferisce un andamento armonico e composto all'albero; la forma a palmetta da all'albero una struttura parete con una chioma molto larga e appiattita; infine la forma doppio asse che è simile a quella a palmetta.

Come e quando effettuare la potatura di produzione

La potatura di produzione del pero va fatta principalmente per rinnovare le ramificazioni a frutto. Il periodo più indicato è durante la ripresa vegetativa, cioè quando le gemme a legno ancora non si sono aperte. La potatura di produzione si effettua a partire dal secondo anno di età. I rami nuovi cresciuti su quelli vecchi vanno eliminati perché improduttivi, mentre quelli che crescono vicino al tronco principale vanno lasciati perché, ricevendo la linfa dall'astone, diventeranno poi produttivi. Con questa fase della potatura si tende a migliorare la pezzatura dei frutti prodotti negli anni successivi. Anche nella fase di potatura di produzione si tende a conservare la forma data all'albero durante la potatura di formazione o di allevamento.

Altri accorgimenti

Se la pianta di pero ha raggiunto un buon grado di vigoria e si è provveduto negli anni ad effettuare i giusti interventi di potatura non sono necessarie grosse operazioni di rinnovo. Queste infatti non necessitano di forti tagli, anzi una potente diramazione può indurre la pianta a produrre un grande ammontare di vegetazione. Nelle piante con scarsa vigoria invece è necessaria una potatura più forte per consentire una maggiore produzione di rami fruttiferi. Infatti, in questi casi, si eliminano il 30-40% delle gemme a fiore. Come per tutti gli alberi da frutto, anche per il pero sono necessari trattamenti preventivi per evitare lo sviluppo di malattie durante il periodo invernale e dopo la fioritura. Importante, inoltre, è preservare la fertilità del suolo per permettere una buona fruttificazione.

Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per potare il pero?
    Esistono due momenti distinti per la potatura del pero. La potatura di produzione, volta a rinnovare i rami fruttiferi, si esegue preferibilmente durante la ripresa vegetativa, ovvero quando le gemme a legno sono ancora chiuse ma il gelo invernale è passato. Un secondo intervento leggero può avvenire in estate (luglio-agosto) per controllare la vegetazione eccessiva e favorire la maturazione dei frutti. È fondamentale evitare di potare in inverno rigido per prevenire danni alle ferite di taglio.
  • Quali forme di allevamento sono più comuni per il pero?
    Le forme di allevamento più diffuse per il pero sono tre: la forma a fusetto, ideale per spazi ridotti, caratterizzata da un tronco centrale con poche branche laterali; la forma a palmetta, che crea una struttura piatta contro muri o filari, ottimizzando l'esposizione solare; e la forma a doppio asse, simile alla palmetta ma con due fusti principali. La scelta dipende dallo spazio disponibile e dalle preferenze estetiche, ma tutte mirano a garantire una buona penetrazione di luce e aria nella chioma.
  • Come si gestisce la potatura in base alla vigoria della pianta?
    La strategia di potatura varia in base alla salute e alla forza della pianta. Se il pero è vigoroso e ben strutturato, bastano interventi leggeri di sfoltimento per mantenere la forma e rimuovere i rami secchi. Al contrario, nelle piante deboli o stentate è necessario un intervento più drastico: si possono eliminare fino al 30-40% delle gemme a fiore per stimolare la produzione di nuova vegetazione fertile. L'obiettivo è sempre bilanciare la crescita vegetativa con la capacità della pianta di sostenere i frutti.
  • Perché il pero produce frutti solo sui rami giovani?
    Una caratteristica biologica chiave del pero è che la fruttificazione avviene prevalentemente sui rami giovani, specificamente quelli di età compresa tra i due e i tre anni. I rami più vecchi tendono a diventare sterili e improduttivi. Pertanto, la potatura ha il compito cruciale di selezionare e proteggere questi rami fertili, eliminando contemporaneamente la legna vecchia e ingombrante. Questo meccanismo garantisce che la pianta investa energie nella produzione di frutti di qualità piuttosto che in una vegetazione sterile.
  • È importante curare il terreno dopo la potatura?
    Sì, la gestione del suolo è complementare alla potatura. Preservare la fertilità del terreno permette alla pianta di assorbire correttamente i nutrienti necessari per una fruttificazione abbondante. Inoltre, poiché il pero è soggetto a malattie fungine come la monilia e la ticchiolatura, soprattutto dopo la fioritura, è essenziale abbinare la potatura a trattamenti preventivi appropriati. Un terreno sano e ben drenato contribuisce anche a ridurre lo stress idrico e migliora la resistenza complessiva dell'albero agli agenti patogeni.

Scheda Tecnica

Pyrus communis

Nome scientificoPyrus communis
FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineAsia occidentale ed Europa meridionale
EsposizioneSoleggiata
TerrenoFresco, profondo, ben drenato
IrrigazioneModerata, regolare in estate
FiorituraPrimavera (aprile-maggio)
AltezzaDa 3 a 8 metri
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno
PotaturaInverno (ripresta vegetativa) e luglio-agosto
MoltiplicazioneInnesto
Malattie e parassitiMonilia, ticchiolatura, afidi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedia